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Domenica, 16 Novembre : 2008
WASHINGTON - ''Lo dico con fermezza: contro la crisi non siamo in ritardo, come afferma la sinistra''. Il G20, il vertice mondiale convocato per far fronte alla crisi finanziaria mondiale e' finito da qualche minuto, quando Silvio Berlusconi, affiancato dal ministro del Tesoro Giulio Tremonti, in ambasciata italiana a Washington, annuncia che saranno 80 i miliardi che il suo governo intende investire per aiutare le imprese e famiglie. Una misura che, sottolinea Berlusconi, puntera' a ''ridurre lo stress'' degli italiani ''di fronte a queste difficolta' ''.
''Nessuno in Europa - sottolinea - ha fatto niente da solo. Ora stiamo valutando interventi su scala globale. Ma in Italia - rivendica - grazie alla decisione di anticipare la finanziaria a luglio e prevedere la sua applicazione nei tre anni, abbiamo prevenuto ogni rischio. Mi vengono i brividi - sottolinea il Premier - a pensare come sarebbe oggi la situazione senza questi saldi di finanza pubblica''. Ottanta miliardi, sottolinea prima Tremonti, e poi lo stesso Premier, per dare una risposta all'Italia da subito, a partire con le misure che assumera' il Cipe il prossimo 21 novembre. Quel giorno ci saranno interventi per 16 miliardi sul versante delle infrastrutture e del project financing.
In particolare, per far fronte a questa emergenza, Berlusconi annuncia un decreto legge. I cronisti chiedono se anche lui non creda utile affrontare questo passaggio con un accordo ampio di tutto il sindacato italiano, cosi' come auspicato da altri leader europei. E' ormai da giorni che si e' consumata la rottura tra la Cgil e le altre confederazioni, proprio sul ricorso allo sciopero generale. ''Tutto cio' - si limita a commentare - non dipende da noi. Stiamo cercando il dialogo e il confronto con tutti su tutto. Se pero' il sindacato si divide e c'e' una parte che non partecipa al confronto, non e' certo colpa mia''.
Archiviate le questioni italiane, Berlusconi parla del G20 definendolo ''un avvenimento storico''. ''Per la prima volta di fronte a una crisi globale - sottolinea - le grandi economie mondiali propongono misure politiche ed economiche globali''. Sono emerse valutazioni comuni, con scadenze temporali definite per lavorare al rilancio dell'economia, avere maggiore trasparenza, piu' controlli e piu' coordinamento internazionale. E aiutare le banche a fare il loro mestiere''. ''Ma la novita' piu' rilevante di questa riunione, secondo Berlusconi, e' proprio la presenza delle maggiori economie emergenti, le grandi realta' con cui il tradizionale assetto degli otto grandi dovra' sempre piu' confrontarsi. Ma le politiche di controllo dell'economia, avverte ancora una volta il Premier, non devono portare a ''tentazioni protezionistiche che rovinerebbero il sistema''.
Infine, Berlusconi torna sui rapporti Italia-Stati Uniti. Dopo le sue parole su Obama a Mosca e quelle sullo scudo spaziale di Smirne, il Presidente del Consiglio da Washington ribadisce di essere stato accolto dall'amministrazione americana ''non in modo cordiale ma affettuosissimo''. Quella definizione, ''abbronzato'', attribuita a Obama, sostiene, ''era una frase adulatoria, quasi di invidia''. I giornalisti lo incalzano per chiedergli un giudizio sulle prime mosse di Barack Obama per affrontare la crisi e c'e' chi gli ricorda, ad esempio, il suo piano di salvataggio dell'industria automobilistica. ''Per dare giudizi - commenta prudente - bisogna vedere il team di Obama. Aspettiamo che tali scelte impattino con la realta', perche' un governo non puo' esimersi da scelte compromissorie. Tuttavia - conclude Berlusconi - ''Sono certo che anche con il presidente eletto riusciro' ad avere lo stesso rapporto di fiducia e stima che ho avuto con George Bush''.
