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Sabato, 12 Luglio : 2008
(dell'inviata Alessandra Chini)
MONTECATINI (PT) - "Basta occuparsi dei temi dettati da Berlusconi! Stare solo ad aspettare che il Cavaliere fallisca per tornare alla guida del Paese, sarebbe un 'errore capitale'": il Pd deve iniziare a imporre la sua agenda, anche a patto di scontare un dissenso e guadagnarsi le stellette sul campo perché se non lo farà il rischio è diventare "minoranza stabile". A cento giorni dalla sconfitta elettorale a Roma, Francesco Rutelli, irrompe di nuovo sulla scena politica, riunisce i suoi 'coraggiosi' per una due giorni di dibattito a Montecatini e chiede a Veltroni uno "shock", una "discontinuita" per portare i democratici fuori dal guado. Parla più di un'ora e mezza e non manca di togliersi qualche sassolino dalla scarpa specificando che ha accettato la candidatura per la capitale ("non avevo in testa di farlo") per "senso di lealtà", e ora"se qualcuno vuole rovesciare i fatti sappia che avrà pane per i suoi denti". Le elezioni al Campidoglio, comunque, sono storia e ora Rutelli vuole tornare a far pesare la sua linea per "sfondare al centro", all'interno del Pd. Un Partito, che a suo avviso, deve tenere la barra dritta su quello che è stato il leit motiv al momento della sua nascita: alleanze solo su base programmatica.
"La coalizione larga del governo Prodi ha fallito -scandisce - e dopo tre mesi è già in crisi la coalizione più breve di questo quindicennio: il rapporto con l'Idv è già entrato in difficoltà. Il compito del Pd è riformulare alleanze perchésiano durature e non alleanze elettorali delle quali ci si debba pentire dopo tre mesi". E' chiaro che il pensiero è per l'Udc.
E alla due giorni di Montecatini, non a caso ci sono due papabili 'pontieri' come Savino Pezzotta e Bruno Tabacci. E tra i 'rutelliani', c'é già chi scalpita, come Renzo Lusetti, che si spinge a proporre le amministrative come "buon banco di prova per alleanze di nuovo conio" e butta lì: "perché non proviamo a Bologna ad allearci con l'Udc?". I centristi, per la verità non chiudono la porta dicendosi disponibili a valutare caso per caso a livello locale anche se giudicano "prematuro" un accordo a tutto campo. Il canale è comunque aperto, anche se Rutelli fa sapere che "prima si definisce il nuovo conio e poi si definiscono le alleanze".
E indica i quattro punti cardinali che il Pd dovrà tenere nel suo percorso: ambiente; sicurezza; economia e welfare.
Tra i punti all'ordine del giorno per aprire un dialogo con il Pd ci sono anche quelli delle riforme e della legge elettorale.
Tanto che Tabacci osserva: "io sono per il modello tedesco e dentro al Pd molti la pensano così, se si può convergere su questi temi le alleanze saranno naturali, altrimenti no". E un primo segnale in questo senso ci sarà lunedì dal dibattito su riforme e legge elettorale organizzato da Astrid, Glocus (il think thank di Linda Lanzillotta che ha promosso il convegno dei 'coraggiosi') e 'Italianieuropei', tutti, guarda caso, 'tifosi' del tedesco. Sempre dopodomani ci sarà un'altro importante appuntamento per i coraggiosi, la riunione del gruppo parlamentare che deve decidere l'atteggiamento da tenere nel voto sul decreto sicurezza. E sembrerebbero tentati dall'astensione.
"Ci vuole un dibattito nel Pd - chiede Pierluigi Mantini dal convegno di Montecatini - e io personalmente sono per il voto favorevole su alcuni punti e l'astensione sul provvedimento". L'ipotesi in campo per Rutelli e i suoi è comunque intanto quella di provare a portare il gruppo sulla posizione della scheda bianca e non di distinguersi subito in Aula in una 'conta' che, alla luce dei numeri, sarebbe di certo poco produttiva.
"La coalizione larga del governo Prodi ha fallito -scandisce - e dopo tre mesi è già in crisi la coalizione più breve di questo quindicennio: il rapporto con l'Idv è già entrato in difficoltà. Il compito del Pd è riformulare alleanze perchésiano durature e non alleanze elettorali delle quali ci si debba pentire dopo tre mesi". E' chiaro che il pensiero è per l'Udc.
E alla due giorni di Montecatini, non a caso ci sono due papabili 'pontieri' come Savino Pezzotta e Bruno Tabacci. E tra i 'rutelliani', c'é già chi scalpita, come Renzo Lusetti, che si spinge a proporre le amministrative come "buon banco di prova per alleanze di nuovo conio" e butta lì: "perché non proviamo a Bologna ad allearci con l'Udc?". I centristi, per la verità non chiudono la porta dicendosi disponibili a valutare caso per caso a livello locale anche se giudicano "prematuro" un accordo a tutto campo. Il canale è comunque aperto, anche se Rutelli fa sapere che "prima si definisce il nuovo conio e poi si definiscono le alleanze".
E indica i quattro punti cardinali che il Pd dovrà tenere nel suo percorso: ambiente; sicurezza; economia e welfare.
Tra i punti all'ordine del giorno per aprire un dialogo con il Pd ci sono anche quelli delle riforme e della legge elettorale.
Tanto che Tabacci osserva: "io sono per il modello tedesco e dentro al Pd molti la pensano così, se si può convergere su questi temi le alleanze saranno naturali, altrimenti no". E un primo segnale in questo senso ci sarà lunedì dal dibattito su riforme e legge elettorale organizzato da Astrid, Glocus (il think thank di Linda Lanzillotta che ha promosso il convegno dei 'coraggiosi') e 'Italianieuropei', tutti, guarda caso, 'tifosi' del tedesco. Sempre dopodomani ci sarà un'altro importante appuntamento per i coraggiosi, la riunione del gruppo parlamentare che deve decidere l'atteggiamento da tenere nel voto sul decreto sicurezza. E sembrerebbero tentati dall'astensione.
"Ci vuole un dibattito nel Pd - chiede Pierluigi Mantini dal convegno di Montecatini - e io personalmente sono per il voto favorevole su alcuni punti e l'astensione sul provvedimento". L'ipotesi in campo per Rutelli e i suoi è comunque intanto quella di provare a portare il gruppo sulla posizione della scheda bianca e non di distinguersi subito in Aula in una 'conta' che, alla luce dei numeri, sarebbe di certo poco produttiva.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















