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Lunedì, 1 Dicembre : 2008 red. QuiBrescia
Vivicentro:
"luminarie cimiteriali"
"luminarie cimiteriali"
Stanislao Barretta dell'associazione vivicentro si dice "deluso e amareggiato" per non aver potuto "nemmeno avere il 'conforto' di un centro caldo e accattivante, comunque piacevole da vedersi e 'vivere' " dopo "l'amarezza per le spese fatte con soldi nostri sempre e solo per soddisfare le pretese (anzi, prepotenze) dei soliti figli di un dio maggiore" ovvero "i commercianti del centro storico", anzi solo quelli del "centro del centro" mentre gli altri sono destinati "al ruolo di parcheggifico per i colleghi del centro".
Barretta sostiene che "normalmente ciò che vedo e ciò che 'sento' non mi soddisfa affatto [...] quella è solo delusione, magari anche rabbia, ma mai, e dico mai, avevo provato un senso di 'freddo', quasi 'cimiteriale', come in questi giorni da quando hanno acceso, in pompa magna, le cosiddette luminarie in centro. Mi viene, vi confesso, quasi ansia a girare sotto quella luce fredda, spettrale, cimiteriale insomma, ed allora il mio animo, anziché aprirsi ad attimi di calda gioia, viene sopraffatto da un senso quasi d'ansia. Sicuramente va in depressione".
Sono diverse le considerazioni di Barretta sulle luminarie: "è mai possibile adottare dei led (perché tali ritengo che siano e quindi: luce fredda per definizione) al posto delle classiche 'lampade' per realizzare le luminarie installate in centro e adiacenze? Con quale criterio (o "qui prodest"?) è stata fatta una scelta così sciagurata che aggiunge la beffa al danno di chi vede i propri soldi spesi sempre e solo per i soliti noti?"
Barretta non accetta che l'amministrazione risponda sostenendo che "i led consumano meno" e che quindi ci sia un fine di risparmio ambientale ed economico "perché sarebbe, chiaramente, una presa in giro proveniente, come precisato, da un'amministrazione che, sul lato ambientale, sta correndo allegramente verso la cronicizzazione dell'inquinamento aprendo ogni buco della città al traffico più indiscriminato con trasformazione finanche di piazze monumentali in parcheggi (Piazza Paolo VI, Piazza del Foro e così, amenamente, a seguire)" e sul lato economico "quale maggior risparmio avrebbe potuto fare la Loggia per conto ed in nome di tutti noi non accollandosi, di sua sponte, l'onere non indifferente di una illuminazione divenuta ora indecente anche per come è stata realizzata".
La polemica di Vivicentro continua chiedendosi "quanto speso per quest'obbrobrio: 50, 60, 80mila euro o anche più? e, in parallelo, quanto si sarebbe potuto dare/ fare, ad esempio, a favore di indicenti e altre genti che per Natale morirà per le strade, o anche in casa, nel freddo totale: ambientale, affettivo, sociale?" Il pericolo, secondo Barretta, è che "così continuando si perderà sempre più, oltre alla salute ed al territorio - nonché la pace e la tranquillità di vivere in casa propria - finanche quell'animo bresciano, chiuso, a tratti anche freddo ma pur sempre però 'umano', che ebbi a trovare quando qui giunsi dalla mia Napoli nell'ormai lontano 1965. Ora non percepisco altro che il prevalere di quell'animo sempre più becero del 'dagli addosso al diverso' che si sta facendo strada oggi ovunque e che qui a Brescia ha degli ottimi giardinieri e seminatori mentre altrove invece, città e cittadini tutti (Lampedusa), si lanciano a capofitto in vere tormente - affrontando un mare in burrasca che tiene all'ancora anche le imbarcazioni della nostra gloriosa marina (e da marittimo cara mi costa questa osservazione) - per andare a salvare centinaia e centinaia di quelle persone che da Bossi a Fini, da Rolfi a Labolani, vorrebbero prendere a cannonate e che la brescianissima Gelmini vorrebbe in percorsi ghettizzanti".
Barretta pensa che "quella che, non tanto tempo fa, era definita, con giusto orgoglio, 'la Leonessa d'Italia' oggi 'appare' non essere più in grado di lanciare nemmeno un tenue miagolio e, se lo fa, lo fa unicamente quando e se gli pestano il suo pregiato piedino. Che delusione e quanta amarezza in tutto ciò".
