Welfare, Prodi:
parlamento farà sue modifiche
parlamento farà sue modifiche
martedì, 2 ottobre 2007
ROMA (Reuters) - Il presidente del Consiglio Romano Prodi ha detto oggi che il protocollo sul Welfare sarà portato avanti "con coerenza" dal governo, anche se è chiaro che il parlamento farà poi le sue modifiche.
"Noi abbiamo firmato un protocollo che ha tante garanzie per i lavoratori e per i pensionati. Lo abbiamo firmato con i sindacati e con le associazioni degli imprenditori. Quando si firma un protocollo, poi si deve andare avanti con coerenza", ha detto il premier nel corso di un'intervista in diretta al Tg1, confermando la volontà di far approvare dal cdm del 12 ottobre il protocollo firmato lo scorso luglio con le parti sociali.
"Avremo, io credo, una approvazione al consiglio dei ministri. Poi è chiaro che il Parlamento farà le sue modifiche. Ma non c'è nulla di particolare in questa procedura", ha aggiunto il presidente del Consiglio.
Il leader dei Comunisti italiani Oliviero Diliberto aveva invitato oggi il premier a prestare attenzione alle esigenze che emergono dal paese sulla riforma del welfare in vista del referendum tra i lavoratori dell'8-10 ottobre.
DILIBERTO: "PRODI NON SI TAPPI LE ORECCHIE"
"Più che esercitare la fermezza, dal presidente Prodi mi aspetto soprattutto saggezza, la saggezza che porta ad ascoltare il paese e non a tapparsi le orecchie", aveva detto Diliberto che insieme agli altri rappresentanti della sinistra radicale si batte per una modifica del protocollo firmato tra il governo e i sindacati su previdenza e mercato del lavoro.
"Nel Paese c'è un profondo malessere. Le contestazioni nelle fabbriche fanno notizia perché molti lì non ci vanno... Io ci vado spesso e non sono contestato e so quanto è diffuso", ha aggiunto riferendosi alle contestazioni di ieri a Mirafiori sul protocollo.
"Noi vogliamo cambiarlo profondamente. E il volerlo cambiare non può essere considerato antigovernativo. Le contestazioni sono il segno di un malessere e se noi cambiamo il protocollo si aiuta il governo a recuperare il consenso che ha perduto tra i lavoratori, tra il nostro blocco sociale di riferimento".
Se Verdi, Sinistra democratica e Rifondazione comunista appoggiano la richiesta di modifiche di Diliberto, l'area riformista della maggioranza, tra cui l'ex ministro del Tesoro Lamberto Dini, sono fermi nel chiederne l'approvazione tout court da parte del cdm.
"Noi abbiamo firmato un protocollo che ha tante garanzie per i lavoratori e per i pensionati. Lo abbiamo firmato con i sindacati e con le associazioni degli imprenditori. Quando si firma un protocollo, poi si deve andare avanti con coerenza", ha detto il premier nel corso di un'intervista in diretta al Tg1, confermando la volontà di far approvare dal cdm del 12 ottobre il protocollo firmato lo scorso luglio con le parti sociali.
"Avremo, io credo, una approvazione al consiglio dei ministri. Poi è chiaro che il Parlamento farà le sue modifiche. Ma non c'è nulla di particolare in questa procedura", ha aggiunto il presidente del Consiglio.
Il leader dei Comunisti italiani Oliviero Diliberto aveva invitato oggi il premier a prestare attenzione alle esigenze che emergono dal paese sulla riforma del welfare in vista del referendum tra i lavoratori dell'8-10 ottobre.
DILIBERTO: "PRODI NON SI TAPPI LE ORECCHIE"
"Più che esercitare la fermezza, dal presidente Prodi mi aspetto soprattutto saggezza, la saggezza che porta ad ascoltare il paese e non a tapparsi le orecchie", aveva detto Diliberto che insieme agli altri rappresentanti della sinistra radicale si batte per una modifica del protocollo firmato tra il governo e i sindacati su previdenza e mercato del lavoro.
"Nel Paese c'è un profondo malessere. Le contestazioni nelle fabbriche fanno notizia perché molti lì non ci vanno... Io ci vado spesso e non sono contestato e so quanto è diffuso", ha aggiunto riferendosi alle contestazioni di ieri a Mirafiori sul protocollo.
"Noi vogliamo cambiarlo profondamente. E il volerlo cambiare non può essere considerato antigovernativo. Le contestazioni sono il segno di un malessere e se noi cambiamo il protocollo si aiuta il governo a recuperare il consenso che ha perduto tra i lavoratori, tra il nostro blocco sociale di riferimento".
Se Verdi, Sinistra democratica e Rifondazione comunista appoggiano la richiesta di modifiche di Diliberto, l'area riformista della maggioranza, tra cui l'ex ministro del Tesoro Lamberto Dini, sono fermi nel chiederne l'approvazione tout court da parte del cdm.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















