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Domenica, 30 Novembre : 2008
Volare basso pensare alto
Tutte le volte che parlava di scudetto, il destino lo inceneriva. Per questo, Ranieri ha cambiato tattica. Volare basso, pensare alto. Quando fecero la domanda a Deschamps, Didier rispose: «Utopia». Qualcuno sbuffò. Il francese tolse il disturbo. Avrebbe gradito pochi rinforzi ma ottimi, non molti ma genericamente buoni. Questione di gusti. Ranieri è sempre lì, in trincea, ieri contro Inter e Roma, oggi contro Inter, Milan «and friends».
Due partite senza gol - la sconfitta di San Siro, il pari di San Pietroburgo - avevano rilanciato il problema dell’attacco, orfano della mira di Trezeguet. La Reggina, da parte sua, aveva vinto a Udine e battuto l’Atalanta: una squadra sul tetto che scotta, sì, ma viva. Pioggia e neve si sono incaricate di rendere «antico» il quadro. Camoranesi, Amauri, Chiellini e Del Piero, su rigore propiziato da un tuffo di Giovinco, hanno ricucito lo strappo: 4-0 come la stagione scorsa. Amauri ha segnato alla Trezeguet, raccogliendo una palla dalla spazzatura dell’area. Sette gol, tutti su azione. Come Diego Milito, senza penalty. Eppure a un congruo partito di tifosi il brasiliano non piace. «Calcio, mistero senza fine bello», scriveva Brera. Altro che.
L’Inter segna poco in casa, il Milan fatica molto in trasferta. Napoli e Palermo diranno se e quanto Mourinho e Ancelotti debbano preoccuparsi, se e quanto si tratti di un banale capriccio statistico o non già di una infìda tendenza. Di sicuro, cantano vittoria le società italiane e inglesi. A Biarritz è stata bocciata la mozione francese, spinta da Sarkozy e benedetta da Platini: suggeriva una «polizia» sovrannazionale per tenere d’occhio i bilanci dei club, passaggio obbligato verso la superlicenza Uefa. Dal sottosegretario Crimi a Matarrese, da Foti a Zamparini, tutti hanno fatto la ola. Pericolo scampato. Bastano e avanzano i nostri controlli, vergini di servo encomio e di codardo depistaggio. Traduzione: ragazzi, scusate il disturbo; continuate pure a indebitarvi.
Due partite senza gol - la sconfitta di San Siro, il pari di San Pietroburgo - avevano rilanciato il problema dell’attacco, orfano della mira di Trezeguet. La Reggina, da parte sua, aveva vinto a Udine e battuto l’Atalanta: una squadra sul tetto che scotta, sì, ma viva. Pioggia e neve si sono incaricate di rendere «antico» il quadro. Camoranesi, Amauri, Chiellini e Del Piero, su rigore propiziato da un tuffo di Giovinco, hanno ricucito lo strappo: 4-0 come la stagione scorsa. Amauri ha segnato alla Trezeguet, raccogliendo una palla dalla spazzatura dell’area. Sette gol, tutti su azione. Come Diego Milito, senza penalty. Eppure a un congruo partito di tifosi il brasiliano non piace. «Calcio, mistero senza fine bello», scriveva Brera. Altro che.
L’Inter segna poco in casa, il Milan fatica molto in trasferta. Napoli e Palermo diranno se e quanto Mourinho e Ancelotti debbano preoccuparsi, se e quanto si tratti di un banale capriccio statistico o non già di una infìda tendenza. Di sicuro, cantano vittoria le società italiane e inglesi. A Biarritz è stata bocciata la mozione francese, spinta da Sarkozy e benedetta da Platini: suggeriva una «polizia» sovrannazionale per tenere d’occhio i bilanci dei club, passaggio obbligato verso la superlicenza Uefa. Dal sottosegretario Crimi a Matarrese, da Foti a Zamparini, tutti hanno fatto la ola. Pericolo scampato. Bastano e avanzano i nostri controlli, vergini di servo encomio e di codardo depistaggio. Traduzione: ragazzi, scusate il disturbo; continuate pure a indebitarvi.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