I provvedimenti erano stati chiesti a gran voce da Confindustria che dirama le nuove stime di crescita dell'Italia in cui si indica una previsione al ribasso del Pil per il 2009 pari a -1%. A chiamare in causa il governo, affinché metta in campo in tempi rapidi provvedimenti a sostegno delle famiglie e dei redditi più bassi, ci pensa anche il Partito Democratico, preoccupato per gli effetti della crisi sull'economia reale. Insomma per maggioranza ed opposizione, l'imperativo è comune: non c'é tempo da perdere. Entro fine mese il governo presenterà delle misure che, come ha ricordato lo stesso premier dall'America, dovranno tener presente il mantenimento dell'equilibrio tra il bilancio dello Stato, la situazione dei conti e del debito pubblico. Intanto, per la prossima settimana, annuncia il ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola, sarà convocata una riunione del Cipe per "sbloccare una notevole quantità di interventi pubblici". Scajola non nasconde la difficoltà del momento "siamo in una fase di recessione, delicata e preoccupante", dice senza giri di parole ma avverte:"Ritengo che nei momenti di difficoltà sia necessaria la calma per poter affrontare il momento nel modo migliore". A garantire l'impegno del governo ci pensa anche il ministro del Welafare Maurizio Sacconi sottolineando che va "garantità alle imprese la liquidità necessaria". Il ministro del Lavoro indica anche degli strumenti per uscire dalle difficoltà economiche: "investimenti in opere pubbliche mirate", e poi "favorire la centralizzazione delle municipalizzate". A ribadire il timing fissato dall'esecutivo per fronteggiare la crisi è il vice capogruppo del Pdl alla Camera Italo Bocchino: "Il governo italiano è tra i più consapevoli della crisi economica in atto, e per questa ragione - ribadisce - nelle prossime settimane verrà approvato un provvedimento ad hoc per ridurne le conseguenze, partendo dalle esigenze delle famiglie e dei redditi bassi". D'accordo nel mettere le famiglie al primo posto dell'agenda delle priorità è anche il Partito Democratico. "Se il governo ha pronti dei provvedimenti le porti in Aula", taglia corto Piero Fassino. Per Cesare Damiano, ex ministro del Lavoro serve "una terapia d'urto" e cioé una "nuova iniziativa politica che che riprenda lo spirito della concertazione del 1993". L'esponente del Pd chiede poi al governo di non abbandonare il settore automobilistico: "La crisi del settore delle auto - osserva - in America è considerato un punto prioritario". Ma, ad essere preoccupata per le difficoltà della situazione è anche al resto dell'opposizione. Il capogruppo dell'Idv al Senato, Felice Belisario, chiede che "si restituisca potere reale a stipendi e pensioni. Il governo - attacca - finalmente sembra aver capito che non basta salvare banche e banchieri". Un'accelerazione per approvare provvedimenti a sostegno di famiglie e redditi bassi lo chiede ance l'Udc di Pier Ferdinando Casini. Luciano Galetti, capogruppo centrista in commissione Bilancio prova a fornire anche qualche suggerimento:"Subito la norma per il pagamento dell'Iva al momento dell'incasso della fattura per dare, con un costo limitato per lo Stato, liquidità e ossigeno alle piccole imprese.
''Nessuno in Europa - sottolinea - ha fatto niente da solo. Ora stiamo valutando interventi su scala globale. Ma in Italia - rivendica - grazie alla decisione di anticipare la finanziaria a luglio e prevedere la sua applicazione nei tre anni, abbiamo prevenuto ogni rischio. Mi vengono i brividi - sottolinea il Premier - a pensare come sarebbe oggi la situazione senza questi saldi di finanza pubblica''. Ottanta miliardi, sottolinea prima Tremonti, e poi lo stesso Premier, per dare una risposta all'Italia da subito, a partire con le misure che assumera' il Cipe il prossimo 21 novembre. Quel giorno ci saranno interventi per 16 miliardi sul versante delle infrastrutture e del project financing.
In particolare, per far fronte a questa emergenza, Berlusconi annuncia un decreto legge. I cronisti chiedono se anche lui non creda utile affrontare questo passaggio con un accordo ampio di tutto il sindacato italiano, cosi' come auspicato da altri leader europei. E' ormai da giorni che si e' consumata la rottura tra la Cgil e le altre confederazioni, proprio sul ricorso allo sciopero generale. ''Tutto cio' - si limita a commentare - non dipende da noi. Stiamo cercando il dialogo e il confronto con tutti su tutto. Se pero' il sindacato si divide e c'e' una parte che non partecipa al confronto, non e' certo colpa mia''.
Archiviate le questioni italiane, Berlusconi parla del G20 definendolo ''un avvenimento storico''. ''Per la prima volta di fronte a una crisi globale - sottolinea - le grandi economie mondiali propongono misure politiche ed economiche globali''. Sono emerse valutazioni comuni, con scadenze temporali definite per lavorare al rilancio dell'economia, avere maggiore trasparenza, piu' controlli e piu' coordinamento internazionale. E aiutare le banche a fare il loro mestiere''. ''Ma la novita' piu' rilevante di questa riunione, secondo Berlusconi, e' proprio la presenza delle maggiori economie emergenti, le grandi realta' con cui il tradizionale assetto degli otto grandi dovra' sempre piu' confrontarsi. Ma le politiche di controllo dell'economia, avverte ancora una volta il Premier, non devono portare a ''tentazioni protezionistiche che rovinerebbero il sistema''.
