TUMORI: DA MOLECOLE A FUMO,
VADEMECUM PER LA PREVENZIONE
VADEMECUM PER LA PREVENZIONE
ROMA - Mai come ora "prevenzione" è la parola d'ordine nella lotta contro i tumori. Il nuovo obiettivo é aiutare le cellule a non farsi disorientare da cambiamenti che potrebbero farle "impazzire" e per questo si utilizzano molecole 'amiche', come alcuni tipi di vitamine: è la chemioprevenzione. Il primo progetto di questo tipo sta per partire in Italia ed è stato annunciato oggi dall'oncologo Umberto Veronesi, nella giornata organizzata dall'Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc).
Lotta al fumo, dieta equilibrata, evitare l'esposizione a sostanze tossiche e fare esercizio fisico sono le regole d'oro per combattere i tumori. La chemioprevenzione si aggiunge a queste regole e diventa un altro alleato contro il cancro. "E' un campo molto nuovo nella lotta contro i tumori", ha detto Veronesi. Tutte insieme, queste armi possono aiutare a controllare la comparsa della malattia: "i tumori sono malattie molto legate all'ambiente", ha detto il direttore scientifico dell'Istituto Regina Elena di Roma, Paola Muti. E' importante, allora, aiutare le cellule a potenziare le loro capacità interne di difendersi, ha rilevato il direttore scientifico dell'Istituto nazionale tumori di Milano, Marco Pierotti. Anche se non va dimenticato che in alcune forme di tumore, come alcuni linfomi, l'influenza dell'ambiente è praticamente nulla, ha osservato Riccardo Della Favera, della Columbia University di New York.
- FUMO: è il nemico numero uno delle cellule e il primo responsabile delle morti per tumore del polmone in Europa. Lo dimostra, per esempio, l'andamento delle morti: si stanno riducendo negli uomini, tra i quali i fumatori stanno progressivamente diminuendo; tendono ad aumentare nelle donne, tra le quali le fumatrici sono sempre più numerose.
- ALIMENTAZIONE: aiuta le cellule se è ricca di verdura e frutta e povera di grassi saturi e zuccheri. Sì agli alimenti antiossidanti, come l'olio d'oliva. Quanto alla carne, per Veronesi "mangiarla fa male soprattutto agli animali".
- ATTIVITA' FISICA: i dati dimostrano che protegge dai tumori di seno, colon e prostata. "Non bisogna prepararsi alle Olimpiadi: basta una passeggiata veloce di mezz'ora al giorno", ha detto Paola Muti. Più che uno sforzo intenso e concentrato, è più efficace distribuire il movimento nella giornata, ad esempio parcheggiando lontano dall'ufficio o rinunciando all'ascensore.
- ALCOL: un bicchiere di vino non è certamente un problema, ma il consumo di grandi quantità di alcolici è un fattore di rischio riconosciuto. Si dice che "l'alcol fa crescere il tumore dove tocca" perché gli organi più a rischio sono bocca, faringe, esofago.
- RADIAZIONI IONIZZANTI PER LA DIAGNOSI: "dovrebbero essere evitate nelle bambine e nelle adolescenti", ha detto Muti, perché potrebbero provocare danni le cui conseguenze possono manifestarsi anche a distanza di 20 anni.
- GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO: sono amici delle donne perché le proteggono dai tumori. Studi recenti dimostrano che avere un bambino riduce il rischio del 7% e che l'allattamento lo riduce del 3% (del 4,5% se si allatta per 12 mesi).
- PESO: è importante tenerlo sotto controllo perché è un fattore di rischio. Aiuta a prevenire diverse forme di tumori, così come eventuali ricadute.- INQUINANTI: sulla nocività di alcune sostanze, come il benzene, ci sono al momento solo evidenze basate su studi epidemiologici, ma è impossibile avere dati definitivi da sperimentazioni controllate.
