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Welfare, Prodi ottimista su referendum e Prc
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Welfare, Prodi ottimista su referendum e Prc


lunedì, 1 ottobre 2007
 
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ROMA (Reuters) - Il presidente del Consiglio Romano Prodi è fiducioso che i lavoratori diano il via libera al protocollo sul Welfare in occasione del referendum dell'8, 9 e 10 ottobre, e non vede motivi di rottura con Rifondazione su pensioni e mercato del lavoro.

Prodi aggiunge che sarà suo compito trovare la composizione fra i vari partiti, non solo con l'ala sinistra della coalizione, ma anche con il nuovo movimento liberaldemocratico di Lamberto Dini.

Mentre Prodi cerca la mediazione, il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, chiude la porta a qualsiasi revisione del protocollo.

"Non vedo motivi di rottura. [...] Troverò la composizione fra i vari partiti", ha detto Prodi in una intervista a SkyTg24.

A chi gli chiedeva cosa si aspetti dal referendum indetto da Cgil, Cisl e Uil a sostegno del protocollo, ma osteggiato da Fiom e sinistra radicale, il premier ha detto: "Mi aspetto che i lavoratori votino [al referendum] liberamente. Mi auguro che si rendano conto che si tratta di un protocollo attento ai diritti dei deboli e a mio parere di avanzamento del Paese".

Alla domanda se sia preoccupato per la posizione del Prc sul protocollo, dopo che ieri il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, ha detto che la partita è aperta, Prodi ha mostrato fiducia: "Tutte le volte sembra che debba andare male, ma alla fine va bene. Credo che anche questa volta si metterà bene".

Sul malcontento dei moderati, Prodi ha egualmente rassicurato affermando: "Con Lamberto Dini mi sono visto in questi giorni e abbiamo discusso di molti temi. Mi ha riaffermato in modo solenne che il suo posizionamento all'interno del centrosinistra non è in dubbio".

Rifondazione, insieme con Pdci, Verdi e Sinistra democratica è riuscita a strappare al governo l'inserimento del protocollo sul Welfare in un collegato da approvare il 12 ottobre piuttosto che nel ddl Finanziaria, e preme per modifiche al testo in particolare sul mercato del lavoro. Si tratterebbe comunque di un collegato di sessione che pertanto deve essere varato entro fine anno con la Finanziaria.

Particolamente invise alla sinistra sono le norme sui contratti a termine, per i quali è prevista la possibilità di proroga oltre i 36 mesi, e la mancata abolizione dello staff leasing.

A tal scopo i quattro partiti della Cosa rossa, pur non prevedendo una vittoria dei no al referendum, puntano a una percentuale di dissenso sufficientemente ampia da poter strappare qualche concessione nel passaggio parlamentare del disegno di legge. E' prevista poi per il 20 ottobre una manifestazione per fare pressione sul governo a rispettare il programma su lavoro e pensioni.

D'altro canto Dini, che controlla tre decisivi voti per la maggioranza al Senato, conferma che il collegato di sessione che recepirà il protocollo sul Welfare non dovrà cambiare la sostanza del provvedimento.

"Sul Welfare, Prodi ha detto che il collegato conterrà il protocollo senza variazioni. Ci atteniamo a quanto da lui dichiarato ed appoggiamo questa sua volontà", ha detto Dini oggi rispondendo ad una domanda dei cronisti.

Sulla possibilità di modificare in Parlamento il ddl sul Welfare come richiesto dalla sinistra radicale, ha aggiunto: "Vi possono essere delle modifiche che sono solo cipria. Il collegato recepirà il protocollo: mi pare che quella direzione vada mantenuta".

Tranciante Montezemolo: "Nessuno", ha infatti risposto ai cronisti che gli chiedevano se ci fosse qualche margine per accogliere le modifiche dalla sinistra radicale.

Sulle sorti del protocollo sul Welfare sono intervenuti oggi anche i sindacati. Il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, secondo una intervista a Repubblica - smentita però in questa parte dall'ufficio stampa - ha detto che un eventuale esito negativo del referendum metterebbe a rischio il governo Prodi.

Amarezza e preoccupazione sono state invece espresse dal leader della Cisl Raffaele Bonanni per lo slittamento dell'approvazione del disegno di legge sul Welfare al 12 ottobre, dopo l'esito del referendum tra i lavoratori dall'8 al 10 di questo mese.

"Sono molto preoccupato e amareggiato per questa operazione di spostare, anche attraverso il collegato, la vicenda del Welfare, che crea confusione e anche deresponsabilizzazione", ha detto Bonanni a margine di un convegno della Cisl a Napoli.

  





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