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Tremonti rimanda il calo delle tasse: "La crisi si aggr
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Mercoledì, 17 Settembre : 2008 La Stampa

AUDIZIONE ALLA CAMERA

Tremonti rimanda il calo delle tasse:
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"La crisi si aggrava, non è il momento"


Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti e Mario Draghi
    
Il ministro dell'Economia assicura: «Giù imposte entro fine legislatura»

ROMA - «La crisi economica in atto nel mondo e in Italia può aggravarsi». Di fronte a questa prospettiva la finanziaria che il governo presenterà «tra lunedì e martedì prossimi» non conterrà misure di riduzione fiscale, che potranno essere attuate «entro 5 anni, nell’arco dell’intera legislatura». Ma non nell’immediato.

E' il quadro tratteggiato dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, nell’audizione svolta in commissione bilancio alla Camera sulle linee programmatiche del dicastero. Il responsabile di via XX Settembre ha comunque assicurato che il fallimento della banca d’affari americana Lehman Brothers non comporterà problemi al Tesoro perchè «a quanto ci risulta le posizioni del Tesoro non sono attive ma di segno opposto». Nulla di fatto alle richieste dell’opposizione che, con Pierluigi Bersani, chiede di abbassare le tasse sulle famiglie e sostenere i consumi perchè nel bilancio dello stato ci sarebbero le risorse disponibili.

Il ministro ombra dell’Economia fa riferimento ai dati esposti dal sottosegretario, Giuseppe Vegas, che ha parlato di una previsione di fabbisogno 2008 migliore di 2, 5 miliardi di euro rispetto all’obiettivo del Dpef. Tremonti ha spiegato che l’attuazione del programma del Pdl, compresa la riduzione fiscale, è vincolata all’andamento della crisi che, appunto, potrebbe aggravarsi, al rispetto degli impegni del patto di stabilità europeo e ai conti pubblici che mostrano ancora instabilità. La prossima finanziaria «confermerà il testo del decreto approvato prima dell’estate». E la riduzione delle tasse?. «La faremo in funzione dell’andamento economico e quando potremo utilizzare il dividendo del federalismo fiscale. faremo la riduzione fiscale, come è indicato nel programma, nell’arco della legislatura che dura 5 anni».

A Sergio D’Antoni (Pd) che insiste sulla necessità di introdurre detrazione a favore di lavoratori dipendenti e pensionati Tremonti replica: «Un euro in più e un euro possibile va certamente in quella direzione. Ma ci vuole un euro possibile». In merito al fabbisogno (Vegas ha anticipato la stima ad oggi per 2008, pari a 44 miliardi «di poco inferiore all’obiettivo del Dpef»), Tremonti ha detto che i numeri saranno forniti «entro pochi giorni» e «non saranno manovrati. Tutto avviene nella più assoluta trasparenza». Per rendere più efficace la lotta all’evasione il ministro ritiene indispensabile il coinvolgimento diretto dei comuni, che sarà implementato con il federalismo fiscale.

Attualmente «sono già in atto convenzioni tra importanti comuni, come Genova e Torino, e l’agenzia delle entrate, e questo è molto positivo. Il nostro è un paese con 8mila comuni e 4 milioni di partite Iva e l’attività di contrasto dell’evasione non può essere svolta soltanto dall’agenzia delle entrate e dalla Guardia di finanza. Si deve affiancare un terzo pilatro, quello dei comuni». Quanto al federalismo fiscale, Tremonti ha spiegato che il modello che si segue «non è quello lombardo, ma quello concordato da tutte le regioni». E prima di avviare la discussione politica è necessario disporre di una "data room" per avere una base comune. Il testo «non si farà a palazzo Chigi ma in Parlamento, con il contributo della maggioranza, speriamo anche dell’opposizione, delle regioni, delle province, dei comuni». Tremonti è poi tornato a difendere la "Robin hood tax" su petrolieri, banche e assicurazioni, sostenendo che non c’è alcun effetto di traslazione sui prezzi e che la misura è applicata anche da gordon brown e interessa obama.

  





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