 | L'OSSERVATORIO: TRASFERTE VIETATE AI VIOLENTI |  |
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 L'OSSERVATORIO: TRASFERTE VIETATE AI VIOLENTI
2007-11-11 12:05
TAFFERUGLI TRA TIFOSI IN AREA SERVIZIO A1,
UN MORTO
AREZZO - Una persona e' morta dopo uno scontro tra tifosi in un'area di servizio lungo l'A1, nel territorio di Arezzo. Secondo le prime informazioni la vittima sarebbe un tifoso laziale. Non e' ancora chiara la dinamica di quanto accaduto e le responsabilita' sulla morte del tifoso. Sembra secondo quanto emerso la vittima sarebbe stata raggiunta da un colpo di pistola. Tutto e' avvenuto nell'area di servizio di Badia al Pino dove si sarebbero scontrati tifosi della Lazio e della Juventus. Sul posto e' intervenuta la polizia ma al momento non è chiara la dinamica dell'omicidio e chi ha sparato uccidendo il tifoso. Sono giunti anche i carabinieri per ricostruire l'accaduto.
Nell'area di servizio era intervenuta una pattuglia della polizia stradale per sedare la rissa tra tifosi della Juventus, diretti a Parma, e quelli della Lazio, che si dirigevano a Milano per il match con l'Inter.
Ultima modifica di Redazione il 12 Nov 2007 22:02, modificato 3 volte in totale
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La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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 TIFOSO MORTO SULL' A1, STOP DI INTER-LAZIO
2007-11-11 13:44
TIFOSO MORTO SULL' A1, STOP DI INTER-LAZIO
ROMA - Inter-Lazio e' stata rinviata a data da destinarsi. Lo ha annunciato la federcalcio.
Le gare della 12/a giornata della serie A cominceranno con 10 minuti di ritardo. Lo ha deciso la Figc, in accordo con la Lega, dopo l'uccisione del tifoso laziale sulla A1. Giocatori e arbitri scenderanno in campo con il lutto al braccio.
A SAN SIRO CANCELLI CHIUSI - Cancelli chiusi a San Siro, in attesa di una decisione che anche sul piazzale dello stadio viene data ormai per scontata: il rinvio di Inter-Lazio, in seguito all'uccisione di un tifoso laziale sull'autostrada ad Arezzo. Tutti i varchi che portano ai tornelli sono bloccati. Sul piazzale dello stadio sostano a gruppi sparsi o in coda molti tifosi, quasi soltanto interisti fino ad ora. Al momento la situazione è tranquilla.
SI CHIAMAVA GABRIELE SANDRI, 26 ANNI - La vittima si chiamava Gabriele Sandri, 26 anni, romano. Il giovane, oltre a fare il dj aveva un negozio di abbigliamento a Roma. Lo riferiscono alcuni tifosi laziali, che sono arrivati ad Arezzo dopo aver appreso la notizia della morte di Sandri, e che non facevano parte del gruppo che era con la vittima. Gli stessi supporter hanno riferito che Sandri era un abbonato alla Lazio e che seguiva la squadra in tutte le trasferte.
SCONTRI FRA ULTRAS E POLIZIA A BERGAMO - La tensione e' esplosa immediata a Bergamo, dove e' in programma la partita Atalanta-Milan, alla notizia dell'uccisione di un tifoso laziale, per un colpo di pistola a quanto sembra partito dall'arma di un agente della Polstrada. Gli ultras, non e' ancora chiaro se solo atalantini o anche milanisti - hanno dato vita a scontri con le forze dell'ordine. Attorno allo stadio C'e' stato un lancio di lacrimogeni da parte della polizia, e secondo le prime notizie vi sarebbero dei contusi. Gli scontri sono tuttora in corso.
TAFFERUGLI TRA TIFOSI IN AREA SERVIZIO A1, UN MORTO - Una persona e' morta dopo uno scontro tra tifosi in un'area di servizio lungo l'A1, nel territorio di Arezzo. Secondo le prime informazioni la vittima sarebbe un tifoso laziale. Non e' ancora chiara la dinamica di quanto accaduto e le responsabilita' sulla morte del tifoso. Sembra secondo quanto emerso la vittima sarebbe stata raggiunta da un colpo di pistola. Tutto e' avvenuto nell'area di servizio di Badia al Pino dove si sarebbero scontrati tifosi della Lazio e della Juventus. Sul posto e' intervenuta la polizia.