MOLECOLE PER PREVENIRLI, ARRIVA PROGETTO TEVERE - Prevenire i tumori con molecole capaci di aiutare le cellule a correggere gli eventuali errori del codice genetico che potrebbero portarle "fuori strada": nasce il primo progetto italiano in questa direzione. Si chiama "progetto Tevere" perché è nato a Roma, presso il ministero della Ricerca, ed è da considerare un apripista, che inaugura la prevenzione farmacologica (chemioprevenzione) nel tumore del seno. "E' un campo molto nuovo nella lotta contro i tumori", ha detto oggi a Roma l'oncologo Umberto Veronesi. Nella giornata organizzata dall'Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc) in 22 città, la prevenzione ha un ruolo di primo piano. Accanto alle armi tradizionali, come la lotta al fumo, alla dieta scorretta e agli inquinanti, arriva la prevenzione basata sulle molecole alleate delle cellule, come alcuni tipi di vitamine. Istituto nazionale tumori di Milano, Istituto europeo di oncologia e Istituto Regina Elena di Roma sono i centri dai quali parte il progetto di chemioprevenzione, ha detto ancora Veronesi. Il progetto, che dovrebbe partire entro l'anno, prevede di arruolare migliaia di donne sane di tutte le età. Si tratta, ha aggiunto Veronesi, di trovare molecole e principi attivi che possono inserirsi in quella che l'oncologo ha chiamato "la lunga notte del cancro", ossia il periodo di latenza, che può durare da dieci a 30 anni, nel quale avvengono i cambiamenti che fanno degenerare le cellule. "La scommessa è trovare qualcosa che rompa questa catena di eventi", ha aggiunto Veronesi. Le sostanze individuate, ha detto il direttore scientifico dell'Istituto Regina Elena, Paola Muti, "non hanno effetti collaterali e potenzialmente possono avere effetti differenziativi sulle cellule", possono cioé aiutarle a restare sulla strada giusta, senza pericolose deviazioni.
A MILANO SCIENZIATI STAR SPIEGANO LE RICERCHE - Molti sono venuti per vederli finalmente da vicino, quasi tutti li ascoltano in religioso silenzio, e qualcuno addirittura li fotografa, come fossero delle star.
E' una scena un po' insolita quella che oggi a Milano ha visto confrontarsi i ricercatori e il pubblico, più di 250 persone di tutte le età, in un incontro ospitato dal Museo della scienza e della tecnologia in occasione della Giornata per la ricerca sul cancro organizzata in tutta Italia dall'Airc. Il tema di quest'anno è l'ambiente, sia quello esterno che quello interno all'organismo, dato che entrambi hanno un ruolo importante nello sviluppo del cancro.
"Non dobbiamo dimenticarci - dice il filosofo della scienza Giulio Giorello - che il deterioramento dell'ambiente è stato il prezzo del progresso. E' difficile distinguere il confine tra il 'dentro' e il 'fuori', perché ad esempio attraverso il fumo o i cibi l'ambiente esterno entra dentro di noi, e modifica difese per noi così importanti". "Non c'é dubbio che l'ambiente esterno possa innescare un processo tumorale - aggiunge Per Giuseppe Pelicci, direttore di oncologia sperimentale all'Istituto europeo di oncologia - ma la stragrande maggioranza dei problemi viene da dentro di noi. Il nostro Dna subisce almeno 30 mila attacchi al giorno, e le cellule hanno imparato a riparare questi danni". Ma a volte, prosegue, l'equilibrio tra il danno e la sua riparazione si spezza, e le cellule coinvolte possono diventare tumorali. Per fortuna "già dal prossimo anno partiranno le prime sperimentazioni per farmaci che cercano di ripristinare le nostre difese, e il giusto equilibrio tra danno e riparazione", agendo sul micro-ambiente che circonda il tumore stesso. "Anche se l'ambiente esterno fosse perfetto, e questo è impossibile - concordano i ricercatori, tra cui Eva Negri dell' Istituto Mario Negri di Milano e Maria Grazia Daidone dell' Istituto Nazionale Tumori - avremmo comunque a che fare con il cancro. Per questo dobbiamo lavorare su due piani: bonificare l'ambiente, e continuare a far ricerca per saper curare sempre meglio i tumori".
Il pubblico, con molte domande, ha evidenziato quali sono i temi che più preoccupano i non addetti ai lavori: dal perché non si insegni ancora la prevenzione nelle scuole, a quanto è migliorata negli anni la chemioterapia, a qual è il ruolo delle cellule staminali nella lotta al cancro. Ma, a prova del fatto che il tema è molto sentito dai cittadini, diverse persone hanno chiesto che fine ha fatto la cura Di Bella, e di chiarire i rischi e i benefici del vaccino contro il cancro al collo dell'utero. Comunque l'incontro ha visto sia gli scienziati sia il pubblico fiduciosi nel futuro della ricerca, con un ottimismo che si può riassumere in una frase di Gianni Bonadonna, uno dei padri della ricerca sui tumori, citata da Giorello: "Cancro: la cura, oggi, è possibile".
