In questo forum, sarà ammesso solo il Parere e l' Operato di Professionisti seri che, come tali, siano riconosciuti.
Dagli stessi ci aspettiamo notizie chiare, serie e precise su un problema che purtroppo esiste aiutandoci quindi, tanto per cominciare, anche a smettere di volerlo ignorare a tutti i costi perché non sempre le brutte esperienze capitano solo agli altri:
“In Germania prima diedero la caccia ai comunisti, e io non protestai perché non ero comunista. Poi diedero la caccia agli ebrei, e io non protestai perché non ero ebreo. Poi fu la volta dei sindacalisti: non feci sentire la mia voce perché non ero sidacalista; e la volta dei cattolici, e io non alzai la mia voce perché non ero cattolico. Alla fine si accanirono su di me e in quel momento non c’era più nessuno a protestare” (Martin Niemoller)
Data la delicatezza e la serietà che dovrà avere questo forum, sarà INDISPENSABILE che chi vorrà contribuire e parteciparvi si registri con il suo nome e cognome esatto nonché qualifica ecc fornendo quindi tutti i dati necessari per farci sapere chi ci stà fornendo suoi pareri |
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 VIOLENZA DONNE, NON PIU' DEL 10% DA IMMIGRATI
Lunedì, 10 Dicembre 2007 - 16:10
ROMA - Non più del 10% degli stupri commessi in Italia sono attribuibili a stranieri. Lo stima, sfatando così un luogo comune al centro delle cronache soprattutto nelle ultime settimane, l'Istat che oggi ha aperto nella sua sede centrale il Global Forum sulle statistiche di genere.
Il 69% degli stupri nel nostro paese - ha sottolineato Linda Laura Sabbadini, direttore centrale dell'istituto di statistica - sono opera di partner, mariti o fidanzati; solo il 6% da estranei. Se anche considerassimo che di questi autori estranei il 50% sono immigrati, si arriverebbe al 3% degli stupri.
Ma non solo. Se ci aggiungessimo il 50% di dei conoscenti al massimo si arriverebbe al 10% del totale degli stupri ad opera di stranieri. "Ed invece - ha spiegato la ricercatrice - l' immagine è di stupri per le strade ad opera di immigrati. Non fare i conti con le statistiche esistenti nel paese può portare ad orientare in modo errato le priorità e il tipo di politiche". Inoltre, la maggioranza delle violenze più gravi subite dalle donne è domestica, "eppure l'immagine che esce dai media è molto diversa".
Ecco la necessità di condurre indagini con metodologie adeguate sulla violenza contro le donne. Il presidente dell'istituto, Luigi Biggeri, ha ricordato che l'Istat ha avviato, ed intende continuare, il processo di riforma delle statistiche ufficiali che tiene conto dei temi che riguardano il genere."Ma il nostro lavoro non si ferma qui: dovremo porre l'attenzione anche su altre tematiche come la discriminazione, terreno difficilissimo ma che ormai necessita di essere misurato in tutte le sue manifestazioni".
Bullismo, in forte aumento
ROMA - Bullismo in costante aumento in Italia negli ultimi anni: se nel 2005 gli adolescenti che dichiaravano di avere assistito a prepotenze erano il 65,8%, oggi sono il 72%.
Emerge dall'indagine sulle abitudini e gli stili di vita degli adolescenti condotta nel 2007 dalla Società italiana di pediatria, i cui risultati saranno presentati domani a Pavia, nel Policlinico San Matteo, nel convegno sulla società degli adolescenti.
Realizzata su un campione nazionale di 1.200 studenti della scuole media inferiori (fra 12 e 14 anni), l'indagine indica che hanno assistito a episodi di bullismo soprattutto i maschi (75,6%) e che il bullismo non è affatto una preprogativa maschile (59,2% degli intervistati, 69,1% di femmine). Il 70% (62% dei maschi) giudica negativamente un bullo, ma il 26,6% (32% dei maschi), se non subisce personalmente prepotenze, non ha nulla da eccepire sul comportamento del bullo. In generale il bullo è considerato un tipo in gamba. Tanto che si comporta così per essere ammirato dagli amici (82% dei maschi, 86% delle femmine), essere il leader del gruppo (77% e 81%), essere attraente (68,8% e 71,2%), non rischiare di essere una vittima (61%). Solo per il 45% il bullo si diverte alle spalle di qualcuno. Per il 79% è giusto denunciare a un adulto gli atti di bullismo, mentre per il 20,5% (26% dei maschi) chi lo fa è una spia.
Tuttavia se fossero loro a subire prepotenze, il 64% (74% dei maschi) non lo riferirebbe né a insegnanti né ai genitori; il 47,3% (60,4% dei maschi) si difenderebbe da solo, il 10% (5,4% dei maschi) informerebbe al massimo un amico e il 4,6% (5,7% dei maschi) subirebbe in silenzio le prepotenze se non dovessero essere eccessive.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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