Secondo quanto emerso, quando si sono verificati i tafferugli tra tifosi nell'area di servizio di Badia al Pino, una pattuglia della polstrada si sarebbe trovata nelle vicinanze degli scontri e un agente avrebbe sparato un colpo di pistola in aria. Ma la dinamica dei fatti è ancora in via di accertamento.
La vittima sarebbe un romano di 26 anni che stava andando in auto a Milano per la partita contro l'Inter insieme ad altri tre tifosi laziali. Questi ultimi sarebbe stati poi portati alla questura di Arezzo per essere ascoltati come testimoni. A riferirlo sono altri supporter della Lazio che, dopo aver appreso la notizia della morte del tifoso, hanno raggiunto la caserma della polizia stradale di Arezzo. Sempre nell'area della caserma si trova l'auto su cui viaggiava la vittima. La macchina avrebbe il finestrino posteriore sinistro infranto.
Il tifoso ucciso sarebbe un giovane disk jockey del litorale romano molto amico di alcuni calciatori della Lazio.
RISCHIO RINVIO INTER-LAZIO - Il presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete e quello della Lega, Antonio Matarrese, stanno valutando con il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, la possibilita' di rinviare Inter-Lazio in conseguenza della morte dell'ultra' biancoceleste negli scontri tra tifosi sulla A1.
LOTITO, PENSO NON SI GIOCHI - ''Ritengo che il mio intervento presso le istituzioni del calcio portera' a non far disputare la partita''. Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, conferma cosi' l'orientamento a rinviare la gara di campionato dei biancocelesti con l'Inter dopo l'uccisione del tifoso laziale.
SNAI SOSPENDE SCOMMESSE SU TUTTE GARE A - Snai ha sospeso l'accettazione delle scommesse sulle partite del campionato italiano di serie A, in attesa delle decisioni che verranno prese dal governo e dai vertici del calcio in conseguenza del gravissimo episodio in cui è stato ucciso un tifoso della Lazio.
BASKET: ULTRAS A.J. LASCIANO PALAZZETTO ASSAGO - Durante il primo quarto di gioco del derby lombardo di basket tra Armani Jeans Milano e Cimberio Varese, in corso al Datchforum di Assago, i tifosi della curva milanese hanno abbandonato il palazzetto in segno di protesta per l'uccisione del tifoso della Lazio, avvenuta negli scontri fra ultras juventini e laziali in autostrada vicino ad Arezzo. I tifosi della squadra varesina, che invece sono rimasti al loro posto, hanno indirizzato nei confronti dei poliziotti presenti il coro 'Assassini, assassini'.
Ultima modifica di Redazione il 11 Nov 2007 15:27, modificato 1 volta in totale
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 TIFOSO MORTO SULL'A1 QUESTORE: ''E' STATO UN TRAGICO ERRORE'
Domenica, 11 Novembre 2007 14:53
TIFOSO MORTO SULL'A1 QUESTORE:
''E' STATO UN TRAGICO ERRORE''
"E' stato un tragico errore". Lo ha detto il questore di Arezzo Vincenzo Giacobbe in riferimento alla morte del giovane avvenuta questa mattina nell'area di servizio di Badia al Pino, lungo l'A1,ad Arezzo.
"Il nostro agente era intervenuto per evitare che i tafferugli tra due esigui gruppi di persone che non erano stati individuati come tifosi degenerassero con gravi conseguenze per entrambi.
Esprimo profondo dolore e sincere condoglianze alla famiglia della vittima".
SI CHIAMAVA GABRIELE SANDRI, 26 ANNI - La vittima si chiamava Gabriele Sandri, 26 anni, romano. Il giovane, oltre a fare il dj aveva un negozio di abbigliamento a Roma. Lo riferiscono alcuni tifosi laziali, che sono arrivati ad Arezzo dopo aver appreso la notizia della morte di Sandri, e che non facevano parte del gruppo che era con la vittima. Gli stessi supporter hanno riferito che Sandri era un abbonato alla Lazio e che seguiva la squadra in tutte le trasferte.
AVVOCATO, COLPITO AL COLLO MENTRE ERA IN AUTO - Sarebbe stato colpito nella parte posteriore del collo, mentre si trovava in auto, Gabriele Sandri, 26 anni, il tifoso laziale morto stamani nell'area di servizio di Badia al Pino sull'A1. E' quanto ha riferito l'avvocato Luigi Conti, arrivato alla caserma della polizia stradale di Arezzo, e che si e' qualificato come un amico della famiglia della vittima. Sempre secondo quanto spiegato, il proiettile sarebbe entrato nella vettura, una Megane, infrangendo il lunotto posteriore sinistro. L'auto, dopo l'accaduto e' stata portata alla caserma della polizia stradale di Arezzo, con all'interno la salma. Il corpo di Sandri e' stato poi rimosso intorno alle 13.30.
