WELFARE, ACCORDO GOVERNO-SINDACATI SU NODO PREVIDENZA
ROMA - E' stato raggiunto a Palazzo Chigi un accordo tra il governo e le rappresentanze sindacali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl sulla trasposizione delle norme previdenziali dell'accordo del 23 luglio nel ddl sul Welfare. E' quanto annunciano fonti sindacali. E' ancora da concludere invece la trattativa in corso per la trasposizione delle norme che riguardano il mercato del lavoro.
TORNANO FINESTRE, ACCORDO SU 60% PENSIONI GIOVANI
Tornano le quattro finestre di uscita per le pensioni di anzianità, per chi ha maturato i 40 anni di contribuzione, e di vecchiaia. Per entrambe le categorie le uscite sono assicurate almeno fino al 2011, quando verrà riesaminata la questione. Lo prevede l'intesa raggiunta questa mattina dal governo con i sindacati per la trasposizione nel ddl sul welfare dell'accordo del 23 luglio. Un'intesa è stata raggiunta anche per la parte relativa all'obiettivo di mantenere almeno il 60% della retribuzione per le future pensioni dei giovani. Le parti hanno deciso di trascrivere anche nel dispositivo legislativo la disposizione così come prevista dall'accordo di luglio. Sulle altre due questioni, relative ai lavori usuranti e all'aumento dei contributi dello 0,9%, l'accordo era già stato raggiunto ieri sera con l'eliminazione del tetto di 5mila uscite e, per quanto riguarda i contributi, con l'indicazione che l'eventuale aumento sarà deciso solo se non si otterranno risparmi dal riordino degli enti previdenziali. "Ora ci aspettiamo che il governo avvii la procedura parlamentare per l'approvazione del testo sulla base di quanto abbiamo concordato", ha detto il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti.
BERTINOTTI: CDM? E' PARLAMENTO SOVRANO PER MODIFICHE
ROMA - "Il Consiglio dei ministri è difficilmente sede di modificazioni di un accordo pattuito tra governo e parti sociali e sottoposto alla consultazione dei lavoratori", mentre "il Parlamento è sovrano nell'apportare tutte quelle modifiche che ritiene opportune". Lo ha detto il presidente della Camera Fausto Bertinotti conversando a Montecitorio con i giornalisti.
Per il presidente della Camera "tutto quello che riguarda il Consiglio dei ministri tocca la sua autonomia" e per varare il provvedimento sul welfare "possono fare una riunione come cento" purché "le decisioni arrivino in tempo utile al Parlamento e con la documentazione necessaria". Bertinotti non si è sbilanciato su una valutazione dei contenuti dell'accordo ma ha osservato che "nella logica costituzionale, visto che la concertazione fa parte della costituzione materiale, quando c'é un accordo tra le parti sociali, poi confermato da un referendum tra i lavoratori, è ragionevole che il Consiglio dei ministri si attenga a quell'accordo". Mentre "il Parlamento ha completa sovranità nel decidere modifiche anche tenendo conto di tutti gli orientamenti, sebbene minoritari, presenti nel Paese". Infine, commentando il corteo del 20 ottobre sul welfare Bertinotti ha ribadito che "tutto quello che accade nel Paese in termini di partecipazione influenza i processi decisionali".
12:03
Testo riforme alla Camera, Fini: Cdl si astiene
ROMA - La Cdl si asterrà sul testo di riforma costituzionale ancora all'esame della prima commissione della Camera. Lo ha detto il leader di An Gianfranco Fini al termine del vertice dei capigruppo dell'opposizione che si è tenuto nella sala del governo a Montecitorio.
TORNANO FINESTRE, ACCORDO SU 60% PENSIONI GIOVANI
Tornano le quattro finestre di uscita per le pensioni di anzianità, per chi ha maturato i 40 anni di contribuzione, e di vecchiaia. Per entrambe le categorie le uscite sono assicurate almeno fino al 2011, quando verrà riesaminata la questione. Lo prevede l'intesa raggiunta questa mattina dal governo con i sindacati per la trasposizione nel ddl sul welfare dell'accordo del 23 luglio. Un'intesa è stata raggiunta anche per la parte relativa all'obiettivo di mantenere almeno il 60% della retribuzione per le future pensioni dei giovani. Le parti hanno deciso di trascrivere anche nel dispositivo legislativo la disposizione così come prevista dall'accordo di luglio. Sulle altre due questioni, relative ai lavori usuranti e all'aumento dei contributi dello 0,9%, l'accordo era già stato raggiunto ieri sera con l'eliminazione del tetto di 5mila uscite e, per quanto riguarda i contributi, con l'indicazione che l'eventuale aumento sarà deciso solo se non si otterranno risparmi dal riordino degli enti previdenziali. "Ora ci aspettiamo che il governo avvii la procedura parlamentare per l'approvazione del testo sulla base di quanto abbiamo concordato", ha detto il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti.
BERTINOTTI: CDM? E' PARLAMENTO SOVRANO PER MODIFICHE
ROMA - "Il Consiglio dei ministri è difficilmente sede di modificazioni di un accordo pattuito tra governo e parti sociali e sottoposto alla consultazione dei lavoratori", mentre "il Parlamento è sovrano nell'apportare tutte quelle modifiche che ritiene opportune". Lo ha detto il presidente della Camera Fausto Bertinotti conversando a Montecitorio con i giornalisti.
Per il presidente della Camera "tutto quello che riguarda il Consiglio dei ministri tocca la sua autonomia" e per varare il provvedimento sul welfare "possono fare una riunione come cento" purché "le decisioni arrivino in tempo utile al Parlamento e con la documentazione necessaria". Bertinotti non si è sbilanciato su una valutazione dei contenuti dell'accordo ma ha osservato che "nella logica costituzionale, visto che la concertazione fa parte della costituzione materiale, quando c'é un accordo tra le parti sociali, poi confermato da un referendum tra i lavoratori, è ragionevole che il Consiglio dei ministri si attenga a quell'accordo". Mentre "il Parlamento ha completa sovranità nel decidere modifiche anche tenendo conto di tutti gli orientamenti, sebbene minoritari, presenti nel Paese". Infine, commentando il corteo del 20 ottobre sul welfare Bertinotti ha ribadito che "tutto quello che accade nel Paese in termini di partecipazione influenza i processi decisionali".
12:03
Testo riforme alla Camera, Fini: Cdl si astiene
ROMA - La Cdl si asterrà sul testo di riforma costituzionale ancora all'esame della prima commissione della Camera. Lo ha detto il leader di An Gianfranco Fini al termine del vertice dei capigruppo dell'opposizione che si è tenuto nella sala del governo a Montecitorio.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