Lotta al fumo, dieta equilibrata, evitare l'esposizione a sostanze tossiche e fare esercizio fisico sono le regole d'oro per combattere i tumori. La chemioprevenzione si aggiunge a queste regole e diventa un altro alleato contro il cancro. "E' un campo molto nuovo nella lotta contro i tumori", ha detto Veronesi. Tutte insieme, queste armi possono aiutare a controllare la comparsa della malattia: "i tumori sono malattie molto legate all'ambiente", ha detto il direttore scientifico dell'Istituto Regina Elena di Roma, Paola Muti. E' importante, allora, aiutare le cellule a potenziare le loro capacità interne di difendersi, ha rilevato il direttore scientifico dell'Istituto nazionale tumori di Milano, Marco Pierotti. Anche se non va dimenticato che in alcune forme di tumore, come alcuni linfomi, l'influenza dell'ambiente è praticamente nulla, ha osservato Riccardo Della Favera, della Columbia University di New York.
- FUMO: è il nemico numero uno delle cellule e il primo responsabile delle morti per tumore del polmone in Europa. Lo dimostra, per esempio, l'andamento delle morti: si stanno riducendo negli uomini, tra i quali i fumatori stanno progressivamente diminuendo; tendono ad aumentare nelle donne, tra le quali le fumatrici sono sempre più numerose.
- ALIMENTAZIONE: aiuta le cellule se è ricca di verdura e frutta e povera di grassi saturi e zuccheri. Sì agli alimenti antiossidanti, come l'olio d'oliva. Quanto alla carne, per Veronesi "mangiarla fa male soprattutto agli animali".
- ATTIVITA' FISICA: i dati dimostrano che protegge dai tumori di seno, colon e prostata. "Non bisogna prepararsi alle Olimpiadi: basta una passeggiata veloce di mezz'ora al giorno", ha detto Paola Muti. Più che uno sforzo intenso e concentrato, è più efficace distribuire il movimento nella giornata, ad esempio parcheggiando lontano dall'ufficio o rinunciando all'ascensore.
- ALCOL: un bicchiere di vino non è certamente un problema, ma il consumo di grandi quantità di alcolici è un fattore di rischio riconosciuto. Si dice che "l'alcol fa crescere il tumore dove tocca" perché gli organi più a rischio sono bocca, faringe, esofago.
- RADIAZIONI IONIZZANTI PER LA DIAGNOSI: "dovrebbero essere evitate nelle bambine e nelle adolescenti", ha detto Muti, perché potrebbero provocare danni le cui conseguenze possono manifestarsi anche a distanza di 20 anni.
- GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO: sono amici delle donne perché le proteggono dai tumori. Studi recenti dimostrano che avere un bambino riduce il rischio del 7% e che l'allattamento lo riduce del 3% (del 4,5% se si allatta per 12 mesi).
- PESO: è importante tenerlo sotto controllo perché è un fattore di rischio. Aiuta a prevenire diverse forme di tumori, così come eventuali ricadute.- INQUINANTI: sulla nocività di alcune sostanze, come il benzene, ci sono al momento solo evidenze basate su studi epidemiologici, ma è impossibile avere dati definitivi da sperimentazioni controllate.