STOP PER INTER-LAZIO - Inter-Lazio e' stata rinviata a data da destinarsi. Lo ha annunciato la federcalcio.
Le gare della 12/a giornata della serie A cominceranno con 10 minuti di ritardo. Lo ha deciso la Figc, in accordo con la Lega, dopo l'uccisione del tifoso laziale sulla A1. Giocatori e arbitri scenderanno in campo con il lutto al braccio.
CAMERAMAN TG4 PICCHIATO DA ULTRAS A SAN SIRO - Un cameraman che stava effettuando riprese per il Tg4 davanti allo stadio di San Siro ha subito un'aggressione da parte di ultras, e si trova ora al pronto soccorso dell'ospedale San Raffaele per essere medicato. "Ho effettuato due minuti di ripresa mentre i tifosi insultavano gli agenti - ha raccontato al telefono l'operatore televisivo -. Poi mi sono allontanato, ma sono stato aggredito alle spalle con calci e pugni. Non mi sono reso conto a quale squadra appartenessero i tifosi che mi hanno aggredito. Sono caduto a terra, hanno continuato a picchiarmi e mi hanno sfasciato la telecamera".
SCONTRI FRA ULTRAS E POLIZIA A BERGAMO - La tensione e' esplosa immediata a Bergamo, dove e' in programma la partita Atalanta-Milan, alla notizia dell'uccisione di un tifoso laziale, per un colpo di pistola a quanto sembra partito dall'arma di un agente della Polstrada.
Gli scontri fra ultras atalantini e forze dell'ordine sono ripresi con particolare violenza davanti allo stadio di Bergamo attorno alle 14.00. Gli atalantini che sono sotto la curva sud hanno attaccato di nuovo la polizia, che ha risposto lanciando lacrimogeni ma - secondo quando è possibile vedere stando ai margini del piazzale - è stata costretta momentaneamente ad arretrare sotto la furia degli ultras, che lanciano pietre e bastoni. Scontri anche tra forze dell'ordine e ultras milanisti. Questi ultimi, già fatti entrare nello stadio, hanno cercato di uscirne saltando le cancellate quando hanno visto che era in corso la battaglia degli atalantini. Le forze dell'ordine li hanno risospinti dentro con una energica carica.
SUPPORTER, GLI HA SPARATO LA POLIZIA - "Gli ha sparato la polizia". E' quanto sostengono alcuni tifosi della Lazio che non erano presenti sul luogo dei tafferugli ma che riferiscono quanto dicono di aver appreso da altri supporter che erano con il giovane ucciso. Secondo i tifosi all'interno dell'area di sevizio di Badia al Pino, dove il giovane è morto, "non ci sono stati tafferugli, ma solo una piccola scaramuccia tra due auto di tifosi laziali e juventini. Il nostro amico è stato ucciso mentre era in macchina che stava uscendo dal'area di servizio. Gli hanno sparato i poliziotti, scrivetelo, che si trovavano nella carreggiata opposta".
BASKET: ULTRAS A.J. LASCIANO PALAZZETTO ASSAGO - Durante il primo quarto di gioco del derby lombardo di basket tra Armani Jeans Milano e Cimberio Varese, in corso al Datchforum di Assago, i tifosi della curva milanese hanno abbandonato il palazzetto in segno di protesta per l'uccisione del tifoso della Lazio, avvenuta negli scontri fra ultras juventini e laziali in autostrada vicino ad Arezzo. I tifosi della squadra varesina, che invece sono rimasti al loro posto, hanno indirizzato nei confronti dei poliziotti presenti il coro 'Assassini, assassini'.
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 L'addio a "Gabbo" corre su internet
L'addio a "Gabbo" corre su internet
Gli amici: tifoso, ma non un violento
Gabriele Sandri, dj romano e tifoso della Lazio:
è stato ucciso in un'area di servizio da un colpo esploso da un agente
ROMA - Si chiamava Gabriele Sandri il tifoso della Lazio morto nei pressi di un Autogrill vicino ad Arezzo dopo un diverbio con dei tifosi juventini e che ha perso la vita a causa un colpo di pistola esploso accidentalmente da un agente intervenuto sul luogo a sedare la rissa.
