WELFARE, GOVERNO OTTIENE LA FIDUCIA
Il governo ha incassato la fiducia sul welfare con 162 si'. I senatori a vita presenti al momento del voto erano 5 e hanno votato tutti si'. Un solo voto contrario, quello del senatore ex Prc Franco Turigliatto. La Cdl e' rimasta in Aula ma non ha partecipato al voto. Il leghista Roberto Calderoli si e' invece astenuto.
CINQUE SENATORI A VITA HANNO VOTATO SI' - I cinque senatori a vita Emilio Colombo, Rita Levi Montalcini, Giulio Andreotti, Oscar Luigi Scalfaro e Francesco Cossiga hanno votato sì alla fiducia sul provvedimento che recepisce il protocollo del welfare. Assenti gli altri due senatori a vita, Carlo Azeglio Ciampi e Sergio Pininfarina.
CINQUE SENATORI A VITA HANNO VOTATO SI' - I cinque senatori a vita Emilio Colombo, Rita Levi Montalcini, Giulio Andreotti, Oscar Luigi Scalfaro e Francesco Cossiga hanno votato sì alla fiducia sul provvedimento che recepisce il protocollo del welfare. Assenti gli altri due senatori a vita, Carlo Azeglio Ciampi e Sergio Pininfarina.
La Stampa ha scritto:Finanziaria e Welfare, doppio sì
del Senato alla fiducia al governo
FLAVIA AMABILE
Decisivi i senatori a vita sull'ultima fiducia alla manovra. Passa anche il protocollo sul lavoro.
L'opposizione non partecipa al voto per protesta
ROMA - Il governo incassa in Senato il via libera alla Finanziaria e al Welfare. La manovra è stata approvata con 162 sì e 153 no. Approvato anche il disegno di legge di bilancio con 163 voti favorevoli e 154 contrari, mentre in precedenza si era completato il voto di fiducia con l'approvazione del terzo articolo (163 voti a favore contro 157, decisivi i senatori a vita).
In serata il governo incassa anche la fiducia del Senato sul ddl welfare con 162 sì e un contrario. La Cdl non ha partecipato al voto. L’unico no al provvedimento è quindi quello dell’ex Prc Franco Turigliatto. A favore del governo hanno votato anche cinque senatori a vita: Cossiga, Montalcini, Scalfaro, Colombo e Andreotti. Il senatore della Lega Roberto Calderoli si è invece astenuto. È la quarta fiducia incassata dal governo a palazzo Madama in due giorni.
Il premier: «Legge elettorale e salari medio-bassi priorità del 2008»
Intanto il premier Prodi si dice certo che il vertice dell’Unione di gennaio servirà ad «imbullonare» la maggioranza. Le priorità del 2008 sono «la legge elettorale ed i salari medio-bassi» Rimane da varare entro la fine dell’anno un nuovo decreto legge per la sicurezza dopo avere lasciato il testo di novembre al suo destino. Le modifiche introdotte al Senato sull’omofobia hanno indotto l’esecutivo a lasciar decadere il provvedimento varato dopo la morte di Giovanna Reggiani a Tor di Quinto. Prodi è parso molto soddisfatto in sala stampa a Palazzo Chigi. Sulla giacca la coccarda rosso-nero-bianca che simboleggia il successo italiano all’Onu per la moratoria della pena di morte.
Eccellenti anche i dati sull’export
Nei primi nove mesi del 2007 l’Italia sale dal nono al settimo posto per quanto riguarda le quote di esportazione nel mondo, scavalcando Gran Bretagna e Canada. La bilancia commerciale nel periodo gennaio-settembre 2007 segna un passivo di 7,8 miliardi contro i 18,7 miliardi dello stesso periodo del 2006. «Un risultato eccezionale - commenta Prodi - se consideriamo che importiamo energia per 50 miliardi».
Il premier: termineremo la legislatura
Prodi elogia il nostro sistema di piccole e medie imprese. «Gli altri Paesi - dice Prodi - quando vanno all’estero si muovono con 10 imprese. Io quando vado all’estero mi muovo con 400 imprenditori. Questa è una fortuna». Le esportazioni sono cresciute al di sopra della media Ue verso paesi del Golfo, India, Russia e Turchia. La crescita delle esportazioni è stata inferiore alla media Ue verso la Cina. Complessivamente nei primi 9 mesi del 2007 l’Italia ha esportato 27,4 miliardi di merce in più rispetto all’analogo periodo del 2006. Prodi ringrazia esplicitamente il ministro Bonino per questi 19 mesi di lavoro. «Ce ne vorrebbero altrettanti» afferma Bonino. Prodi la corregge: «Altri 19 mesi non bastano. Serve un Governo che duri tutti i 60 mesi della legislatura».
Ieri lo strappo nell'Unione
Ieri, ancora decisivi i senatori a vita, c'è stato l'ennesimo strappo all'interno dell'Unione. Fisichella si è allontanato dalla maggioranza, motivando la sua preferenza come «espediente tecnico per evitare l’esercizio provvisorio. Ma la fiducia politica con il Governo in carica si è esaurita, senza possibilità di recupero». Segnali negativi anche dai diniani, delusi dal provvedimento e da Franco Turigliatto, che continua la sua opposizione "da sinistra".
Mastella: non ci sono più i numeri al Senato
Il centrodestra mette il dito nella piaga. Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi si augura che Fisichella sia solo il primo di un’avanguardia di senatori che prendono le distanze dal governo, e il capogruppo di An a palazzo Madama Altero Matteoli sottolinea che Prodi «è già virtualmente caduto». Anche Mastella vede il capolinea: «Fisichella e Dini esprimono "angosce esistenziali" che non sono più componibili politicamente - sottolinea il leader dell’Udeur - e rischiamo di fare un vertice a gennaio dove invece che rilanciare la coalizione possiamo solo prendere atto che non ci sono più i numeri al Senato».
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- Addio scalone, lotta a precariato, le altre novita'
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















