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Giovedì, 20 Novembre : 2008
VILLARI: RESTO PRESIDENTE
COMMISSIONE VIGILANZA RAI
COMMISSIONE VIGILANZA RAI
ROMA - Riccardo Villari non si è dimesso da presidente della Commissione di Vigilanza Rai. "Ho deciso di mantenere il ruolo di presidente della Commissione di Vigilanza che mi è stato affidato col voto di parlamentari che hanno svolto legittimamente la loro funzione", ha detto chiedendo rispettosamente a tutti i colleghi della Commissione di compiere un atto di coraggio e di permettere a questo organo di garanzia di svolgere il suo delicato e impegnativo lavoro".
Il senatore Riccardo Villari è stato espulso dal gruppo del Pd del Senato. Lo ha reso noto il presidente dei senatori del partito Anna Finocchiaro.
"Noi abbiamo fatto un'intesa con Palazzo Chigi su un nome di assoluto livello. Ora il problema non è mio ma in casa della destra, che se vuole lo risolverà". Così il leader del Pd Walter Veltroni. "Io e Pier Ferdinando Casini - afferma Veltroni alla presentazione del libro di Bruno Vespa - abbiamo fatto un'intesa con chi è alla guida della maggioranza e ora spetta alla maggioranza applicare l'accordo".
Berlusconi ribadisce l'ok a Sergio Zavoli, su cui si era trovata l'intesa tra Pdl e Pd, e chiede a Villari di dimettersi."Maggioranza e opposizione hanno condiviso e concordato la designazione del senatore Zavoli a presidente della commissione di Vigilanza. Il senatore Villari- prosegue il premier Berlusconi- può dirsi soddisfatto di avere in fondo contribuito a determinare queste condizioni e può quindi serenamente rassegnare le dimissioni convinto così di rendere un servizio alle istituzioni".
Intervengono con un appello anche il presidente della Camera Gianfranco Fini e il presidente del Senato Renato Schifani. "Faccio appello al senatore Villari - afferma Fini - perché sacrifichi le ragioni giuridiche che certamente ha, in quanto regolarmente eletto Presidente della Commissione di Vigilanza Rai, sull'altare della responsabilità politica". "La volontà di maggioranza e opposizione - prosegue - di convergere sul nome del senatore Zavoli deve indurre il senatore Villari a rassegnare le dimissioni per garantire piena funzionalità alla Commissione, dimostrando così di avere un rispetto per le istituzioni assai più apprezzabile di qualsivoglia valutazione meramente formale".
Il compito del neopresidente della commissione di vigilanza Rai Villari "si è positivamente concluso con l'eliminazione della situazione di stallo"; ora, dunque, deve dare seguito alla sua promessa di dimettersi in seguito al raggiungimento di un accordo tra maggioranza e opposizione su un nuovo nome, ha detto Schifani.
Villari chiede anche "alla politica dei partiti di fare un passo indietro", e precisa che, pur avendo "la massima stima e considerazione per il senatore Zavoli", si sente a sua volta "un esponente e un uomo del Partito Democratico, e sottolineo democratco, e per questo so che il valore delle istituzioni precede il peso delle segreterie". "Un errore di valutazione della situazione politica - ha spiegato Villari - ha ridotto nel pantano politico l'elezione del presidente della Vigilanza"; si tratta, a suo avviso, di "un danno grave per gli italiani".
Il presidente sottolinea che c'é stata, dopo lo stallo, una dichiarazione della maggioranza sul cambio di strategia: "Questa pubblica dichiarazione - sostiene - è stata sottovalutata e non contrastata con alcun efficace disegno politico, facendo sì che io fossi eletto presidente".
Villari sottolinea poi che dopo la sua elezione è iniziata "una lunga sequenza di pressioni, minacce e offese inaccettabili per chiunque e pericolose per un parlamentare che esercita il mandato affidato dal popolo", nonostante lui fosse stato eletto democraticamente.
"Le pressioni sono diventate sempre maggiori fino a raggiungere l'apice della conferenza stampa dell'onorevole Di Pietro che pubblicamente davanti a tutti i mezzi di comunicazione è passato alla diffamazione", spiega Villari. Per tutto questo, è rimasto "dignitosamente e in silenzio al
mio posto - dice ancora -; il profondo rispetto che nutro nei confronti delle istituzioni ha permesso lo sblocco della situazione e sono state messe le basi per il dialogo tra maggioranza e opposizione". Ma questo, a suo avviso, "non ha evitato che fosse pesantemente messa in discussione la dignità delle istituzioni che sono chiamato a rappresentare. Gli insulti, pure indirizzati a me, hanno colpito frontalmente il Parlamento, ovvero la casa istituzionale degli italiani".
ELETTI VICEPRESIDENTI E SEGRETARI DELLA COMMISSIONE DI VIGILANZA
Giorgio Lainati (Pdl) e Giorgio Merlo (Pd) sono stati eletti vicepresidenti della commissione di Vigilanza Rai riunita sotto la presidenza di Riccardo Villari. Lainati ha ottenuto 21 voti mentre 15 voti sono andati a Merlo ma anche Sergio Zavoli ha ottenuto un voto. In tutto 37 i presenti ed i voti complessivi, mentre risultano assenti lo stesso Zavoli, candidato alla presidenza della Vigilanza, e i due rappresentanti dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando e Francesco Pardi.