Gli amici: «Non era un violento»
Romano di ventisei anni, Gabriele era dj nella nota discoteca capitolina "Area". I suoi amici dicono che non era un supporter accanito e che non seguiva più da un pò di tempo le tifoserie. Nel suo Myspace sfilano i video delle serate di «Gabbo», il suo nome d’arte: solo ieri sera aveva suonato al Piper. La sua passione, dice nel blog, è la musica: il primo disco a 13 anni, i primi vinili girati nei sabati pomeriggio della capitale. Poi le serate, e nel 2002 la prima stagione estiva in Costa Smeralda, dove poi diventa di casa. «
Il ricordo sul suo blog
«Ama la musica in tutte le sue sfaccettature e compra tutto ciò che gli piace», è la scritta che campeggia sul suo Myspace. Sul blog qualche commento anche sulle partite della Lazio, ma la musica, gli amici, le serate sono al centro dei suoi messaggi. E le immagini di Gabriele (che aveva un negozio di abbigliamento a Roma) con le cuffie da dj impegnato nel suo lavoro nei locali notturni della capitale (ieri sera era al "Piper") sono subito comparsi su alcuni siti. Sul blog che Gabriele, in arte "Gabbodj" aveva realizzato su myspace, gli amici esprimono rabbia e dolore.
La rabbia e il dolore degli amici
«Certe cose lasciano un vuoto di parole, pensieri - scirve Pierluigi Sulli dj - è davvero tutto dettato da una serie di eventi incotrollabili?! Non lo so..Ora mi viene solo da prendere le cuffie e far scorrere il vinile sotto le dita...per sentirmi libero...lontano...». «senza parole!! addio gabbo», scrive "Nikodj". «Mi sembra ieri il giorno in cui ci siamo conosciuti all’Heaven di Porto Rotondo - scrive Andrea - quando tu hai messo Ragazzo fortunato...oggi accendo la tv e parlano di un colpo che ti ha ucciso. Non riesco a crederci...Addio Gabbo!». «Non ti dimenticheremo mai...resterai sempre il numero 1...addio carissimo...», scrive Valerio. «Da lassu porta il meglio di quel poco che il mondo oggi ci da.Ti ricorderò sempre, come uno di noi, come uno della Lazio. Non dimenticarti la borsa dei dischi..non riuscirei a pensarti senza. Un abbraccio, Dj Gabriele Imbimbo».
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 TIFOSO UCCISO SULL'AUTOSOLE, 'UN TRAGICO ERRORE'
Domenica, 11 Novembre 2007- 19:58
ROMA - ''Le responsabilita' saranno accertate senza reticenze''. Questo l'impegno del ministro dell'Interno Giuliano Amato in merito alla morte di Gabriele Sandri, il tifoso della Lazio ucciso ad Arezzo. E' ''estremamente grave''. ha aggiunto il ministro, che dopo la morte del tifoso laziale si siano verificati in diverse citta' incidenti tra tifosi e forze dell'ordine. Amato si e' augurato che ''questa sera a Roma tutti diano prova di saper testimoniare in modo pacifico il proprio cordoglio''. ''E' estremamente grave - dice il titolare del Viminale - che ancora oggi, invece di concorrere con un dignitoso silenzio al cordoglio per la morte di questo ragazzo, alcuni responsabili abbiano trovato il modo di causare nuovi incidenti''.
IL QUESTORE CONFERMA: SPARATI DUE COLPI
Ancora non chiarita l'esatta dinamica dell'episodio che ha portato . Il questore di Arezzo Vincenzo Giacobbe ha confermato che sono stati sparati due colpi a scopo intimidatorio, uno dei quali, ha aggiunto, ''ha colpito al collo Gabriele Sandri''. ''E' stato trovato il bossolo, non ancora l'ogiva'' che ha colpito il giovane, ha poi proseguito Giacobbe. ''Lo stiamo ancora cercando, stiamo cercando di capire che fine possa aver fatto perche' si vede il foro d'entrata del proiettile sul vetro posteriore'' ma non il foro d'uscita.
''Non e' ancora certo - ha aggiunto Giacobbe - se il colpo che ha ucciso sia stato sparato dal poliziotto. Gli accertamenti balistici sono ancora in corso''.
