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Domenica, 30 Novembre : 2008
THAILANDIA: PRIMI ITALIANI A ROMA.
700 ANCORA BLOCCATI
700 ANCORA BLOCCATI
BANGKOK - La Farnesina valuta l'ipotesi di organizzare un'operazione di rientro in Italia dei connazionali bloccati in Thailandia ma i primi italiani tornati da Bangkok lamentano: ' ci siamo sentiti abbandonati a noi stessi, e' stata una sorta di rientro fai da te'.
Sono una novantina circa gli italiani rientrati oggi all'aeroporto romano di Fiumicino dalla Thailandia dove i manifestanti antigovernativi occupano da alcuni giorni i due aeroporti di Bangkok. I turisti hanno cominciato a lasciare la Thailandia da U-Tapao, una base militare che si trova a 190 km a sudest di Bangkok. Chi con un volo Thai, chi in pullman, i nostri connazionali hanno raggiunto Chiang Mai, località nel nord della Thailandia. Da qui hanno proseguito il viaggio di ritorno verso casa a bordo di un volo di linea del China Airlines partito da Taipei per Roma con scalo intermedio a Chiang Mai.
''Siamo stati completamente abbandonati a noi stessi per quel che riguarda la gestione della situazione che si e' venuta a creare - ha detto Nicola Perilli di Roma -. Non siamo stati contattati dall'ambasciata, nonostante avessimo chiamato piu' volte la nostra rappresentanza diplomatica. Da soli abbiamo appreso le news da internet e, sempre da soli, abbiamo provveduto ad organizzare il viaggio di ritorno in Italia. Per arrivare all'aeroporto alternativo di Chang Mai, siamo stati costretti a fare un viaggio in pullman di 26 ore. Ci sono molte persone anziane che non se la sono sentita di affrontare una fatica simile e sono ancora bloccate in Thailandia. ''. ''Non e' vero, cosi' come e' stato riferito qui in Italia, che siamo stati ospitati in albergo a spese altrui - ha aggiunto Francesco Cardoni, che ha mostrato le fatture pagate per il forzato soggiorno in hotel -. Non e' assolutamente vero che, almeno per quanto riguarda Chang Mai, qualcuno si sia visto pagare l'albergo. Dovevamo partire dalla
Thailandia il 26 novembre e invece - ha concluso - ci ritroviamo solo oggi qui a Roma, completamente distrutti dalla stanchezza dopo ore e ore di attesa passate a Chang Mai''.
MADRID MANDA AEREI PER RIMPATRIARE GLI SPAGNOLI
Il governo di Madrid si appresta a inviare tre aerei in Thailandia per rimpatriare i 300 spagnoli bloccati nel paese asiatico dalla occupazione dell'aeroporto di Bangkok. Si tratta di due aerei militari e di uno civile affittato per l'occasione. Dovrebbero partire per la Thailandia nel pomeriggio. Sono decine di migliaia gli stranieri bloccati da martedi' scorso in Thailandia.
THAILANDIA: NEGOZIATI CON MANIFESTANTI
La polizia thailandese ha avviato negoziati con i manifestanti antigovernativi che occupano i due aeroporti di Bangkok, e vuole porre fine al confronto senza ricorrere alla forza. Lo ha annunciato oggi un portavoce della polizia. "Abbiamo avviato un negoziato, volgiamo evitare qualsiasi confronto violento. Non useremo armi", ha detto Pongsapat Pongcharoen. Tuttavia, poco dopo la polizia ha ordinato ai manifestanti di disperdersi immediatamente. L'ordine prevede anche che saranno proibiti assembramenti di più di cinque persone intorno allo scalo internazionale di Don Muang.
Il governo del premier Somchai Wongsawat ha proclamato lo stato di emergenza nei due scali della capitale thailandese perché la polizia possa sgomberare gli oppositori che li occupano. A causa della chiusura degli aeroporti sono bloccate in Thailandia decine di migliaia di viaggiatori e turisti stranieri, fra cui alcune centinaia di italiani.
La Farnesina stima che siano circa 700 gli italiani rimasti bloccati in Thailandia, per lo piu' nella capitale Bangkok, a causa delle manifestazioni antigovernative nei due aeroporti della citta', Suvarnabhumi e Don Mueang. L'Ambasciata d'Italia a Bangkok, che in queste ore e' rimasta sempre aperta, ha attivato due numeri d'emergenza per fornire informazioni e assistenza ai connazionali: 0066 84 3333075 e 0066 81 8256103.
