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Venerdì, 6 Giugno : 2008 Brescia Oggi
LA PROTESTA. Una lettera al sindaco Paroli
La scelta della giunta di spegnere le telecamere ZTL dalle 16 alle 8 di mattina non va proprio giù al circolo bresciano di Legambiente.
Su questo tema, gli ambientalisti hanno scritto una lettera aperta al sindaco Adriano Paroli. «Benché si tratti di una decisione ampiamente annunciata in campagna elettorale - si legge nella missiva -, ci ha colpito l’annuncio che i provvedimenti in questione fossero stati adottati dopo aver consultato le categorie interessate». Categorie che in sintesi, secondo Legambiente, si limitano ai commercianti. Solo «in coda» sono stati messi i residenti e «le associazioni ambientaliste sono state lasciate del tutto fuori dalla porta».
Ciò nonostante, Legambiente ha voluto segnalare al primo cittadino le ragioni della contrarietà alla «libera circolazione delle auto in centro per 16 ore su 24». «Brescia - continua la lettera - è da molti anni fuorilegge per la qualità dell’aria, e il traffico è responsabile per almeno il 70 per cento di questa situazione. L’Italia è vistosamente in difetto rispetto agli impegni internazionali presi per ridurre le emissioni di anidride carbonica, in conformità al protocollo di Kyoto. Il settore in cui le emissioni nazionali di anidride carbonica crescono inarrestabilmente è proprio quello dei trasporti, segnatamente per l’uso crescente del mezzo privato».
LEGAMBIENTE fa queste precisazioni, sottolineando che si tratta di ragioni «materiali e non ideologiche, come le ha bollate qualche membro dell’Amministrazione in carica». Sembra dunque tutt’altro che «ideologica - chiudono gli ambientalisti - anche la preoccupazione di incentivare nella nostra città la mobilità con mezzi alternativi all’auto, come si fa in tutta Europa e nel resto delle città a noi vicine, comprese quelle amministrate dal centrodestra».
Su questo tema, gli ambientalisti hanno scritto una lettera aperta al sindaco Adriano Paroli. «Benché si tratti di una decisione ampiamente annunciata in campagna elettorale - si legge nella missiva -, ci ha colpito l’annuncio che i provvedimenti in questione fossero stati adottati dopo aver consultato le categorie interessate». Categorie che in sintesi, secondo Legambiente, si limitano ai commercianti. Solo «in coda» sono stati messi i residenti e «le associazioni ambientaliste sono state lasciate del tutto fuori dalla porta».
Ciò nonostante, Legambiente ha voluto segnalare al primo cittadino le ragioni della contrarietà alla «libera circolazione delle auto in centro per 16 ore su 24». «Brescia - continua la lettera - è da molti anni fuorilegge per la qualità dell’aria, e il traffico è responsabile per almeno il 70 per cento di questa situazione. L’Italia è vistosamente in difetto rispetto agli impegni internazionali presi per ridurre le emissioni di anidride carbonica, in conformità al protocollo di Kyoto. Il settore in cui le emissioni nazionali di anidride carbonica crescono inarrestabilmente è proprio quello dei trasporti, segnatamente per l’uso crescente del mezzo privato».
LEGAMBIENTE fa queste precisazioni, sottolineando che si tratta di ragioni «materiali e non ideologiche, come le ha bollate qualche membro dell’Amministrazione in carica». Sembra dunque tutt’altro che «ideologica - chiudono gli ambientalisti - anche la preoccupazione di incentivare nella nostra città la mobilità con mezzi alternativi all’auto, come si fa in tutta Europa e nel resto delle città a noi vicine, comprese quelle amministrate dal centrodestra».
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















