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Martedì, 29 Luglio : 2008 Il Secolo XIX
Sull’autogrill Dorno dell’A7 (quello con il “cavalcavia” che passa da un lato all’altro dell’autostrada) tre uomini offrivano computer portatili a prezzi bassissimi - da 100 a 300 euro - spiegando che erano rubati. Trovato il cliente, velocemente mettevano in piedi la truffa: scambiavano la valigetta con dentro il Pc con una contenente un paio di chilogrammi di sale, l’acquirente se ne andava in fretta e furia e l’inganno era completato.
A scoprire tutto, anche grazie all’aiuto dei colleghi della Stradale, sono stati gli agenti del compartimento di polizia Postale della Liguria, che hanno filmato una delle trattative e denunciato a piede libero i truffatori.
Oltre che a Dorno, i tre malviventi - Pasquale D. (53 anni, il venditore), Ciro S. (45 anni, lo scambiatore di valigette) e Vincenzo M. (68 anni, il “palo”) - tutti di origine napoletana, si appostavano anche su altri autogrill sull’A26, solo quelli con sotto o sovrapassi, che permettessero di passare da un lato all’altro dell’autostrada, così da fuggire rapidamente in caso di “problemi”. Tutti e tre hanno precedenti specifici e fogli di via emessi dalle questure di Milano, Lodi, Frosinone, Venezia, Bologna, Brescia, Caserta.
Le segnalazioni anonime arrivate alla Polposta sono state una decina in due mesi, ma gli investigatori pensano che le truffe messe a segno siano state più numerose e che molti clienti non abbiano denunciato nulla nel timore di essere accusati di ricettazione.
Con una doverosa citazione dell’omonimo film diretto da Nanni Loy nel 1993, l’operazione è stata battezzata “Pacco, doppio pacco, e contropaccotto”.
A scoprire tutto, anche grazie all’aiuto dei colleghi della Stradale, sono stati gli agenti del compartimento di polizia Postale della Liguria, che hanno filmato una delle trattative e denunciato a piede libero i truffatori.
Oltre che a Dorno, i tre malviventi - Pasquale D. (53 anni, il venditore), Ciro S. (45 anni, lo scambiatore di valigette) e Vincenzo M. (68 anni, il “palo”) - tutti di origine napoletana, si appostavano anche su altri autogrill sull’A26, solo quelli con sotto o sovrapassi, che permettessero di passare da un lato all’altro dell’autostrada, così da fuggire rapidamente in caso di “problemi”. Tutti e tre hanno precedenti specifici e fogli di via emessi dalle questure di Milano, Lodi, Frosinone, Venezia, Bologna, Brescia, Caserta.
Le segnalazioni anonime arrivate alla Polposta sono state una decina in due mesi, ma gli investigatori pensano che le truffe messe a segno siano state più numerose e che molti clienti non abbiano denunciato nulla nel timore di essere accusati di ricettazione.
Con una doverosa citazione dell’omonimo film diretto da Nanni Loy nel 1993, l’operazione è stata battezzata “Pacco, doppio pacco, e contropaccotto”.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















