In questo forum, sono graditi interventi da parte di persone che - sia pur mantenendo magari il loro ingresso con una user name - firmano i loro interventi con almeno il loro nome (vero) di battesimo perché parlare di cose serie, magari con Lupo Alberto o Orco felice non è molto "stimolante".
Se poi qualcuno avesse anche la "pretesa" di portarci un "verbo" tecnico o professionale che sia, allora sarà INDISPENSABILE che, qui come nell'altra area "tecnica", si registri con il suo nome e cognome esatto, qualifica ecc fornendo quindi tutti i dati necessari a soppesare e poter dare il giusto valore al quanto scriverà.
Anche qui riporto una massima che molto si addice ad argomenti seri che richiederebbero la mobilitazione e l'aiuto di tutti partendo dalla presa d'atto di un problema che esiste e che potrebbe (non lo si augura ma ...) accadere anche a qualche loro congiunto.
Non c'è niente di più deleterio e falso, infatti, del pensare:
"sono cose troppo brutte ... non è possibile .... OPPURE ... ma no, a noi non possono accadere"
Ascoltate quindi un consiglio, sarà quanto mai opportuno il "pensarci" ora perché poi:
“In Germania prima diedero la caccia ai comunisti, e io non protestai perché non ero comunista. Poi diedero la caccia agli ebrei, e io non protestai perché non ero ebreo. Poi fu la volta dei sindacalisti: non feci sentire la mia voce perché non ero sidacalista; e la volta dei cattolici, e io non alzai la mia voce perché non ero cattolico. Alla fine si accanirono su di me e in quel momento non c’era più nessuno a protestare” (Martin Niemoller) |
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 Una 17enne violentata da tre coetanei
Lunedì, 21 Aprile : 2008 Gazzetta di Reggio
TERRORE AL CAMPOVOLO
Immobilizzati nel raid sia la «lucciola» sia il cliente 62enne
Una 17enne violentata da tre coetanei
Tiziano Soresina
La minorenne era appartata in auto. La polizia ha arrestato gli stupratori
Una macchina appartata nei pressi del Campovolo, tre figure che si avvicinano silenziosamente all’auto nell’oscurità, poi solo tanta violenza. Reggio nell’incubo degli stupri, come è accaduto nelle ultime ore a Roma e Milano. Sono tre marocchini 17enni i violentatori che agiscono - nella notte fra sabato e domenica - con una ferocia da Arancia Meccanica. Nella macchina c’è una loro coetanea che sta facendo sesso con un cliente reggiano, ben più maturo di lei. Non hanno il tempo di reagire: lui viene trascinato fuori dall’abitacolo, mentre la 17enne viene violentata.
Sono minuti terribili, perché nessuno può aiutare chi s’era appartato in quella macchina.
L’AGGUATO. I tre giovani nordafricani - da quanto trapela nati in Italia da genitori giunti a Reggio in cerca di lavoro - hanno agito con feroce determinazione, accoppiandosi brutalmente con una ragazza nigeriana della loro età, finita su un marciapiede chissà con quali pressioni alle spalle.
Forse i tre minorenni sapevano di andare a colpo sicuro, ben conoscendo le «abitudini» di chi frequenta di notte quella zona a ridosso del Campovolo: prati che costeggiano la pista dell’aeroporto, il buio pesto che domina incontrastato.
LO STUPRO. Il cliente reggiano di 62 anni è stato immobilizzato e la ragazza viene stuprata sotto i suoi occhi.
Sesso mercenario diventato per prostituta e cliente un vero e proprio incubo, perché il trio marocchino è senza pietà: picchia, insulta, violenta. I due della macchina sono sempre più terrorizzati, gli aggressori sempre più «esaltati».
GLI ARRESTI. Ma qualcosa in questo raid da brividi andrà storto, perché non passerà molto tempo dall’arresto dei tre minorenni che già credevano d’averla fatta franca.
E’ la polizia a riuscire ad andare ben presto sulle loro tracce, riuscendo prima nell’identificazione per poi arrestarli.
TRIBUNALE MINORILE. Saranno sentiti questa mattina a Bologna dal tribunale per i minorenni.
L’accusa è grave: violenza sessuale su una minorenne. Le indagini della polizia sono coordinate dalla procura minorile di Bologna.
Ancora sotto shock la 17enne stuprata, un trauma difficile da superare anche per il 62enne in sua compagnia.
Hanno pensato, entrambi, di morire in quell’agguato nella notte.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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