Welfare, vince il sì con oltre l'80%
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Epifani: ''Un risultato mai raggiunto in precedenza. Questo pone responsabilità a noi, al governo e al Parlamento perché dice molte cose". Ferrero:''Voto in Cdm dipende da proposte Prodi''. Montezemolo:"Tema possibili modifiche neanche si pone"
Roma, 11 ott. - (Adnkronos) - Il fronte del 'sì' si appresta a vincere il referendum consultivo sul protocollo. A spoglio quasi ultimato il quadro che emerge, a quanto si apprende, è una vittoria dei sì con oltre l'80%, circa l'81,59% medio rispetto ai 5 milioni di votanti. A votare a favore dell'intesa del 23 luglio sarebbero stati il 93% dei pensionati ed il 78% dei lavoratori attivi.
A confermare la vittoria larghissima dei si è anche il leader della Cgil Guglielmo Epifani: "Sono soddisfato perché la partecipazione al voto non è mai stata così alta in un referendum sindacale e credo che si raggiunga e superi l'80%. Un risultato mai raggiunto in precedenza. Questo pone responsabilità a noi, al governo e al Parlamento perché dice molte cose".
Diverso sembrerebbe invece il risultato uscito dalle urne delle fabbriche. I metalmeccanici dicono no al protocollo: su circa 600 mila partecipanti al voto, infatti il 53% ha bocciato l'intesa mentre circa il 47% si è dichiarato a favore. A farsi portavoce dell'annuncio del dato sulla consultazione dei lavoratori per quel che riguarda il settore metalmeccanico, è il leader della Fiom, Gianni Rinaldini. Un dato da lui giudicato "positivo" perche evidenzia un "riscontro tra le posizioni della Fiom (che aveva detto no all'intesa) e la scelta dei lavoratori".
Ma le cose stanno in modo diverso per la Uilm secondo cui il 52% ha votato sì. E' Tonino Regazzi, segretario generale della Uilm ad annunciare il risultato "secondo dati in nostro possesso". Una percentuale che contraddice dunque quella resa nota dal leader della Fiom. ''I si' hanno prevalso in questa consultazione sull'intesa per il welfare. E' un dato che trova riscontro anche tra i lavoratori metalmeccanici: secondo i dati in nostro possesso, ancora ufficiosi (saranno formalizzati solo nel tardo pomeriggio di domani), i favorevoli all'accordo si attestano al 51,5%", scandisce Regazzi. Nonostante il "buon esito del referendum", prosegue, "non ci è però sfuggito, un altro aspetto che non sottovalutiamo, ovvero il riscontro di un malessere diffuso nel mondo del lavoro come l'emergenza salariale" per cui e' necessario rafforzare, nell'azione sindacale, "il senso dell'autonomia, incrementando il potere d'acquisto delle retribuzioni, diminuendo il livello di imposizione tributaria tuttora esistente sul lavoro dipendente, esigendo risorse tangibili sugli ammortizzatori sociali".
Di un sostanziale pareggio, con una leggera prevalenza dei no (il 50,6%) parla invece la Fim con una dettagliata scheda sull'entità dei voti validi in ogni regione e le percentuali ottenute. Una bocciatura di misura, quella che emerge dalle tabelle regione per regione in cui, tranne poche eccezioni, i si e i no non conoscono grandissime differenze.
A confermare la vittoria larghissima dei si è anche il leader della Cgil Guglielmo Epifani: "Sono soddisfato perché la partecipazione al voto non è mai stata così alta in un referendum sindacale e credo che si raggiunga e superi l'80%. Un risultato mai raggiunto in precedenza. Questo pone responsabilità a noi, al governo e al Parlamento perché dice molte cose".
Diverso sembrerebbe invece il risultato uscito dalle urne delle fabbriche. I metalmeccanici dicono no al protocollo: su circa 600 mila partecipanti al voto, infatti il 53% ha bocciato l'intesa mentre circa il 47% si è dichiarato a favore. A farsi portavoce dell'annuncio del dato sulla consultazione dei lavoratori per quel che riguarda il settore metalmeccanico, è il leader della Fiom, Gianni Rinaldini. Un dato da lui giudicato "positivo" perche evidenzia un "riscontro tra le posizioni della Fiom (che aveva detto no all'intesa) e la scelta dei lavoratori".
Ma le cose stanno in modo diverso per la Uilm secondo cui il 52% ha votato sì. E' Tonino Regazzi, segretario generale della Uilm ad annunciare il risultato "secondo dati in nostro possesso". Una percentuale che contraddice dunque quella resa nota dal leader della Fiom. ''I si' hanno prevalso in questa consultazione sull'intesa per il welfare. E' un dato che trova riscontro anche tra i lavoratori metalmeccanici: secondo i dati in nostro possesso, ancora ufficiosi (saranno formalizzati solo nel tardo pomeriggio di domani), i favorevoli all'accordo si attestano al 51,5%", scandisce Regazzi. Nonostante il "buon esito del referendum", prosegue, "non ci è però sfuggito, un altro aspetto che non sottovalutiamo, ovvero il riscontro di un malessere diffuso nel mondo del lavoro come l'emergenza salariale" per cui e' necessario rafforzare, nell'azione sindacale, "il senso dell'autonomia, incrementando il potere d'acquisto delle retribuzioni, diminuendo il livello di imposizione tributaria tuttora esistente sul lavoro dipendente, esigendo risorse tangibili sugli ammortizzatori sociali".
Di un sostanziale pareggio, con una leggera prevalenza dei no (il 50,6%) parla invece la Fim con una dettagliata scheda sull'entità dei voti validi in ogni regione e le percentuali ottenute. Una bocciatura di misura, quella che emerge dalle tabelle regione per regione in cui, tranne poche eccezioni, i si e i no non conoscono grandissime differenze.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















