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L'associazione vivicentro attacca i commercianti per presunte irregolarità nella petizione
L'accusa è pesante: pochi controlli e scarsa informazione sui contenuti del documento
ZTL, parte l'esposto in procura
«Quelle firme non sono valide»
«Quelle firme non sono valide»
L'accusa è pesante: pochi controlli e scarsa informazione sui contenuti del documento
Massimiliano Del Barba
La polemica sulle ZTL non sembra volersi fermare. Dopo la richiesta dei commercianti, che hanno raccolto 16mila firme per dire no al centro chiuso 24 ore su 24, ora scende in campo l'associazione di cittadini Vivicentro, da sempre per l'area storica pedonale, che ha presentato un esposto in procura.
Secondo il gruppo, infatti, nella raccolta firme ci sono state parecchie irregolarità e la magistratura ha il compito di verificarle. Una copia è stata consegnata anche al sindaco e agli assessori comunali.
«SI DEVONO segnalare numerose scorrettezze - si legge nel documento - attuate dalla neo entità delle cinque associazioni riunite (commercianti e artigiani - tutte le sigle) o per essa dai singoli commercianti».
Stando a quanto spiega l'associazione «alcuni cittadini interessati al pieno recupero della vivibilità passavano da noi per segnalare che avevano firmato la nostra petizione. Chiarito che nostra non era, se ne andavano indignati ed arrabbiati in quanto si sentivano “truffati nella loro buona fede avendo, il commerciante, lasciato intendere che quella era una petizione <<dei residenti o ad ogni modo, a favore dei residenti».
Ma non è finita, secondo Vivicentro altra grossa “scorrettezza” si trova nel modo di raccogliere le firme: «Anzitutto raccolta aperta a tutti. Anche a chi non aveva titolo per dirsi reale non occasionale fruitore del centro. Inoltre il controllo era inesistente, come serietà e delicatezza della cosa avrebbe, invece, richiesto circa la genuinità delle firme apposte».
E l'associazione si spinge più in là, sostenendo di avere le prove delle presunte irregolarità.
«Come abbiamo potuto verificare e controllare anche noi stessi (oltre che documentare con fotografie), nessuno controllava chi fosse il firmatario, se per caso avesse già firmato altrove e se fosse minorenne. E quante volte avesse già
firmato la medesima persona; si sa che il dolus bonus è consentito a chi vende decantando le proprie merci, ma non deve esser consentito di smerciare per autentiche le firme di inesistenti concittadini».
Si chiede quindi di «considerare il test da noi effettuato al fine di smentire la serietà della raccolta firme operata dagli interessati esercenti». Alla procura ora resta il compito di verificare queste pesanti accuse, che, se appurate, potrebbero riaprire il dibattito sul centro.
La chiave
1) Oltre 5mila fuori città
Tra i 16mila firmatari 5.274 sono residenti fuori città. A organizzare la protesta Confersercenti, Ascom, Confartigianato, Associazione Artigiani e Cna.
2) La questione del Consiglio
Con le firme è stato depositato in Loggia anche un documento con il quale si chiede la convocazione di un consiglio comunale dedicato a questo problema per «avviare una discussione che possa condurre a una rivisitazione del sistema
delle ZTL».
3) Forte calo nelle vendite
L'allarme lanciato dall'Ascom: «Un calo delle vendite superiore al 10%».
Nel mirino di Carlo Massoletti, vicepresidente dell'Ascom, la posizione della Loggia sulla ZTL «vecchia, superata e stanca, da città dormitorio».
Il dato
An rilancia
Dopo la raccolta di firme promossa dalle cinque associazioni dei commercianti e degli artigiani bresciani per sollecitare il Comune a un ridimensionamento degli accessi al centro storico anche An lancia la sua proposta: ZTL a fasce orarie.
Appoggiando così in parte i commercianti.[/align]
- Horacio Verbitsky



















