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Lunedì, 28 Gennaio : 2008
Brescia: «I procedimenti per reati di violenza sessuale sono 425 e quelli in materia di pedofilia 203», ha detto Mario Sannite – presidente della corte d’appello di Brescia.
In forte crescita le denunce e le indagini. I dati sono allarmanti.
Il presidente della Corte d'Appello: allarme per il numero di abusi commessi su minori.
Diminuiscono i procedimenti per estorsione, per sequestro di persona, per furto, compresi quelli commessi da ignoti, ma non quelli legati ai reati in materia sessuale, come gli stupri e la pedofilia.
In procura aumentano i fascicoli,
sul territorio l'emergenza.
A puntare il dito sul tema anche il presidente della corte d’appello di Brescia, Mario Sannite, sabato al Palagiustizia, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.
«I procedimenti per reati di violenza sessuale sono 425 e quelli in materia di pedofilia 203 - ha detto l’alto magistrato -. Si conferma, quindi, una tendenziale crescita negli anni di tali categorie di reati, nell’ambito delle quali desta particolare allarme il numero dei casi di abusi sessuali commessi su minori».
DATI FORNITI dal presidente riguardano tutto il bacino della corte d’appello a cui fanno capo cinque tribunali, oltre Brescia, Bergamo Mantova Cremona e Crema.
Per capire l’incidenza nel territorio bresciano basta spulciare i dati della procura della Repubblica di Brescia.
I procedimenti per violenza sessuale nel
- 2005 sono stati 149,
- nel 2006 171,
- lo scorso anno 179.
I casi denunciati di pedofilia sono stati:
- 78 nel 2007, rispetto ai
- 77 del 2005 e i
- 67 del 2006.
In compenso resta abbastanza stazionario il fronte sulla violazione della legge Merlin, legata allo sfruttamento della prostituzione, anche minorile:
94 i procedimenti del 2007,
97 nel 2006, e
51 nel 2005.
È la conferma che il fenomeno riguarda complessivamente per lo più Brescia, se si esclude il fronte pedofilia che fa registrare il picco a Bergamo (87 fascicoli aperti mentre Mantova ne ha 42, Cremona 14, e Crema 1).
A far riappropriare Brescia del titolo in negativo uno scandalo che ha fatto tremare i vertici della chiesa lombarda: il vicario del seminario vescovile della città è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale ai danni di un ex alunno all’epoca neanche 14enne (sembra ripetuti palpeggiamenti) e per pedopornografia; sul suo computer sequestrato dagli agenti della Squadra Mobile un perito nominato dal pm Marcon ha ricostruito oltre 500 file cancellati.
A Natale un altro grave caso di pedofilia: uno straniero è stato arrestato in provincia per abusi su un 13enne disabile.
Il primato di Brescia per i reati di violenza sessuale (che in base alla nuova legge racchiude sotto lo stesso titolo lo stupro e la molestia) è seguito, invece, da Bergamo con 110, Mantova con 42, Cremona con 36 e Crema 22.
Carenze nell'organico indagine trasmessa al Csm
E’ stata trasmessa al Csm l’indagine sulla carenza di magistrati e di impiegati in forza al tribunale distrettuale di Brescia: mancano 40 togati e 195 dipendenti amministrativi.
I magistrati dovrebbero essere 101 e non 61, gli amministrativi 369 e non 174.
«Ciò crea una situazione di particolare difficoltà, rischiamo la paralisi»,
ha detto il presidente del tribunale Roberto Mazzoncini. In corte di appello, la situazione, è ancora più grave. Il personale amministrativo registra uno scoperto del 43 per cento. E i processi possono subire ritardi fino a 4 anni.
In forte crescita le denunce e le indagini. I dati sono allarmanti.
Violenza sessuale e pedofilia,
in città un’escalation di inchieste
in città un’escalation di inchieste
Il presidente della Corte d'Appello: allarme per il numero di abusi commessi su minori.
In procura aumentano i fascicoli,
sul territorio l'emergenza.
A puntare il dito sul tema anche il presidente della corte d’appello di Brescia, Mario Sannite, sabato al Palagiustizia, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.
«I procedimenti per reati di violenza sessuale sono 425 e quelli in materia di pedofilia 203 - ha detto l’alto magistrato -. Si conferma, quindi, una tendenziale crescita negli anni di tali categorie di reati, nell’ambito delle quali desta particolare allarme il numero dei casi di abusi sessuali commessi su minori».
DATI FORNITI dal presidente riguardano tutto il bacino della corte d’appello a cui fanno capo cinque tribunali, oltre Brescia, Bergamo Mantova Cremona e Crema.
Per capire l’incidenza nel territorio bresciano basta spulciare i dati della procura della Repubblica di Brescia.
I procedimenti per violenza sessuale nel
- 2005 sono stati 149,
- nel 2006 171,
- lo scorso anno 179.
I casi denunciati di pedofilia sono stati:
- 78 nel 2007, rispetto ai
- 77 del 2005 e i
- 67 del 2006.
In compenso resta abbastanza stazionario il fronte sulla violazione della legge Merlin, legata allo sfruttamento della prostituzione, anche minorile:
94 i procedimenti del 2007,
97 nel 2006, e
51 nel 2005.
È la conferma che il fenomeno riguarda complessivamente per lo più Brescia, se si esclude il fronte pedofilia che fa registrare il picco a Bergamo (87 fascicoli aperti mentre Mantova ne ha 42, Cremona 14, e Crema 1).
A far riappropriare Brescia del titolo in negativo uno scandalo che ha fatto tremare i vertici della chiesa lombarda: il vicario del seminario vescovile della città è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale ai danni di un ex alunno all’epoca neanche 14enne (sembra ripetuti palpeggiamenti) e per pedopornografia; sul suo computer sequestrato dagli agenti della Squadra Mobile un perito nominato dal pm Marcon ha ricostruito oltre 500 file cancellati.
A Natale un altro grave caso di pedofilia: uno straniero è stato arrestato in provincia per abusi su un 13enne disabile.
Il primato di Brescia per i reati di violenza sessuale (che in base alla nuova legge racchiude sotto lo stesso titolo lo stupro e la molestia) è seguito, invece, da Bergamo con 110, Mantova con 42, Cremona con 36 e Crema 22.
Carenze nell'organico indagine trasmessa al Csm
E’ stata trasmessa al Csm l’indagine sulla carenza di magistrati e di impiegati in forza al tribunale distrettuale di Brescia: mancano 40 togati e 195 dipendenti amministrativi.
I magistrati dovrebbero essere 101 e non 61, gli amministrativi 369 e non 174.
«Ciò crea una situazione di particolare difficoltà, rischiamo la paralisi»,
ha detto il presidente del tribunale Roberto Mazzoncini. In corte di appello, la situazione, è ancora più grave. Il personale amministrativo registra uno scoperto del 43 per cento. E i processi possono subire ritardi fino a 4 anni.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).

















