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Giovedì, 02 Ottobre : 2008
Veltroni: non siamo su Aventino, regole violate.
Berlusconi non puo' fare capo dello Stato
Berlusconi non puo' fare capo dello Stato
"Siamo impazziti? Ci si indigna per una manifestazione? L'ha fatta anche Berlusconi, contro il primo governo Prodi che portò l'Italia nell'euro. Confermo: sono interessato a riscrivere le regole del gioco. Se arriverà un provvedimento che riduce il numero dei parlamentari, voteremo sì, non siamo sull'Aventino". Il segretario del Pd Walter Veltroni difende, in un'intervista all'Espresso, la continuità della linea del partito democratico nei confronti della maggioranza.
"Il Pd è insieme - afferma Veltroni - radicalità e riformismo. Non è la versione moderata, inciucista della tradizione democratica. E' un partito che quando vengono violate le regole del gioco si alza in piedi. Nessuna discontinuità. Ho sempre detto che l'Italia attraversa una grave crisi democratica e che va cercata una convergenza con l'avversario per fare le riforme". A fronte di questa apertura, "Berlusconi ha cominciato - incalza Veltroni - con una sarabanda di leggi fatte nel suo unico interesse e con un'offensiva di attacchi all'opposizione, ai sindacati, al Parlamento. E' lui che è tornato al passato". Il leader Pd prende però anche le distanze dalla protesta dei girotondi: il Pd andrà in piazza "non con lo spirito di Flores d'Arcais o della Guzzanti, che portano voti alla destra, ma con quello di un grande partito di alternativa di governo". Quanto alla possibilità di un fronte delle opposizioni che ricorda l'Unione, Veltroni evidenzia: "Non penso di tornare alla vecchia formula. Il Pd vive se coltiva l'innovazione, non la conservazione, il ritorno all'indietro. Prodi era un uomo dell'innovazione, ha fatto miracoli, ma aveva in maggioranza perfino quelli che trattavano con le Farc".
BERLUSCONI NON PUO' FARE IL CAPO DELLO STATO - "Oggi al Quirinale c'é Giorgio Napolitano, in precedenza ci sono stati Carlo Azeglio Ciampi, Oscar Luigi Scalfaro, persone che hanno fatto il bene del Paese. E' un luogo dove devono esserci figure che garantiscano la Costituzione, conoscano le regole del gioco, rispettino le opinioni di tutti, accettino il dissenso. Tutto ciò che Berlusconi non è".
Così il segretario del Pd Walter Veltroni si dice contrario all'eventuale elezione del premier Silvio Berlusconi come presidente della Repubblica. "Ho visto che oggi - afferma il leader Pd - Bossi ha detto che per lui Berlusconi al Quirinale andrebbe bene. Per me no: non va bene. Per fortuna il problema non si pone: fino al 2013 al Quirinale ci sarà Napolitano, una garanzia per tutti". Quanto ad una riforma in senso presidenzialista, Veltroni sostiene che "in astratto il presidenzialismo non mi inquieta" ma "se la domanda è se in questo momento in Italia è giusto passare a un sistema presidenziale, rispondo ancora no. Le istituzioni sono figlie della cultura del tempo e in Italia, in questo momento, è necessario rafforzare le istituzioni di controllo".
ROTONDI A VELTRONI, BERLUSCONI NON HA CHIESTO QUIRINALE - "Non capisco perché Veltroni e D'Alema si dividano su una candidatura di Berlusconi al Quirinale senza che l'interessato l'abbia posta e senza che l'incarico sia libero". Così il segretario della DcA e ministro per l'Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, commenta le parole di Veltroni che dice no all'ipotesi di Berlusconi al Quirinale.
"Il Pd è insieme - afferma Veltroni - radicalità e riformismo. Non è la versione moderata, inciucista della tradizione democratica. E' un partito che quando vengono violate le regole del gioco si alza in piedi. Nessuna discontinuità. Ho sempre detto che l'Italia attraversa una grave crisi democratica e che va cercata una convergenza con l'avversario per fare le riforme". A fronte di questa apertura, "Berlusconi ha cominciato - incalza Veltroni - con una sarabanda di leggi fatte nel suo unico interesse e con un'offensiva di attacchi all'opposizione, ai sindacati, al Parlamento. E' lui che è tornato al passato". Il leader Pd prende però anche le distanze dalla protesta dei girotondi: il Pd andrà in piazza "non con lo spirito di Flores d'Arcais o della Guzzanti, che portano voti alla destra, ma con quello di un grande partito di alternativa di governo". Quanto alla possibilità di un fronte delle opposizioni che ricorda l'Unione, Veltroni evidenzia: "Non penso di tornare alla vecchia formula. Il Pd vive se coltiva l'innovazione, non la conservazione, il ritorno all'indietro. Prodi era un uomo dell'innovazione, ha fatto miracoli, ma aveva in maggioranza perfino quelli che trattavano con le Farc".
BERLUSCONI NON PUO' FARE IL CAPO DELLO STATO - "Oggi al Quirinale c'é Giorgio Napolitano, in precedenza ci sono stati Carlo Azeglio Ciampi, Oscar Luigi Scalfaro, persone che hanno fatto il bene del Paese. E' un luogo dove devono esserci figure che garantiscano la Costituzione, conoscano le regole del gioco, rispettino le opinioni di tutti, accettino il dissenso. Tutto ciò che Berlusconi non è".
Così il segretario del Pd Walter Veltroni si dice contrario all'eventuale elezione del premier Silvio Berlusconi come presidente della Repubblica. "Ho visto che oggi - afferma il leader Pd - Bossi ha detto che per lui Berlusconi al Quirinale andrebbe bene. Per me no: non va bene. Per fortuna il problema non si pone: fino al 2013 al Quirinale ci sarà Napolitano, una garanzia per tutti". Quanto ad una riforma in senso presidenzialista, Veltroni sostiene che "in astratto il presidenzialismo non mi inquieta" ma "se la domanda è se in questo momento in Italia è giusto passare a un sistema presidenziale, rispondo ancora no. Le istituzioni sono figlie della cultura del tempo e in Italia, in questo momento, è necessario rafforzare le istituzioni di controllo".
ROTONDI A VELTRONI, BERLUSCONI NON HA CHIESTO QUIRINALE - "Non capisco perché Veltroni e D'Alema si dividano su una candidatura di Berlusconi al Quirinale senza che l'interessato l'abbia posta e senza che l'incarico sia libero". Così il segretario della DcA e ministro per l'Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, commenta le parole di Veltroni che dice no all'ipotesi di Berlusconi al Quirinale.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