''Siamo letteralmente, profondamente addolorati per quello che e' successo. Abbiamo interesse a che la verita' sia accertata'', ha continuato. ''E' stato nominato un medico legale, e' stato nominato un perito balistico, il pm sta interrogando ancora chi ha partecipato all'operazione'', ha proseguito il questore, aggiungendo che si sta agendo ''in piena sintonia'' e con ''la serena e coerente guida della magistratura'': ''Per cui abbiamo tutte le garanzie della legge e non abbiamo alcun motivo a derogare a questi principi''.
Nessuna risposta alla domanda se ci siano indagati.
SI CHIAMAVA GABRIELE SANDRII
- La vittima si chiamava Gabriele Sandri, romano. Il giovane, oltre a fare il dj aveva un negozio di abbigliamento a Roma. Lo riferiscono alcuni tifosi laziali, che sono arrivati ad Arezzo dopo aver appreso la notizia della morte di Sandri, e che non facevano parte del gruppo che era con la vittima. Gli stessi supporter hanno riferito che Sandri era un abbonato alla Lazio e che seguiva la squadra in tutte le trasferte.
IL FRATELLO, ME LO HANNO AMMAZZATO
FIRENZE - ''Me lo hanno ammazzato a 28 anni con una pistola. Ora le istituzioni facciano la loro parte, con tutti i decreti di urgenza che hanno fatto me lo hanno ammazzato a 28 anni''. Queste le parole di Cristiano Sandri, il fratello di Gabriele, appena uscito dalla caserma della polizia stradale di Arezzo. L'avvocato di famiglia Luigi Conti ha detto: 'E' stato un omicidio volontario, voglio vedere se avete il coraggio di mettervi contro la polizia''. Alla caserma e' arrivato anche il padre di Gabriele Sandri che ha abbracciato a lungo il figlio Cristiano, pianto e urlato, accasciandosi anche a terra dove e' stato poi tirato su.
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 TIFOSO UCCISO, NAPOLITANO: ''SONO MOLTO PREOCCUPATO''
2007-11-12 12:35
TIFOSO UCCISO, NAPOLITANO:
''SONO MOLTO PREOCCUPATO''
E' prevista per oggi pomeriggio l'autopsia sul corpo di Gabriele Sandri, il tifoso laziale rimasto ucciso ieri da un colpo di pistola in un'area di servizio sull'A1 ad Arezzo dopo che un agente di Polizia aveva esploso due colpi per sedare un tafferuglio.
Nell'arco della giornata proseguirà la ricostruzione della vicenda da parte degli investigatori, in attesa anche degli esiti delle perizie balistiche e dei rilievi svolti dalla polizia scientifica nell'area di servizio. Ieri l'agente di polizia era stato ascoltato per tutto il giorno dal pm che conduce le indagini, Giuseppe Ledda. Ascoltati anche i quattro tifosi laziali che si trovavano in auto con la vittima.
NAPOLITANO, SONO MOLTO PREOCCUPATO Doha (Qatar) - "Sono anche io molto preoccupato degli incidenti di ieri". Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dal Qatar dove si trova da ieri sera in visita di Stato. "Sono stato informato dal ministro dell'Interno. Le immagini degli incidenti - ha aggiunto - sono state diffuse dalle tv di tutto il mondo".
BERTINOTTI, NON SI OCCULTI LA VERITA' - "In una vicenda come questa si farebbe malissimo a occultare la verità. Bisogna affermare la verità e quando ci sono delle responsabilità bisogna evitare che queste diventino memoria collettiva nei confronti delle forze dell'ordine, e vengano punite, così da ripristinare una credibilità ed una fiducia". Lo afferma il presidente della Camera Fausto Bertinotti commentando la morte di un tifoso della Lazio ai microfoni di Gr Parlamento. "In Italia - spiega - la verità fa troppa fatica ad affermarsi. In una società violenta le forze dell'ordine devono essere elemento di garanzia assoluta che difende i cittadini, non un qualcosa di cui aver paura. Io non ho il minimo dubbio che la maggior parte degli operatori delle forze dell'ordine siano dedite e caratterizzate da una cultura democratica, ma quando accadono cose che sembrano dire il contrario bisogna intervenire". Dunque, sottolinea il presidente della Camera, "non c'é nessuna ragione per criminalizzare alcuno. Ci può essere tutta la condivisione dell'errore umano. Ma questo non può confondersi con l'oscuramento della responsabilità".
