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Sabato, 29 Novembre : 2008 Eugenio Barboglio, Brescia Oggi
CONSIGLIO COMUNALE. Approvato, con il voto della maggioranza, l’assestamento di bilancio. 41 milioni frutto di maggiori entrate e dell’avanzo di amministrazione
La società non c’è ancora ma ha già un capitale. Gliel’ha conferito, di fatto, ieri, il Consiglio comunale, deliberando sull’assestamento di bilancio. Il capitale è di una decina di milioni, una parte dei 42 milioni dell’assestamento stesso.
Sarà il contenuto (economico) di un contenitore che non c’è ancora, ma che la settimana prossima prenderà forma. E che dovrà passare, a tambur battente, prima in commissione (mercoledì) e poi in consiglio comunale (il 5 dicembre). ma che in consiglio potrebbe non arrivare per quella data. Il Partito democratico ha infatti anticipato ieri l’intenzione di chiedere lo slittamento della discussione, di fronte a quelli che considera ancora i troppi lati oscuri di questa nuovo soggetto comunale.
LA SOCIETÀ in questione è «Brixia Sviluppo», che potrebbe essere una spa o una srl. Avrà compiti che, per ora, sono solo tratteggiati, ma che lo statuto, pronto lunedì, fisserà con precisione. In linea generale si occuperà di centro storico e del suo sviluppo, sia materiale che immateriale: ossia, immobili da acquisire e risanare e progetti culturali per il centro città. Qualcosa di simile al Progetto Carmine, con la differenza di un perimetro di azione più ampio e gestito non da un ufficio comunale, ma da una società creata ad hoc dalla Loggia.
Una società che ancora prima di nascere, come detto, si troverà il portafoglio gonfio di quei 10 milioni che le ha destinato ieri il Consiglio. E che oltre ad un capitale potrebbe avere già una primissima missione: trasformare l’ex supermercato Oviesse di corso Mameli, in qualcosa che assomigli ad un centro culturale giovanile. Un posto per i giovani, insomma.
Ma i suoi ambiti e orizzonti sono certamente più vasti, ed è su questo che la minoranza nutre molti dubbi, alcuni espressi anche ieri in aula. «Vogliamo approfondirne i contorni per ora troppo vaghi». «Questa società che partite gestirà, con quale personale? E ancora: rischia di sovrapporsi al lavoro di uffici comunali, magari aprendo il problema del ricollocamento di alcuni impiegati?».
DOMANDE che, secondo i democratici, debbono avere una risposta in fretta, prima del passaggio in Consiglio. Per questo chiederanno il rinvio della seduta del 5 dicembre. «Prima servono risposte chiare», afferma Luigi Gaffurini.
In verità, di questa società il centrodestra ha cominciato a parlare già in campagna elettorale. Nel programma del candidato sindaco Adriano Paroli, c’era il progetto di una realtà dedicata specificamente al centro storico e al suo rilancio. Ora è in dirittura d’arrivo: agli ultimi dettagli dello statuto sta lavorando il Coordinamento aziende pubbliche che fa parte della direzione generale del Comune.
Potrebbe assere analoga ad una Stu, le società di trasformazione urbana, a capitale misto, finalizzate alla progettazione e alla realizzazione di interventi di trasformazione urbana, in attuazione degli strumenti urbanistici vigenti e istituite con decreto nell’agosto del 2000.
«Una società per il centro storico»
La società non c’è ancora ma ha già un capitale. Gliel’ha conferito, di fatto, ieri, il Consiglio comunale, deliberando sull’assestamento di bilancio. Il capitale è di una decina di milioni, una parte dei 42 milioni dell’assestamento stesso.
Sarà il contenuto (economico) di un contenitore che non c’è ancora, ma che la settimana prossima prenderà forma. E che dovrà passare, a tambur battente, prima in commissione (mercoledì) e poi in consiglio comunale (il 5 dicembre). ma che in consiglio potrebbe non arrivare per quella data. Il Partito democratico ha infatti anticipato ieri l’intenzione di chiedere lo slittamento della discussione, di fronte a quelli che considera ancora i troppi lati oscuri di questa nuovo soggetto comunale.
LA SOCIETÀ in questione è «Brixia Sviluppo», che potrebbe essere una spa o una srl. Avrà compiti che, per ora, sono solo tratteggiati, ma che lo statuto, pronto lunedì, fisserà con precisione. In linea generale si occuperà di centro storico e del suo sviluppo, sia materiale che immateriale: ossia, immobili da acquisire e risanare e progetti culturali per il centro città. Qualcosa di simile al Progetto Carmine, con la differenza di un perimetro di azione più ampio e gestito non da un ufficio comunale, ma da una società creata ad hoc dalla Loggia.
Una società che ancora prima di nascere, come detto, si troverà il portafoglio gonfio di quei 10 milioni che le ha destinato ieri il Consiglio. E che oltre ad un capitale potrebbe avere già una primissima missione: trasformare l’ex supermercato Oviesse di corso Mameli, in qualcosa che assomigli ad un centro culturale giovanile. Un posto per i giovani, insomma.
Ma i suoi ambiti e orizzonti sono certamente più vasti, ed è su questo che la minoranza nutre molti dubbi, alcuni espressi anche ieri in aula. «Vogliamo approfondirne i contorni per ora troppo vaghi». «Questa società che partite gestirà, con quale personale? E ancora: rischia di sovrapporsi al lavoro di uffici comunali, magari aprendo il problema del ricollocamento di alcuni impiegati?».
DOMANDE che, secondo i democratici, debbono avere una risposta in fretta, prima del passaggio in Consiglio. Per questo chiederanno il rinvio della seduta del 5 dicembre. «Prima servono risposte chiare», afferma Luigi Gaffurini.
In verità, di questa società il centrodestra ha cominciato a parlare già in campagna elettorale. Nel programma del candidato sindaco Adriano Paroli, c’era il progetto di una realtà dedicata specificamente al centro storico e al suo rilancio. Ora è in dirittura d’arrivo: agli ultimi dettagli dello statuto sta lavorando il Coordinamento aziende pubbliche che fa parte della direzione generale del Comune.
Potrebbe assere analoga ad una Stu, le società di trasformazione urbana, a capitale misto, finalizzate alla progettazione e alla realizzazione di interventi di trasformazione urbana, in attuazione degli strumenti urbanistici vigenti e istituite con decreto nell’agosto del 2000.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