Sono una novantina circa gli italiani rientrati oggi all'aeroporto romano di Fiumicino dalla Thailandia dove i manifestanti antigovernativi occupano da alcuni giorni i due aeroporti di Bangkok. I turisti hanno cominciato a lasciare la Thailandia da U-Tapao, una base militare che si trova a 190 km a sudest di Bangkok. Chi con un volo Thai, chi in pullman, i nostri connazionali hanno raggiunto Chiang Mai, località nel nord della Thailandia. Da qui hanno proseguito il viaggio di ritorno verso casa a bordo di un volo di linea del China Airlines partito da Taipei per Roma con scalo intermedio a Chiang Mai.
''Siamo stati completamente abbandonati a noi stessi per quel che riguarda la gestione della situazione che si e' venuta a creare - ha detto Nicola Perilli di Roma -. Non siamo stati contattati dall'ambasciata, nonostante avessimo chiamato piu' volte la nostra rappresentanza diplomatica. Da soli abbiamo appreso le news da internet e, sempre da soli, abbiamo provveduto ad organizzare il viaggio di ritorno in Italia. Per arrivare all'aeroporto alternativo di Chang Mai, siamo stati costretti a fare un viaggio in pullman di 26 ore. Ci sono molte persone anziane che non se la sono sentita di affrontare una fatica simile e sono ancora bloccate in Thailandia. ''. ''Non e' vero, cosi' come e' stato riferito qui in Italia, che siamo stati ospitati in albergo a spese altrui - ha aggiunto Francesco Cardoni, che ha mostrato le fatture pagate per il forzato soggiorno in hotel -. Non e' assolutamente vero che, almeno per quanto riguarda Chang Mai, qualcuno si sia visto pagare l'albergo. Dovevamo partire dalla
Thailandia il 26 novembre e invece - ha concluso - ci ritroviamo solo oggi qui a Roma, completamente distrutti dalla stanchezza dopo ore e ore di attesa passate a Chang Mai''.
MADRID MANDA AEREI PER RIMPATRIARE GLI SPAGNOLI
Il governo di Madrid si appresta a inviare tre aerei in Thailandia per rimpatriare i 300 spagnoli bloccati nel paese asiatico dalla occupazione dell'aeroporto di Bangkok. Si tratta di due aerei militari e di uno civile affittato per l'occasione. Dovrebbero partire per la Thailandia nel pomeriggio. Sono decine di migliaia gli stranieri bloccati da martedi' scorso in Thailandia.
THAILANDIA: NEGOZIATI CON MANIFESTANTI
La polizia thailandese ha avviato negoziati con i manifestanti antigovernativi che occupano i due aeroporti di Bangkok, e vuole porre fine al confronto senza ricorrere alla forza. Lo ha annunciato oggi un portavoce della polizia. "Abbiamo avviato un negoziato, volgiamo evitare qualsiasi confronto violento. Non useremo armi", ha detto Pongsapat Pongcharoen. Tuttavia, poco dopo la polizia ha ordinato ai manifestanti di disperdersi immediatamente. L'ordine prevede anche che saranno proibiti assembramenti di più di cinque persone intorno allo scalo internazionale di Don Muang.
Il governo del premier Somchai Wongsawat ha proclamato lo stato di emergenza nei due scali della capitale thailandese perché la polizia possa sgomberare gli oppositori che li occupano. A causa della chiusura degli aeroporti sono bloccate in Thailandia decine di migliaia di viaggiatori e turisti stranieri, fra cui alcune centinaia di italiani.
La Farnesina stima che siano circa 700 gli italiani rimasti bloccati in Thailandia, per lo piu' nella capitale Bangkok, a causa delle manifestazioni antigovernative nei due aeroporti della citta', Suvarnabhumi e Don Mueang. L'Ambasciata d'Italia a Bangkok, che in queste ore e' rimasta sempre aperta, ha attivato due numeri d'emergenza per fornire informazioni e assistenza ai connazionali: 0066 84 3333075 e 0066 81 8256103.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