Secondo Bertinotti, "é evidente che i poliziotti non sono assassini: se un solo poliziotto ha compiuto un atto drammatico e sbagliato, questo non vuol dire che tutti i poliziotti sono assassini. però in Italia c'e un problema legato alla sicurezza. Il crimine va perseguito, da una Giustizia che punisca chi delinque in modo preciso, in tempi brevi e con pene certe. Questo è il punto debole del sistema italiano. Va ripristinato lo Stato di diritto, ovvero la credibilità delle Istituzioni e non la forza repressiva".
INCOMPRENSIBILE USO DELLE ARMI - "Non c'é nessuna intenzione di criminalizzare nessuno, anzi c'é condivisione dell'errore umano. Tuttavia io penso che l'uso delle armi da fuoco debba essere diversamente sorvegliato. Continuo a considerare incomprensibile l'uso delle armi da fuoco in quella situazione. Le armi da fuoco non vanno usate se non in circostanze estreme". Lo dice a Gr Parlamento il presidente della Camera Fausto Bertinotti riferendosi alla morte del tifoso laziale. "Le armi da fuoco - ribadisce Bertinotti - non devono essere usate se non in circostanze estreme. Non è ammissibile che avvenga un fatto come questo, pur con tutta la partecipazione umana alla vicenda del poliziotto".
STESSA REAZIONE PER RUMENI - L'episodio dell'uccisione del tifoso della Lazio secondo Fausto Bertinotti "é simile a quello del rumeno. "Ieri - sostiene Bertinotti a Gr Parlamento - si gridava in modo indiscriminato 'assassini' a tutti i poliziotti, quasi che tutti loro fossero responsabili della morte di Sandri, così nel caso nel rumeno assassino sono stati criminalizzati tutti i rumeni, quelli che fanno l'operaio edile o la badante, come se la cancellazione dei rumeni fosse la cancellazione della violenza". Secondo Bertinotti, "la violenza negli stadi è la spia di una condizione più generale". "Esprime in quel mondo - dice - un'attitudine alla violenza che è più diffusa di quello che appare. E' una violenza contro, come una furia distruttiva". "La nostra - dice ancora - è una società crescentemente violenta. L'Italia come l'Europa, nelle forme più diverse, è attraversata da una vera e propria crisi di civiltà, nella quale viene meno la possibilità di condivisione, per cui in partenza quello che incontri ti è simile, ma tu lo pensi come un altro che ti minaccia. Può essere per il tifoso la polizia, per il nativo l'immigrato. E per combattere la violenza non basta la "via repressiva": bisogna "educare alla convivenza", a non vedere nell'avversario, nel diverso, "un nemico".
CAMERA; AMATO DOMANI ALLE 10:30 IN AULA - Il ministro dell'Interno Giuliano Amato riferirà domani alle 10:30 in aula alla Camera sulla vicenda dell'uccisione di Gabriele Sandri e sugli incidenti che ne sono seguiti. E' quanto si apprende da fonti di Montecitorio.
PROCURA CONTESTERA' TERRORISMO - La procura di Roma contestera' l'aggravante del terrorismo ai tifosi arrestati ieri sera nei dintorni dello stadio Olimpico dopo le violenze scoppiate in seguito alla morte di Gabriele Sandri. La decisione e' stata presa a piazzale Clodio sulla base delle prime risultanze investigative.
GUERRIGLIA A ROMA: 40 FERITI, DANNI INCALCOLABILI - Dopo la guerriglia urbana messa in scena ieri sera a Roma da ultras laziali e romanisti contro le forze dell'ordine, la notte appena trascorsa e stata utilizzata per un primo parziale bilancio di feriti tra polizia e carabinieri e per quantificare i danni, giudicati al momento 'incalcolabili'.
A fine serata, dopo gli 'attacchi' alle caserme, al Coni e allo stadio Olimpico, gli agenti delle forze dell'ordine che sono ricorsi alle cure mediche in ospedale sono stati 40, tra questi anche quattro funzionari. Uno dei funzionari, un dirigente di un commissariato - e' stato colpito al fegato da una spranga di ferro durante gli incidenti alla caserma del reparto volanti di via Guido Reni - e' quello piu' grave ed ha avuto una prognosi di 20 giorni. Gli altri agenti delle forze dell'ordine, feriti dal lancio di oggetti, contusi nel tentare di respingere gli ultras, hanno avuto prognosi che variano dai tre agli otto giorni. Molti agenti, pero', nella confusione che per alcune ore ha regnato nella capitale e per l'esigenza di 'dover continuare il lavoro', sono stati medicati dal personale del 118 direttamente in strada.
