PALERMO - Gli investigatori della Squadra mobile hanno individuato la villa in cui viveva il boss Salvatore Lo Piccolo insieme al figlio Sandro, entrambi arrestati ieri mattina nelle campagne di Giardinello. Gli agenti sono arrivati al covo attraverso una serie di accertamenti effettuati nei giorni scorsi. I poliziotti sono sul posto e stanno effettuando una serie di rilievi.
ARRESTATO UN TERZO FAVOREGGIATORE
La polizia di Stato ha arrestato un terzo favoreggiatore dei boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo: è Giuseppe Di Bella, 40 anni, allevatore di Montelepre, che ieri è stato visto arrivare alla guida di una Bmw. Gli altri due favoreggiatori arrestati ieri erano il proprietario della villetta, Filippo Piffero, e Vito Palazzolo, titolare di un Bed e Breakfast nel vicino paese di Terrasini, entrambi incensurati.
Vincenzo Giuseppe Di Bella, è un agente "stagionale" della forestale. Il suo ruolo sarebbe stato quello della "staffetta", per verificare le condizioni di sicurezza della villetta nella quale erano attesi i boss per il summit di mafia. Dai servizi di osservazione è emerso che Di Bella è arrivato da solo nel covo di Giardinello, ha salutato il proprietario della casa Filippo Piffero, ha eseguito una sorta di "bonifica" e poi si è allontanato per tornare poco dopo insieme ai boss Lo Piccolo, ad Adamo e a Pulizzi. Di Bella li avrebbe anche aiutati a scaricare dalle macchine alcuni sacchetti e a trasportarli all'interno della casa dove poi si è svolto l'incontro.
AL VIA L'ANALISI DEI PIZZINI
E' durata tutta la notte la catalogazione dei pizzini e dei documenti trovati ieri nella villetta di Giardinello in cui sono stati arrestati i quattro latitanti mafiosi Salvatore e Sandro Lo Piccolo, Andrea Adamo e Gaspare Pulizzi. I boss sono stati ieri sera rinchiusi in quattro istituti di pena differenti, che si trovano fuori dalla Sicilia che non sono stati resi noti. Per Salvatore Lo Piccolo, ricercato da 25 anni, è stata dunque la prima notte trascorsa in cella. Il boss negli ultimi mesi, dopo l'arresto di Provenzano, era diventato il suo erede naturale alla guida di Cosa nostra a Palermo, e aveva iniziato a imporre il pizzo a commercianti e imprenditori. Gli agenti della Squadra mobile hanno proseguito per tutta la notte l'analisi dei foglietti di carta e degli appunti trovati in possesso dei latitanti, tutti ritenuti importanti e che sono adesso al vaglio dei magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Palermo.
I FOGLI CON I NOMI DI CHI PAGA IL PIZZO
Un lungo elenco di nomi di imprenditori che pagano il pizzo a Cosa nostra, una serie di attività commerciali accanto alle quali è segnata una cifra. Le indicazioni sono riportate su alcuni fogli trovati ieri nella valigetta in cuoio del boss Salvatore Lo Piccolo. Sono centinaia i documenti sequestrati, pieni di particolari e di riferimenti ad attività illecite e di contatti con tutte le famiglie mafiose di Palermo. Nei pizzini vi sono riferimenti a persone incensurate che però sarebbero affiliate o contigue alle cosche mafiose. E' su di loro che ora sono concentrate le indagini.
MASTELLA FIRMA 41 BIS PER IL BOSS
Il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, ha firmato il 41 bis per il boss Salvatore Lo Piccolo, detenuto nel carcere di Opera a Milano. Stamani i pm della Direzione distrettuale antimafia di Palermo avevano chiesto l'applicazione del carcere duro al capomafia.
ARRESTATO UN TERZO FAVOREGGIATORE
La polizia di Stato ha arrestato un terzo favoreggiatore dei boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo: è Giuseppe Di Bella, 40 anni, allevatore di Montelepre, che ieri è stato visto arrivare alla guida di una Bmw. Gli altri due favoreggiatori arrestati ieri erano il proprietario della villetta, Filippo Piffero, e Vito Palazzolo, titolare di un Bed e Breakfast nel vicino paese di Terrasini, entrambi incensurati.
Vincenzo Giuseppe Di Bella, è un agente "stagionale" della forestale. Il suo ruolo sarebbe stato quello della "staffetta", per verificare le condizioni di sicurezza della villetta nella quale erano attesi i boss per il summit di mafia. Dai servizi di osservazione è emerso che Di Bella è arrivato da solo nel covo di Giardinello, ha salutato il proprietario della casa Filippo Piffero, ha eseguito una sorta di "bonifica" e poi si è allontanato per tornare poco dopo insieme ai boss Lo Piccolo, ad Adamo e a Pulizzi. Di Bella li avrebbe anche aiutati a scaricare dalle macchine alcuni sacchetti e a trasportarli all'interno della casa dove poi si è svolto l'incontro.
AL VIA L'ANALISI DEI PIZZINI
E' durata tutta la notte la catalogazione dei pizzini e dei documenti trovati ieri nella villetta di Giardinello in cui sono stati arrestati i quattro latitanti mafiosi Salvatore e Sandro Lo Piccolo, Andrea Adamo e Gaspare Pulizzi. I boss sono stati ieri sera rinchiusi in quattro istituti di pena differenti, che si trovano fuori dalla Sicilia che non sono stati resi noti. Per Salvatore Lo Piccolo, ricercato da 25 anni, è stata dunque la prima notte trascorsa in cella. Il boss negli ultimi mesi, dopo l'arresto di Provenzano, era diventato il suo erede naturale alla guida di Cosa nostra a Palermo, e aveva iniziato a imporre il pizzo a commercianti e imprenditori. Gli agenti della Squadra mobile hanno proseguito per tutta la notte l'analisi dei foglietti di carta e degli appunti trovati in possesso dei latitanti, tutti ritenuti importanti e che sono adesso al vaglio dei magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Palermo.
I FOGLI CON I NOMI DI CHI PAGA IL PIZZO
Un lungo elenco di nomi di imprenditori che pagano il pizzo a Cosa nostra, una serie di attività commerciali accanto alle quali è segnata una cifra. Le indicazioni sono riportate su alcuni fogli trovati ieri nella valigetta in cuoio del boss Salvatore Lo Piccolo. Sono centinaia i documenti sequestrati, pieni di particolari e di riferimenti ad attività illecite e di contatti con tutte le famiglie mafiose di Palermo. Nei pizzini vi sono riferimenti a persone incensurate che però sarebbero affiliate o contigue alle cosche mafiose. E' su di loro che ora sono concentrate le indagini.
MASTELLA FIRMA 41 BIS PER IL BOSS
Il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, ha firmato il 41 bis per il boss Salvatore Lo Piccolo, detenuto nel carcere di Opera a Milano. Stamani i pm della Direzione distrettuale antimafia di Palermo avevano chiesto l'applicazione del carcere duro al capomafia.
Ultima modifica di Redazione il 08 Nov 2007 00:05, modificato 1 volta in totale
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La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).


















