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Polemica con Israele. Washington accusa Tel Aviv di violare l'embargo. L’importazione attravero la Turchia
GERUSALEMME - All’orizzonte si intravedono nuove dure sanzioni economiche contro l’Iran, intenzionato a continuare il suo programma di arricchimento dell’uranio, forse a scopo militare, e gli Stati Uniti da qualche settimana puntano l’indice proprio contro Israele, loro principale alleato in Medio Oriente e che più di ogni altro Paese mette in guardia dal pericolo rappresentato da un Iran in possesso di armi atomiche. Washington, riferisce stamani la stampa israeliana, accusa Tel Aviv di violare l’embargo commerciale in atto contro Teheran importando dall’Iran, attraverso la Turchia, quantità ingenti di pistacchi.
Dieci giorni fa, spiegano i giornali israeliani, l’ambasciatore statunitense a Tel Aviv, Richard Jones, ha inviato una lettera di protesta al ministro delle Finanze dello Stato ebraico, Ronnie Bar On, e per conoscenza al premier Ehud Olmert, in cui accusa le autorità governative israeliane di aver violato non solo le sanzioni in atto contro l’Iran ma la stessa legge israeliana che vieta commerci con Paesi nemici. Lo Stato ebraico importerebbe i pistacchi iraniani attraverso la Turchia, nonostante le ripetute proteste americane.
Secondo dati ufficiali Israele è il principale consumatore mondiale di pistacchi - ne importa annualmente per 20 milioni di dollari - e sempre di più dall’Iran. Gli Stati Uniti, che pure sono uno dei principali produttori mondiali di questi semi, esportano verso Israele appena il 5% di questo prodotto nonostante i due Paesi sia legati ad accordi commerciali privilegiati. Il noto commentatore politico israeliano Nahum Barnea ha ironicamente puntualizzato che «il pistacchio è l’unico punto di disaccordo tra Usa e Israele sulla questione iraniana».
Dieci giorni fa, spiegano i giornali israeliani, l’ambasciatore statunitense a Tel Aviv, Richard Jones, ha inviato una lettera di protesta al ministro delle Finanze dello Stato ebraico, Ronnie Bar On, e per conoscenza al premier Ehud Olmert, in cui accusa le autorità governative israeliane di aver violato non solo le sanzioni in atto contro l’Iran ma la stessa legge israeliana che vieta commerci con Paesi nemici. Lo Stato ebraico importerebbe i pistacchi iraniani attraverso la Turchia, nonostante le ripetute proteste americane.
Secondo dati ufficiali Israele è il principale consumatore mondiale di pistacchi - ne importa annualmente per 20 milioni di dollari - e sempre di più dall’Iran. Gli Stati Uniti, che pure sono uno dei principali produttori mondiali di questi semi, esportano verso Israele appena il 5% di questo prodotto nonostante i due Paesi sia legati ad accordi commerciali privilegiati. Il noto commentatore politico israeliano Nahum Barnea ha ironicamente puntualizzato che «il pistacchio è l’unico punto di disaccordo tra Usa e Israele sulla questione iraniana».
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Domenica, 15 Giugno : 2008 La Stampa
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















