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Venerdì, 28 Marzo : 2008 Arezzo notizie
140°pensierino: se non corriamo ai ripari...
Caro direttore,
gli ultimi dati sull'inquinamento nel centro storico di Arezzo sono allarmanti, ci sono troppe auto e la ZTL è un colabrodo.Siamo una città senza coscienza ambientalista, se non corriamo ai ripari in tempi brevi saranno guai grossi!
Grazie e al prossimo pensierino
Gianni Rossi
antiquario
Personalmente lascerei stare i Poli, Nord e Sud che siano; i problemi sono sia in centro che in periferia, ma quello che ha evidenziato Rossi mi trova pienamente d'accordo...tra poco di foche (ovvero noi cittadini) ne rimarranno ben poche sane e disponibili a passeggiare in città.
Condivido in pieno la sensazione di tristezza, forse donchisciottesca, ma reale che mi attanaglia nel vedere le macchine invadere ogni centimetro, ogni pietra di lastricato, ogni angolo del borgo aretino.
Certo mi sale la rabbia, anche perché ogni giorno cerco di "remare contro", nei fatti più che con le parole o la matita copiativa (ché dove è andata, non ha spostato di un millimetro le scelte infrastrutturali e le logiche di comportamento degli aretini, anzi....): le parole non abbassano i livelli di inquinamento!
Perché ad Arezzo non si assumono scelte coraggiose? perché non si aumentano le infrastrutture ciclabili? perché ci si muove in auto in una città che si gira (letteralmente!) in 45 minuti a piedi e in molto meno con la bicicletta? perché 'sti vagoni a 4 ruote (sempre più di dimensioni enormi e sempre meno "citycar") non li mandiamo fuori dal centro? perché si ha paura a realizzare una vera ZTL, che faccia respirare Arezzo, che realizzi un'oasi cittadina come esiste in ogni città civile e moderna, ed invece politica e commercio (pur senza generalizzare) fanno ostracismo a ciò, legati a idee di mobilità vecchie di anni e superate in tutta europa?
Immagini come Piazza Grande costellata di auto, o Corso Italia ridotto a corsia dei box (per non ricordare il tristemente famoso parcheggio del sagrato del Duomo...) sono il simbolo di una civiltà in declino, di una sensibilità che scompare, di una città che scompare.
Io continuo a viaggiare in bicicletta, magari coi miei figli, incurante dei pericoli e dei rischi che corro, solo fra tanti in città, unico nella mia azienda, mosca bianca, ma in fondo orgoglioso di portare un piccolo contributo " per salvare le foche". Una goccia nel mare, ma che mi permette di non sentirmi Sancho Panza!
Un slauto a tutti, Nicola N.
Condivido in pieno la sensazione di tristezza, forse donchisciottesca, ma reale che mi attanaglia nel vedere le macchine invadere ogni centimetro, ogni pietra di lastricato, ogni angolo del borgo aretino.
Certo mi sale la rabbia, anche perché ogni giorno cerco di "remare contro", nei fatti più che con le parole o la matita copiativa (ché dove è andata, non ha spostato di un millimetro le scelte infrastrutturali e le logiche di comportamento degli aretini, anzi....): le parole non abbassano i livelli di inquinamento!
Perché ad Arezzo non si assumono scelte coraggiose? perché non si aumentano le infrastrutture ciclabili? perché ci si muove in auto in una città che si gira (letteralmente!) in 45 minuti a piedi e in molto meno con la bicicletta? perché 'sti vagoni a 4 ruote (sempre più di dimensioni enormi e sempre meno "citycar") non li mandiamo fuori dal centro? perché si ha paura a realizzare una vera ZTL, che faccia respirare Arezzo, che realizzi un'oasi cittadina come esiste in ogni città civile e moderna, ed invece politica e commercio (pur senza generalizzare) fanno ostracismo a ciò, legati a idee di mobilità vecchie di anni e superate in tutta europa?
Immagini come Piazza Grande costellata di auto, o Corso Italia ridotto a corsia dei box (per non ricordare il tristemente famoso parcheggio del sagrato del Duomo...) sono il simbolo di una civiltà in declino, di una sensibilità che scompare, di una città che scompare.
Io continuo a viaggiare in bicicletta, magari coi miei figli, incurante dei pericoli e dei rischi che corro, solo fra tanti in città, unico nella mia azienda, mosca bianca, ma in fondo orgoglioso di portare un piccolo contributo " per salvare le foche". Una goccia nel mare, ma che mi permette di non sentirmi Sancho Panza!
Un slauto a tutti, Nicola N.
Ultima modifica di Redazione il 04 Maggio 2008 10:24, modificato 1 volta in totale
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).


