Luciano Sardelli (Mpa), con 20 voti e Enzo Carra (Pd), con 13, sono stati eletti segretari della Commissione di Vigilanza sulla Rai. Su un totale di 37 commissari votanti, hanno avuto anche un voto gli onorevoli D'Alia, Procacci e Beltrandi. Una la scheda bianca, nessuna scheda nulla.
Il senatore Riccardo Villari è stato espulso dal gruppo del Pd del Senato. Lo ha reso noto il presidente dei senatori del partito Anna Finocchiaro.
"Noi abbiamo fatto un'intesa con Palazzo Chigi su un nome di assoluto livello. Ora il problema non è mio ma in casa della destra, che se vuole lo risolverà". Così il leader del Pd Walter Veltroni. "Io e Pier Ferdinando Casini - afferma Veltroni alla presentazione del libro di Bruno Vespa - abbiamo fatto un'intesa con chi è alla guida della maggioranza e ora spetta alla maggioranza applicare l'accordo".
Berlusconi ribadisce l'ok a Sergio Zavoli, su cui si era trovata l'intesa tra Pdl e Pd, e chiede a Villari di dimettersi."Maggioranza e opposizione hanno condiviso e concordato la designazione del senatore Zavoli a presidente della commissione di Vigilanza. Il senatore Villari- prosegue il premier Berlusconi- può dirsi soddisfatto di avere in fondo contribuito a determinare queste condizioni e può quindi serenamente rassegnare le dimissioni convinto così di rendere un servizio alle istituzioni".
Intervengono con un appello anche il presidente della Camera Gianfranco Fini e il presidente del Senato Renato Schifani. "Faccio appello al senatore Villari - afferma Fini - perché sacrifichi le ragioni giuridiche che certamente ha, in quanto regolarmente eletto Presidente della Commissione di Vigilanza Rai, sull'altare della responsabilità politica". "La volontà di maggioranza e opposizione - prosegue - di convergere sul nome del senatore Zavoli deve indurre il senatore Villari a rassegnare le dimissioni per garantire piena funzionalità alla Commissione, dimostrando così di avere un rispetto per le istituzioni assai più apprezzabile di qualsivoglia valutazione meramente formale".
Il compito del neopresidente della commissione di vigilanza Rai Villari "si è positivamente concluso con l'eliminazione della situazione di stallo"; ora, dunque, deve dare seguito alla sua promessa di dimettersi in seguito al raggiungimento di un accordo tra maggioranza e opposizione su un nuovo nome, ha detto Schifani.
Villari chiede anche "alla politica dei partiti di fare un passo indietro", e precisa che, pur avendo "la massima stima e considerazione per il senatore Zavoli", si sente a sua volta "un esponente e un uomo del Partito Democratico, e sottolineo democratco, e per questo so che il valore delle istituzioni precede il peso delle segreterie". "Un errore di valutazione della situazione politica - ha spiegato Villari - ha ridotto nel pantano politico l'elezione del presidente della Vigilanza"; si tratta, a suo avviso, di "un danno grave per gli italiani".
Il presidente sottolinea che c'é stata, dopo lo stallo, una dichiarazione della maggioranza sul cambio di strategia: "Questa pubblica dichiarazione - sostiene - è stata sottovalutata e non contrastata con alcun efficace disegno politico, facendo sì che io fossi eletto presidente".
Villari sottolinea poi che dopo la sua elezione è iniziata "una lunga sequenza di pressioni, minacce e offese inaccettabili per chiunque e pericolose per un parlamentare che esercita il mandato affidato dal popolo", nonostante lui fosse stato eletto democraticamente.
"Le pressioni sono diventate sempre maggiori fino a raggiungere l'apice della conferenza stampa dell'onorevole Di Pietro che pubblicamente davanti a tutti i mezzi di comunicazione è passato alla diffamazione", spiega Villari. Per tutto questo, è rimasto "dignitosamente e in silenzio al
mio posto - dice ancora -; il profondo rispetto che nutro nei confronti delle istituzioni ha permesso lo sblocco della situazione e sono state messe le basi per il dialogo tra maggioranza e opposizione". Ma questo, a suo avviso, "non ha evitato che fosse pesantemente messa in discussione la dignità delle istituzioni che sono chiamato a rappresentare. Gli insulti, pure indirizzati a me, hanno colpito frontalmente il Parlamento, ovvero la casa istituzionale degli italiani".
ELETTI VICEPRESIDENTI E SEGRETARI DELLA COMMISSIONE DI VIGILANZA
Giorgio Lainati (Pdl) e Giorgio Merlo (Pd) sono stati eletti vicepresidenti della commissione di Vigilanza Rai riunita sotto la presidenza di Riccardo Villari. Lainati ha ottenuto 21 voti mentre 15 voti sono andati a Merlo ma anche Sergio Zavoli ha ottenuto un voto. In tutto 37 i presenti ed i voti complessivi, mentre risultano assenti lo stesso Zavoli, candidato alla presidenza della Vigilanza, e i due rappresentanti dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando e Francesco Pardi.
Luciano Sardelli (Mpa), con 20 voti e Enzo Carra (Pd), con 13, sono stati eletti segretari della Commissione di Vigilanza sulla Rai. Su un totale di 37 commissari votanti, hanno avuto anche un voto gli onorevoli D'Alia, Procacci e Beltrandi. Una la scheda bianca, nessuna scheda nulla.
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Citazione:
Ultima modifica di Redazione il 21 Nov 2008 14:13, modificato 1 volta in totale
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La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).




