Tre le persone fermate durante la guerriglia urbana: due ragazzi e una ragazza. I reati ipotizzati per loro sono quelli di devastazione, saccheggio, danneggiamento, lesioni e incendio doloso. Ancora non quantificabili i danni alle strutture di polizia e carabinieri, cosi' come quelli subiti dal Coni, dove oltre al danneggiamento sono stati rubati i computer al piano terra.
Decine e decine i motorini incendiati, ma anche cassonetti e auto, delle forze dell'ordine e non.
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 L'OSSERVATORIO: TRASFERTE VIETATE AI VIOLENTI
Lunedì, 12 Novembre 2007- 21:17
L'OSSERVATORIO:
TRASFERTE VIETATE AI VIOLENTI
- I momenti prima dello stop di Atalanta-Milan
ROMA - Le trasferte di massa delle tifoserie violente non saranno più consentite. Lo ha deciso l'Osservatorio sulle manifestazioni sportive, riunitosi al Viminale. L'obiettivo della misura, rileva l'Osservatorio, è quello di adottare provvedimenti "tesi ad indebolire ulteriormente la forza dei gruppi, che si manifesta prevalentemente in occasione delle trasferte". La misura sarà mantenuta fino all'adozione della 'tessera del tifoso', una sorta di carta che identifica l'appassionato. Il divieto delle trasferte di massa delle tifoserie violente sarà adottato mediante specifiche restrizioni da fissare di volta in volta dall' Osservatorio, riguardanti sia il settore ospiti sia la vendita di tagliandi. L'obiettivo è rafforzare, spiega l'Osservatorio, "lo spirito della norma, sempre più spesso aggirato con l'acquisto on-line di biglietti a gruppo". L'Osservatorio analizzerà ciascuna gara alla luce di queste disposizioni, valutando la possibilità di autorizzare le trasferte per quelle tifoserie che hanno dato prova di sportività e correttezza. Le procedure per l'adozione della 'tessera del tifoso', stabilisce l'organismo, dovranno essere snellite al massimo, "al fine di creare al più presto una nuova configurazione delle tifoserie, quali ufficiali rappresentanti delle rispettive squadre".
I questori saranno sensibilizzati a disporre il non inizio o la sospensione delle gare ogni qualvolta si verificano incidenti, anche lontano dallo stadio e sulle vie di trasporto. Entro il 1 marzo tutti gli stadi con capienza superiore ai 7.500 spettatori dovranno disporre di steward adeguatamente selezionati e formati, altrimenti sarà richiesto ai prefetti competenti di far disputare le gare a porte chiuse.
FIGC, STOP SERIE B E C DOMENICA Stop ai campionati professionistici di serie B e C di domenica prossima. Questa la decisione presa
dalla federcalcio, nell'incontro con i presidenti delle componenti del mondo del pallone, come risposta alle violenze di ieri dopo l'uccisione del tifoso Gabriele Sandri.
AD AGENTE CONTESTATO L'OMICIDIO COLPOSO - Il magistrato ha notificato all'agente di polizia che ieri ha sparato il colpo che ha ucciso Gabriele Sandri il reato di omicidio colposo. Lo si apprende dalla questura di Arezzo.Il magistrato ha nominato il consulente tecnico per gli accertamenti irripetibili durante l'autopsia. Quella del reato di omicidio colposo, secondo la questura di Arezzo, è una prima conclusione giudiziaria a seguito della ricostruzione dei fatti, iniziata ieri pomeriggio e protrattasi sino a tarda notte.
"Nel ribadire la massima, completa e leale collaborazione all'autorità giudiziaria e l'assoluta trasparenza nonché la volontà di assumerci le responsabilità, come già affermato dal Capo della Polizia Antonio Manganelli - prosegue la Questura - attendiamo gli ulteriori sviluppi che arriveranno dai risultati e dalle indagini tecniche e da una testimonianza raccolta presso il commissariato di pubblica sicurezza di Roma e inviata immediatamente alla questura di Arezzo che l' ha sottoposta al vaglio della procura inquirente". Il questore di Arezzo alle 15, d' intesa con il magistrato, terra una conferenza stampa. Nel frattempo l' agente di polizia è stato destinato ad "attività interna".