MOLECOLE PER PREVENIRLI, ARRIVA PROGETTO TEVERE - Prevenire i tumori con molecole capaci di aiutare le cellule a correggere gli eventuali errori del codice genetico che potrebbero portarle "fuori strada": nasce il primo progetto italiano in questa direzione. Si chiama "progetto Tevere" perché è nato a Roma, presso il ministero della Ricerca, ed è da considerare un apripista, che inaugura la prevenzione farmacologica (chemioprevenzione) nel tumore del seno. "E' un campo molto nuovo nella lotta contro i tumori", ha detto oggi a Roma l'oncologo Umberto Veronesi. Nella giornata organizzata dall'Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc) in 22 città, la prevenzione ha un ruolo di primo piano. Accanto alle armi tradizionali, come la lotta al fumo, alla dieta scorretta e agli inquinanti, arriva la prevenzione basata sulle molecole alleate delle cellule, come alcuni tipi di vitamine. Istituto nazionale tumori di Milano, Istituto europeo di oncologia e Istituto Regina Elena di Roma sono i centri dai quali parte il progetto di chemioprevenzione, ha detto ancora Veronesi. Il progetto, che dovrebbe partire entro l'anno, prevede di arruolare migliaia di donne sane di tutte le età. Si tratta, ha aggiunto Veronesi, di trovare molecole e principi attivi che possono inserirsi in quella che l'oncologo ha chiamato "la lunga notte del cancro", ossia il periodo di latenza, che può durare da dieci a 30 anni, nel quale avvengono i cambiamenti che fanno degenerare le cellule. "La scommessa è trovare qualcosa che rompa questa catena di eventi", ha aggiunto Veronesi. Le sostanze individuate, ha detto il direttore scientifico dell'Istituto Regina Elena, Paola Muti, "non hanno effetti collaterali e potenzialmente possono avere effetti differenziativi sulle cellule", possono cioé aiutarle a restare sulla strada giusta, senza pericolose deviazioni.
A MILANO SCIENZIATI STAR SPIEGANO LE RICERCHE - Molti sono venuti per vederli finalmente da vicino, quasi tutti li ascoltano in religioso silenzio, e qualcuno addirittura li fotografa, come fossero delle star.
E' una scena un po' insolita quella che oggi a Milano ha visto confrontarsi i ricercatori e il pubblico, più di 250 persone di tutte le età, in un incontro ospitato dal Museo della scienza e della tecnologia in occasione della Giornata per la ricerca sul cancro organizzata in tutta Italia dall'Airc. Il tema di quest'anno è l'ambiente, sia quello esterno che quello interno all'organismo, dato che entrambi hanno un ruolo importante nello sviluppo del cancro.
"Non dobbiamo dimenticarci - dice il filosofo della scienza Giulio Giorello - che il deterioramento dell'ambiente è stato il prezzo del progresso. E' difficile distinguere il confine tra il 'dentro' e il 'fuori', perché ad esempio attraverso il fumo o i cibi l'ambiente esterno entra dentro di noi, e modifica difese per noi così importanti". "Non c'é dubbio che l'ambiente esterno possa innescare un processo tumorale - aggiunge Per Giuseppe Pelicci, direttore di oncologia sperimentale all'Istituto europeo di oncologia - ma la stragrande maggioranza dei problemi viene da dentro di noi. Il nostro Dna subisce almeno 30 mila attacchi al giorno, e le cellule hanno imparato a riparare questi danni". Ma a volte, prosegue, l'equilibrio tra il danno e la sua riparazione si spezza, e le cellule coinvolte possono diventare tumorali. Per fortuna "già dal prossimo anno partiranno le prime sperimentazioni per farmaci che cercano di ripristinare le nostre difese, e il giusto equilibrio tra danno e riparazione", agendo sul micro-ambiente che circonda il tumore stesso. "Anche se l'ambiente esterno fosse perfetto, e questo è impossibile - concordano i ricercatori, tra cui Eva Negri dell' Istituto Mario Negri di Milano e Maria Grazia Daidone dell' Istituto Nazionale Tumori - avremmo comunque a che fare con il cancro. Per questo dobbiamo lavorare su due piani: bonificare l'ambiente, e continuare a far ricerca per saper curare sempre meglio i tumori".
Il pubblico, con molte domande, ha evidenziato quali sono i temi che più preoccupano i non addetti ai lavori: dal perché non si insegni ancora la prevenzione nelle scuole, a quanto è migliorata negli anni la chemioterapia, a qual è il ruolo delle cellule staminali nella lotta al cancro. Ma, a prova del fatto che il tema è molto sentito dai cittadini, diverse persone hanno chiesto che fine ha fatto la cura Di Bella, e di chiarire i rischi e i benefici del vaccino contro il cancro al collo dell'utero. Comunque l'incontro ha visto sia gli scienziati sia il pubblico fiduciosi nel futuro della ricerca, con un ottimismo che si può riassumere in una frase di Gianni Bonadonna, uno dei padri della ricerca sui tumori, citata da Giorello: "Cancro: la cura, oggi, è possibile".
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).












