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Venerdì, 10 Ottobre : 2008
TOKYO - Borsa di Tokyo in caduta libera, con l'indice Nikkei che perde oltre il 10%.
Dopo i primi scambi di giornata il Nikkei ha perso il 10,87% (-995,60 punti, a 8.161,89). E' la prima volta dal 2003 che il Nikkei scende sotto quota 9.000 punti.
MILANO -E' l'ennesima giornata di schizofrenia, con i listini di tutti i Continenti che corrono e poi, a fine seduta, anche per l'effetto panico, cambiano direzione e chiudono in terreno negativo. Le Borse mondiali, dopo tre giorni nerissimi, prima tentano il recupero, poi limano i guadagni e il tentativo di rimbalzo, a più riprese cercato dalle piazze europee nel corso della giornata, fallisce così: con altri 100 miliardi di capitalizzazione bruciati e ribassi compresi tra l'1 e il 4 per cento.
A dare fiducia ai mercati non bastano, quindi, né il taglio coordinato di mezzo punto dei tassi di interesse da parte delle banche centrali, né le iniezioni di sostegno che i singoli Paesi stanno effettuando sul proprio sistema creditizio. E' sufficiente invece un'inversione di tendenza di Wall Street (ora il Dow Jones -1,16% e il Nasdaq -0,05%) per trascinare in negativo i listini del Vecchio Continente. In mattinata l'andamento delle borse asiatiche, seppure senza una direzione precisa, aveva consentito ai mercati europei di guardare alla giornata con un occhio meno pessimista.
E' stato letto positivamente l'intervento delle banche centrali di Corea e Taiwan, dopo Cina e Hong Kong, di riduzione di un quarto di punto il costo del denaro, mentre la Banca centrale giapponese ha pompato 20 miliardi di dollari di liquidità nel sistema. Il clima però resta pesante. La stessa Banca centrale Europea, nel bollettino mensile di ottobre, afferma che "é probabile che le recenti pressioni sul sistema bancario statunitense e le turbolenze finanziarie ad esse connesse si ripercuotano sull'economia mondiale", e l'incertezza ha raggiunto un livello "straordinariamente elevato", tanto da rendere "difficile una valutazione dele prospettive economiche di breve-medio termine".
E da Oltreoceano, dove la crisi finanziaria in atto sarà al centro del G7 e del G20 che si terranno a Washington fra venerdì e sabato prossimi, Domenique Strauss-Kahn è ancora più chiaro. Per il direttore generale del Fmi, "la situazione é seria, siamo sull'orlo di una recessione globale. Molti Paesi avanzati sono fermi a crescita zero". E ancora più duro è l'allarme lanciato dal presidente della Banca Mondiale Robert Zoellik: "la crisi finanziaria in atto - dice - farà salire il numero di persone che soffrono di malnutrizione di 44 milioni di unità".
Sul fronte azionario, dopo giorni sull'ottovolante, in recupero le banche (-0,75% l'indice di settore), con l'inglese Hbos (+31,20%) e la francese Dexia (+16,43%) che guidano l'onda dei rialzi. Pesa, invece, sui listini il comparto delle utility (Dj Stoxx di settore -7,95%), con E.on che a Francoforte lascia sul terreno oltre il 10%. In forte ribasso anche Gaz de France (-13,08%), Edf (-10,48%) e Iberdrola (-8,56%)
Dopo i primi scambi di giornata il Nikkei ha perso il 10,87% (-995,60 punti, a 8.161,89). E' la prima volta dal 2003 che il Nikkei scende sotto quota 9.000 punti.
MILANO -E' l'ennesima giornata di schizofrenia, con i listini di tutti i Continenti che corrono e poi, a fine seduta, anche per l'effetto panico, cambiano direzione e chiudono in terreno negativo. Le Borse mondiali, dopo tre giorni nerissimi, prima tentano il recupero, poi limano i guadagni e il tentativo di rimbalzo, a più riprese cercato dalle piazze europee nel corso della giornata, fallisce così: con altri 100 miliardi di capitalizzazione bruciati e ribassi compresi tra l'1 e il 4 per cento.
A dare fiducia ai mercati non bastano, quindi, né il taglio coordinato di mezzo punto dei tassi di interesse da parte delle banche centrali, né le iniezioni di sostegno che i singoli Paesi stanno effettuando sul proprio sistema creditizio. E' sufficiente invece un'inversione di tendenza di Wall Street (ora il Dow Jones -1,16% e il Nasdaq -0,05%) per trascinare in negativo i listini del Vecchio Continente. In mattinata l'andamento delle borse asiatiche, seppure senza una direzione precisa, aveva consentito ai mercati europei di guardare alla giornata con un occhio meno pessimista.
E' stato letto positivamente l'intervento delle banche centrali di Corea e Taiwan, dopo Cina e Hong Kong, di riduzione di un quarto di punto il costo del denaro, mentre la Banca centrale giapponese ha pompato 20 miliardi di dollari di liquidità nel sistema. Il clima però resta pesante. La stessa Banca centrale Europea, nel bollettino mensile di ottobre, afferma che "é probabile che le recenti pressioni sul sistema bancario statunitense e le turbolenze finanziarie ad esse connesse si ripercuotano sull'economia mondiale", e l'incertezza ha raggiunto un livello "straordinariamente elevato", tanto da rendere "difficile una valutazione dele prospettive economiche di breve-medio termine".
E da Oltreoceano, dove la crisi finanziaria in atto sarà al centro del G7 e del G20 che si terranno a Washington fra venerdì e sabato prossimi, Domenique Strauss-Kahn è ancora più chiaro. Per il direttore generale del Fmi, "la situazione é seria, siamo sull'orlo di una recessione globale. Molti Paesi avanzati sono fermi a crescita zero". E ancora più duro è l'allarme lanciato dal presidente della Banca Mondiale Robert Zoellik: "la crisi finanziaria in atto - dice - farà salire il numero di persone che soffrono di malnutrizione di 44 milioni di unità".
Sul fronte azionario, dopo giorni sull'ottovolante, in recupero le banche (-0,75% l'indice di settore), con l'inglese Hbos (+31,20%) e la francese Dexia (+16,43%) che guidano l'onda dei rialzi. Pesa, invece, sui listini il comparto delle utility (Dj Stoxx di settore -7,95%), con E.on che a Francoforte lascia sul terreno oltre il 10%. In forte ribasso anche Gaz de France (-13,08%), Edf (-10,48%) e Iberdrola (-8,56%)
Ultima modifica di Redazione il 10 Ott 2008 12:20, modificato 1 volta in totale
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