IL QUESTORE: IPOTESI DI REATO FORSE PIU' GRAVE
"C'é la possibilità che la rubricazione di reato di omicidio colposo possa avere una evoluzione peggiorativa". Lo ha detto il questore di Arezzo, Vincenzo Giacobbe, durante la conferenza stampa sulla vicenda della morte del tifoso laziale Gabriele Sandri. In base ai primi esiti delle perizie "uno dei due colpi è stato sparato ad altezza uomo, il perché lo stabiliremo", ha detto il questore.
NAPOLITANO, SONO MOLTO PREOCCUPATO "Sono anche io molto preoccupato degli incidenti di ieri". Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dal Qatar dove si trova in visita di Stato. "Sono stato informato dal ministro dell'Interno. Le immagini degli incidenti - ha aggiunto - sono state diffuse dalle tv di tutto il mondo".
BERTINOTTI, NON SI OCCULTI LA VERITA' - "In una vicenda come questa si farebbe malissimo a occultare la verità. Bisogna affermare la verità e quando ci sono delle responsabilità bisogna evitare che queste diventino memoria collettiva nei confronti delle forze dell'ordine, e vengano punite, così da ripristinare una credibilità ed una fiducia". Lo afferma il presidente della Camera Fausto Bertinotti commentando la morte di un tifoso della Lazio ai microfoni di Gr Parlamento. "In Italia - spiega - la verità fa troppa fatica ad affermarsi. In una società violenta le forze dell'ordine devono essere elemento di garanzia assoluta che difende i cittadini, non un qualcosa di cui aver paura. Io non ho il minimo dubbio che la maggior parte degli operatori delle forze dell'ordine siano dedite e caratterizzate da una cultura democratica, ma quando accadono cose che sembrano dire il contrario bisogna intervenire". Dunque, sottolinea il presidente della Camera, "non c'é nessuna ragione per criminalizzare alcuno. Ci può essere tutta la condivisione dell'errore umano. Ma questo non può confondersi con l'oscuramento della responsabilità".
CASINI, VERGOGNOSE ACCUSE POLITICI A POLIZIA - "E' vergognoso che troppi politici se la prendano con un poliziotto che ha sbagliato piuttosto che con delinquenti e teppisti . Questo è inaccettabile ed intollerabile". Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc, commenta le reazioni all'uccisione del tifoso laziale. Per l'ex presidente della Camera, "la politica deve usare il pugno duro contro questi delinquenti che prendono a pretesto lo sport per mettere a ferro e fuoco il nostro paese. Il poliziotto pagherà duramente per il suo errore e la famiglia del ragazzo ucciso è chiaro che ha tutta la nostra solidarietà". Ai cronisti che gli chiedono se le sue parole sono riferite a quanto detto dal presidente della Camera Fausto Bertinotti, Casini risponde: "Io mi riferisco a tutti e a nessuno. Ciascuno risponde alle cose che dice, ai paragoni che fa, e alle sensibilità che ha rappresentando le istituzioni".
PROCURA CONTESTERA' TERRORISMO - La procura di Roma contestera' l'aggravante del terrorismo ai tifosi arrestati nei dintorni dello stadio Olimpico dopo le violenze scoppiate in seguito alla morte di Gabriele Sandri.
[b]Otto gli arresti a Bergamo, altri a Roma [/b
BERGAMO - Sono otto gli ultras arrestati a polizia e carabinieri di Bergamo per gli scontri dentro e fuori lo stadio Comunale. Fra questi c'é anche Francesco Palafreni, detto 'Baffo', il più anziano del gruppo. Si è presentato direttamente in questura quando ha saputo che erano andati a cercarlo. Le quattro persone arrestate dalla polizia a Roma, durante gli assalti alla caserma del reparto Volante di via Guido Reni e a quella di Ponte Milvio, poco dopo, sono tre tifosi della Lazio e un romanista. Uno di loro è militare di leva della Marina militare. I primi tre S.L. di trent'anni di Roma, S.C. di 27 di Palmi e V.M., un ragazza di 21 anni di Frosinone, sono accusati della devastazione della caserma di via Guido Reni. L'ultimo tifoso, quello romanista, C.G., 21 anni di Roma, è accusato invece dei disordini creati a Ponte Milvio. Gli investigatori della Digos, della squadra mobile e dei vari commissariati coinvolti nella guerriglia, stanno cercando di identificare il maggior numero possibile di responsabili degli scontri, attraverso la visione di filmati e i riconoscimenti fotografici e video, oltre alla raccolta di numerose testimonianze.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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