SCEGLI: Cronaca - Politica - Economia - Ambiente - Salute - VideoNews
- Sport
Spigolature - Le "altre"news - Seduti sul muretto - Chi è Chi (e chi sono gli altri)
News dal Vaticano - Accadde Oggi - Pianeta "giustizia" - Diritti dei Cittadini
Entertainment
- Spettacoli - Arti & Cultura - Eventi - Cuoco anch'io
Biologia molecolare, OGM, Alimentazione e Salute - Ecologia, Acquariologia e Biologia Marina
Informazione? - Abusi & Violenze - Pedofilia - Pedofilia
(documentazione video)
TUTTE le "Ultimissime" e "Chi è in linea ora" - HOME PAGE
Spigolature - Le "altre"news - Seduti sul muretto - Chi è Chi (e chi sono gli altri)
News dal Vaticano - Accadde Oggi - Pianeta "giustizia" - Diritti dei Cittadini
Entertainment
Biologia molecolare, OGM, Alimentazione e Salute - Ecologia, Acquariologia e Biologia Marina
Informazione? - Abusi & Violenze - Pedofilia - Pedofilia
TUTTE le "Ultimissime" e "Chi è in linea ora" - HOME PAGE
Lunedì, 28 Aprile : 2008 La Stampa
Una tecnica più veloce ed economica, in corso di sperimentazione in Italia, esplora i linfonodi nel tumore del seno e in 20-30 minuti è in grado di segnalare l’eventuale presenza di metastasi, con un risparmio fino a 600.000 euro l’anno. La nuova tecnica si sta sperimentando presso l’Istituto Regina Elena di Roma. L’Italia è uno dei cinque Paesi al mondo a sperimentare la nuova tecnica, insieme a Giappone e Olanda, che l’hanno già validata, e Francia e Gran Bretagna, dove come in Italia è in corso la fase di validazione. «Rispetto alla tecnica tradizionale dell’analisi del linfonodo sentinella, la prima differenza è la rapidità: la nuova tecnica permette infatti di avere il risultato nell’arco di 20-30 minuti, contro i 10-15 giorni necessari con il metodo tradizionale», ha detto il coordinatore dello studio, l’anatomopatologo Ferdinando Marandino. Il vantaggio è che, non appena noti i risultati dell’analisi, il chirurgo può asportare immediatamente i linfonodi evitando un secondo intervento.
Dal grasso corporeo le staminali per ricostruire il seno
Ricostruire il seno con l’utilizzo di cellule staminali ricavate dal grasso corporeo. È stato presentato a Roma, in un convegno organizzato dal Centro Patologia della Mammella dell’ospedale San Giovanni, il metodo messo a punto dal dottor Mark Hedrick di San Diego, presidente e fondatore della Cytori Terapeutics, che ha illustrato un macchinario che utilizza le cellule staminali derivati dal tessuto adiposo per la ricostruzione della mammella nelle pazienti operate per tumore al seno. «Alla base del sistema Celution c’è l’idea di prelevare del tessuto adiposo, inserirlo nella macchina e nel giro di un’ora ricavare cellule staminali rigenerative - ha spiegato il dottor Hedrick -. Con la stessa procedura, poi, si possono reintrodurre nel paziente». Le applicazioni cliniche sono numerose - ha proseguito il dottore - per ora il metodo riguarda le donne, la chirurgia ricostruttiva, con la soluzione di staminali reintrodotta nel seno che va a ricreare il tessuto perduto, ma presto se ne aggiungeranno di nuove. Si potrà usare per trattare soggetti con malattie cardiovascolari, in pazienti colpiti da infarto e in un altro settore molto promettente, in cui abbiamo avviato studi pre-clinici, che riguarda un problema che colpisce metà della persone: il mal di schiena. Abbiamo visto che si può ricostruire materiale intervertebrale per il trattamento delle discopatie».
Dal grasso corporeo le staminali per ricostruire il seno
Ricostruire il seno con l’utilizzo di cellule staminali ricavate dal grasso corporeo. È stato presentato a Roma, in un convegno organizzato dal Centro Patologia della Mammella dell’ospedale San Giovanni, il metodo messo a punto dal dottor Mark Hedrick di San Diego, presidente e fondatore della Cytori Terapeutics, che ha illustrato un macchinario che utilizza le cellule staminali derivati dal tessuto adiposo per la ricostruzione della mammella nelle pazienti operate per tumore al seno. «Alla base del sistema Celution c’è l’idea di prelevare del tessuto adiposo, inserirlo nella macchina e nel giro di un’ora ricavare cellule staminali rigenerative - ha spiegato il dottor Hedrick -. Con la stessa procedura, poi, si possono reintrodurre nel paziente». Le applicazioni cliniche sono numerose - ha proseguito il dottore - per ora il metodo riguarda le donne, la chirurgia ricostruttiva, con la soluzione di staminali reintrodotta nel seno che va a ricreare il tessuto perduto, ma presto se ne aggiungeranno di nuove. Si potrà usare per trattare soggetti con malattie cardiovascolari, in pazienti colpiti da infarto e in un altro settore molto promettente, in cui abbiamo avviato studi pre-clinici, che riguarda un problema che colpisce metà della persone: il mal di schiena. Abbiamo visto che si può ricostruire materiale intervertebrale per il trattamento delle discopatie».
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).