Infine, Berlusconi torna sui rapporti Italia-Stati Uniti. Dopo le sue parole su Obama a Mosca e quelle sullo scudo spaziale di Smirne, il Presidente del Consiglio da Washington ribadisce di essere stato accolto dall'amministrazione americana ''non in modo cordiale ma affettuosissimo''. Quella definizione, ''abbronzato'', attribuita a Obama, sostiene, ''era una frase adulatoria, quasi di invidia''. I giornalisti lo incalzano per chiedergli un giudizio sulle prime mosse di Barack Obama per affrontare la crisi e c'e' chi gli ricorda, ad esempio, il suo piano di salvataggio dell'industria automobilistica. ''Per dare giudizi - commenta prudente - bisogna vedere il team di Obama. Aspettiamo che tali scelte impattino con la realta', perche' un governo non puo' esimersi da scelte compromissorie. Tuttavia - conclude Berlusconi - ''Sono certo che anche con il presidente eletto riusciro' ad avere lo stesso rapporto di fiducia e stima che ho avuto con George Bush''.
I provvedimenti erano stati chiesti a gran voce da Confindustria che dirama le nuove stime di crescita dell'Italia in cui si indica una previsione al ribasso del Pil per il 2009 pari a -1%. A chiamare in causa il governo, affinché metta in campo in tempi rapidi provvedimenti a sostegno delle famiglie e dei redditi più bassi, ci pensa anche il Partito Democratico, preoccupato per gli effetti della crisi sull'economia reale. Insomma per maggioranza ed opposizione, l'imperativo è comune: non c'é tempo da perdere. Entro fine mese il governo presenterà delle misure che, come ha ricordato lo stesso premier dall'America, dovranno tener presente il mantenimento dell'equilibrio tra il bilancio dello Stato, la situazione dei conti e del debito pubblico. Intanto, per la prossima settimana, annuncia il ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola, sarà convocata una riunione del Cipe per "sbloccare una notevole quantità di interventi pubblici". Scajola non nasconde la difficoltà del momento "siamo in una fase di recessione, delicata e preoccupante", dice senza giri di parole ma avverte:"Ritengo che nei momenti di difficoltà sia necessaria la calma per poter affrontare il momento nel modo migliore". A garantire l'impegno del governo ci pensa anche il ministro del Welafare Maurizio Sacconi sottolineando che va "garantità alle imprese la liquidità necessaria". Il ministro del Lavoro indica anche degli strumenti per uscire dalle difficoltà economiche: "investimenti in opere pubbliche mirate", e poi "favorire la centralizzazione delle municipalizzate". A ribadire il timing fissato dall'esecutivo per fronteggiare la crisi è il vice capogruppo del Pdl alla Camera Italo Bocchino: "Il governo italiano è tra i più consapevoli della crisi economica in atto, e per questa ragione - ribadisce - nelle prossime settimane verrà approvato un provvedimento ad hoc per ridurne le conseguenze, partendo dalle esigenze delle famiglie e dei redditi bassi". D'accordo nel mettere le famiglie al primo posto dell'agenda delle priorità è anche il Partito Democratico. "Se il governo ha pronti dei provvedimenti le porti in Aula", taglia corto Piero Fassino. Per Cesare Damiano, ex ministro del Lavoro serve "una terapia d'urto" e cioé una "nuova iniziativa politica che che riprenda lo spirito della concertazione del 1993". L'esponente del Pd chiede poi al governo di non abbandonare il settore automobilistico: "La crisi del settore delle auto - osserva - in America è considerato un punto prioritario". Ma, ad essere preoccupata per le difficoltà della situazione è anche al resto dell'opposizione. Il capogruppo dell'Idv al Senato, Felice Belisario, chiede che "si restituisca potere reale a stipendi e pensioni. Il governo - attacca - finalmente sembra aver capito che non basta salvare banche e banchieri". Un'accelerazione per approvare provvedimenti a sostegno di famiglie e redditi bassi lo chiede ance l'Udc di Pier Ferdinando Casini. Luciano Galetti, capogruppo centrista in commissione Bilancio prova a fornire anche qualche suggerimento:"Subito la norma per il pagamento dell'Iva al momento dell'incasso della fattura per dare, con un costo limitato per lo Stato, liquidità e ossigeno alle piccole imprese.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















