VIABILITÀ. I «cancelli» elettronici del centro continuano a dividere Ulivo, Cdl e associazioni
ZTL: tema «bollente»
senza accordi in vista
senza accordi in vista
di Caterina Rossi
L’accordo condiviso è lontano.
La tavola rotonda sulle ZTL voluta dal capogruppo di An Andrea Arcai non ha portato grandi passi avanti su un’ipotesi di concertazione tra maggioranza e opposizione in Loggia .
Attorno al tavolo della sala Gennari alla «Nave di Harlock», si sono seduti i rappresentanti delle 5 associazioni di categoria sostenitrici della petizione per l’eliminazione delle ZTL, insieme ai consiglieri comunali Adriano Paroli (Forza Italia), Luciano Cantoni (capogruppo Riformisti per Corsini), Fausto Baresi (Margherita), al presidente della IX circoscrizione Mario Labolani e all’esponente di Legambiente Pietro Garbarino. I
l dibattito – moderato dal giornalista Massimo Lanzini – si è aperto con il contributo di Carlo Massoletti (Ascom): «L’unica risposta dell’Amministrazione - dice - è stata la misura coercitiva del vigile elettronico».
In sintonia Tobia Rizzini (CNA Brescia): «La situazione è aggravata dai cantieri; le ZTL non fanno altro che aumentare i problemi già esistenti. I consumatori non riescono più ad avvicinarsi al centro». Labolani si è detto «sbigottito» dalla maggioranza: «Dopo anni di chiusura totale, l’apertura a pochi mesi dalle elezioni pare uno slogan».
«Il rilancio e la vivibilità del centro storico sono temi complessi - ha spiegato Cantoni, esponente del gruppo che ha ipotizzato una ridiscussione sulla ZTL - e per questo l’Amministrazione vuole ristabilire il dialogo con le associazioni di categoria». Per Paroli il confronto si doveva fare prima: «La petizione riapre un dialogo che è stato sempre negato - dice -.
Il centro storico è agonizzante: meglio una città viva e disordinata che una città ordinata e morta».
Anche Baresi parla della «desolazione di un centro vuoto. Il centro storico deve essere rilanciato dai commercianti, con migliori servizi». Secondo Arcai «il centro non è solo di residenti e commercianti. Nel cuore della città ci sono il tribunale, gli uffici, i luoghi a cui tutti dovrebbero poter accedere. L’apertura della maggioranza non basta - ha continuato Arcai - e non troveremo accordi finché lo scontro rimarrà ideologico: serve un passo indietro da parte di tutti».
La tavola rotonda sulle ZTL voluta dal capogruppo di An Andrea Arcai non ha portato grandi passi avanti su un’ipotesi di concertazione tra maggioranza e opposizione in Loggia .
Attorno al tavolo della sala Gennari alla «Nave di Harlock», si sono seduti i rappresentanti delle 5 associazioni di categoria sostenitrici della petizione per l’eliminazione delle ZTL, insieme ai consiglieri comunali Adriano Paroli (Forza Italia), Luciano Cantoni (capogruppo Riformisti per Corsini), Fausto Baresi (Margherita), al presidente della IX circoscrizione Mario Labolani e all’esponente di Legambiente Pietro Garbarino. I
l dibattito – moderato dal giornalista Massimo Lanzini – si è aperto con il contributo di Carlo Massoletti (Ascom): «L’unica risposta dell’Amministrazione - dice - è stata la misura coercitiva del vigile elettronico».
In sintonia Tobia Rizzini (CNA Brescia): «La situazione è aggravata dai cantieri; le ZTL non fanno altro che aumentare i problemi già esistenti. I consumatori non riescono più ad avvicinarsi al centro». Labolani si è detto «sbigottito» dalla maggioranza: «Dopo anni di chiusura totale, l’apertura a pochi mesi dalle elezioni pare uno slogan».
«Il rilancio e la vivibilità del centro storico sono temi complessi - ha spiegato Cantoni, esponente del gruppo che ha ipotizzato una ridiscussione sulla ZTL - e per questo l’Amministrazione vuole ristabilire il dialogo con le associazioni di categoria». Per Paroli il confronto si doveva fare prima: «La petizione riapre un dialogo che è stato sempre negato - dice -.
Il centro storico è agonizzante: meglio una città viva e disordinata che una città ordinata e morta».
Anche Baresi parla della «desolazione di un centro vuoto. Il centro storico deve essere rilanciato dai commercianti, con migliori servizi». Secondo Arcai «il centro non è solo di residenti e commercianti. Nel cuore della città ci sono il tribunale, gli uffici, i luoghi a cui tutti dovrebbero poter accedere. L’apertura della maggioranza non basta - ha continuato Arcai - e non troveremo accordi finché lo scontro rimarrà ideologico: serve un passo indietro da parte di tutti».
- Horacio Verbitsky
















