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Venerdì, 28 Novembre : 2008
Un cappuccino al giorno:
è l'aiuto del governo ai più bisognosi
è l'aiuto del governo ai più bisognosi
> Pacchetto anti-crisi, ok in 10 minuti.
Forse passerò per un pericoloso sovversivo, ma vedere una bella fetta di governo (i ministri Tremonti e Sacconi) illustrare in una pomposa conferenza stampa la social card, veramente mi ha messo addosso un sarcastico buonumore. Quando, invece, vista la situazione economica in cui versa l’Italia, ci sarebbe solo da piangere.
Allora la social card (ma perché in inglese, perché fa più “figo”?) messa a punto dal ministro dell’economia per far fronte ai bisogni sempre più impellenti dei pensionati più poveri e delle famiglie più disagiate e numerose (ma sembra che i figli a carico non debbano avere più di tre anni) consiste principalmente in una ricarica di ben 40 euro al mese. La cosa, ha detto ancora pomposamente Tremonti, dopo aver avuto la conferma dal ministro del lavoro e delle politiche sociali Sacconi, riguarderà un milione e trecentomila persone.
Ora i conti non sono il mio forte, però guardiamo se mi riesce questo. Così, se dividete i quaranta euro mensili (previsti dalla card) per trenta giorni, vi accorgerete che il nonno con la pensione superminima, sarà aiutato dall’illuminato e caritatevole governo di Berlusconi con 1 euro, 33 periodico al giorno. Insomma, il vecchietto che non arriva alla terza settimana del mese con la sua pensione potrà contare presto su un aiuto quotidiano consistente (a seconda delle città e della categoria dei bar) in poco più di un cappuccino. Diciamo un cappuccino con un po’ di cacao.
E’ questa la grande pensata del governo, è questo l’aiuto dei politici per i più sfortunati? Davvero esaltante.
Se poi quell’euro virgola 33 periodico lo moltiplicate per un milione e trecentomila persone che ogni giorno dovrebbero ricevere quell’aiuto, il totale fa 1 milione e 729.000 euro al giorno (quasi tre miliardi delle vecchie lire) che lo Stato elargirebbe senza risolvere i problemi di nessuno. Sbaglierò, ma qualcosa in tutto questo non va. Forse bisognerà che il governo riveda la portata del suo intervento, bisognerà che pensi a qualcosa di veramente incisivo, perché quello adottato, se non fosse tragico, sarebbe assolutamente risibile.
Dicono che Tremonti tenga molto a questo provvedimento perché uno analogo venne adottato nel 1939 negli Stati Uniti (da qui forse la “social card” in inglese, perché fa più “figo”). Sarebbe meglio però se Tremonti, invece di guardare al passato, soppesasse quello a cui sta pensando oggi il futuro presidente americano Obama: tipo, ad esempio, aumentare le tasse ai ricchi e diminuirle agli altri. Argomenti che però, forse non interessano granché al nostro ministro dell’economia.
Meglio, secondo lui, la social card. A questo punto però bisognerebbe informarsi quanto valeva nel 1939 la card introdotta negli Usa per i più bisognosi. Sarei pronto a scommettere che forse (in proporzione) valeva più dei 40 euro mensili decisi ora dal ministro.
Allora la social card (ma perché in inglese, perché fa più “figo”?) messa a punto dal ministro dell’economia per far fronte ai bisogni sempre più impellenti dei pensionati più poveri e delle famiglie più disagiate e numerose (ma sembra che i figli a carico non debbano avere più di tre anni) consiste principalmente in una ricarica di ben 40 euro al mese. La cosa, ha detto ancora pomposamente Tremonti, dopo aver avuto la conferma dal ministro del lavoro e delle politiche sociali Sacconi, riguarderà un milione e trecentomila persone.
Ora i conti non sono il mio forte, però guardiamo se mi riesce questo. Così, se dividete i quaranta euro mensili (previsti dalla card) per trenta giorni, vi accorgerete che il nonno con la pensione superminima, sarà aiutato dall’illuminato e caritatevole governo di Berlusconi con 1 euro, 33 periodico al giorno. Insomma, il vecchietto che non arriva alla terza settimana del mese con la sua pensione potrà contare presto su un aiuto quotidiano consistente (a seconda delle città e della categoria dei bar) in poco più di un cappuccino. Diciamo un cappuccino con un po’ di cacao.
E’ questa la grande pensata del governo, è questo l’aiuto dei politici per i più sfortunati? Davvero esaltante.
Se poi quell’euro virgola 33 periodico lo moltiplicate per un milione e trecentomila persone che ogni giorno dovrebbero ricevere quell’aiuto, il totale fa 1 milione e 729.000 euro al giorno (quasi tre miliardi delle vecchie lire) che lo Stato elargirebbe senza risolvere i problemi di nessuno. Sbaglierò, ma qualcosa in tutto questo non va. Forse bisognerà che il governo riveda la portata del suo intervento, bisognerà che pensi a qualcosa di veramente incisivo, perché quello adottato, se non fosse tragico, sarebbe assolutamente risibile.
Dicono che Tremonti tenga molto a questo provvedimento perché uno analogo venne adottato nel 1939 negli Stati Uniti (da qui forse la “social card” in inglese, perché fa più “figo”). Sarebbe meglio però se Tremonti, invece di guardare al passato, soppesasse quello a cui sta pensando oggi il futuro presidente americano Obama: tipo, ad esempio, aumentare le tasse ai ricchi e diminuirle agli altri. Argomenti che però, forse non interessano granché al nostro ministro dell’economia.
Meglio, secondo lui, la social card. A questo punto però bisognerebbe informarsi quanto valeva nel 1939 la card introdotta negli Usa per i più bisognosi. Sarei pronto a scommettere che forse (in proporzione) valeva più dei 40 euro mensili decisi ora dal ministro.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).



