In conclusione, Barretta chiede ai cittadini bresciani (che come sempre possono anche commentare questa notizia su quiBrescia.it) quanto sia "apprezzata l'atmosfera creata dall'illuminazione che 'dovrebbe' rallegrare i nostri cuori (ed invogliare alle spese in centro secondo gli amici degli amici). Il mio voto già lo conoscete. Zero, zero ... ed il vostro?"
Barretta sostiene che "normalmente ciò che vedo e ciò che 'sento' non mi soddisfa affatto [...] quella è solo delusione, magari anche rabbia, ma mai, e dico mai, avevo provato un senso di 'freddo', quasi 'cimiteriale', come in questi giorni da quando hanno acceso, in pompa magna, le cosiddette luminarie in centro. Mi viene, vi confesso, quasi ansia a girare sotto quella luce fredda, spettrale, cimiteriale insomma, ed allora il mio animo, anziché aprirsi ad attimi di calda gioia, viene sopraffatto da un senso quasi d'ansia. Sicuramente va in depressione".
Sono diverse le considerazioni di Barretta sulle luminarie: "è mai possibile adottare dei led (perché tali ritengo che siano e quindi: luce fredda per definizione) al posto delle classiche 'lampade' per realizzare le luminarie installate in centro e adiacenze? Con quale criterio (o "qui prodest"?) è stata fatta una scelta così sciagurata che aggiunge la beffa al danno di chi vede i propri soldi spesi sempre e solo per i soliti noti?"
Barretta non accetta che l'amministrazione risponda sostenendo che "i led consumano meno" e che quindi ci sia un fine di risparmio ambientale ed economico "perché sarebbe, chiaramente, una presa in giro proveniente, come precisato, da un'amministrazione che, sul lato ambientale, sta correndo allegramente verso la cronicizzazione dell'inquinamento aprendo ogni buco della città al traffico più indiscriminato con trasformazione finanche di piazze monumentali in parcheggi (Piazza Paolo VI, Piazza del Foro e così, amenamente, a seguire)" e sul lato economico "quale maggior risparmio avrebbe potuto fare la Loggia per conto ed in nome di tutti noi non accollandosi, di sua sponte, l'onere non indifferente di una illuminazione divenuta ora indecente anche per come è stata realizzata".
La polemica di Vivicentro continua chiedendosi "quanto speso per quest'obbrobrio: 50, 60, 80mila euro o anche più? e, in parallelo, quanto si sarebbe potuto dare/ fare, ad esempio, a favore di indicenti e altre genti che per Natale morirà per le strade, o anche in casa, nel freddo totale: ambientale, affettivo, sociale?" Il pericolo, secondo Barretta, è che "così continuando si perderà sempre più, oltre alla salute ed al territorio - nonché la pace e la tranquillità di vivere in casa propria - finanche quell'animo bresciano, chiuso, a tratti anche freddo ma pur sempre però 'umano', che ebbi a trovare quando qui giunsi dalla mia Napoli nell'ormai lontano 1965. Ora non percepisco altro che il prevalere di quell'animo sempre più becero del 'dagli addosso al diverso' che si sta facendo strada oggi ovunque e che qui a Brescia ha degli ottimi giardinieri e seminatori mentre altrove invece, città e cittadini tutti (Lampedusa), si lanciano a capofitto in vere tormente - affrontando un mare in burrasca che tiene all'ancora anche le imbarcazioni della nostra gloriosa marina (e da marittimo cara mi costa questa osservazione) - per andare a salvare centinaia e centinaia di quelle persone che da Bossi a Fini, da Rolfi a Labolani, vorrebbero prendere a cannonate e che la brescianissima Gelmini vorrebbe in percorsi ghettizzanti".
Barretta pensa che "quella che, non tanto tempo fa, era definita, con giusto orgoglio, 'la Leonessa d'Italia' oggi 'appare' non essere più in grado di lanciare nemmeno un tenue miagolio e, se lo fa, lo fa unicamente quando e se gli pestano il suo pregiato piedino. Che delusione e quanta amarezza in tutto ciò".
In conclusione, Barretta chiede ai cittadini bresciani (che come sempre possono anche commentare questa notizia su quiBrescia.it) quanto sia "apprezzata l'atmosfera creata dall'illuminazione che 'dovrebbe' rallegrare i nostri cuori (ed invogliare alle spese in centro secondo gli amici degli amici). Il mio voto già lo conoscete. Zero, zero ... ed il vostro?"
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).


















